La Questura di Milano ha adottato un severo provvedimento amministrativo, noto come Daspo urbano, nei confronti di una studentessa di 21 anni, identificata come frequentatrice del centro sociale Lambretta. La giovane era stata precedentemente arrestata e posta ora all’obbligo di firma in relazione agli scontri che hanno seguito il corteo pro-Gaza tenutosi il 22 settembre nel capoluogo lombardo.
Il pacchetto di divieti notificati mira a limitare significativamente la sua libertà di movimento in diverse aree nevralgiche della città, basandosi proprio sulla presunta pericolosità sociale derivante dai fatti contestati.
I provvedimenti imposti si articolano in due divieti principali:
- Divieto per due anni (Daspo per locali pubblici): La studentessa non potrà frequentare né stazionare nelle immediate vicinanze di una vasta gamma di esercizi commerciali e di somministrazione, tra cui ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie e pasticcerie, presenti in diverse zone di Milano. Questa misura rientra nella cosiddetta legislazione anti-degrado che mira a prevenire turbative dell’ordine pubblico in luoghi di aggregazione.
- Divieto per un anno (Divieto di accesso alla stazione): Per i prossimi dodici mesi, le è precluso l’accesso alla Stazione Centrale di Milano, uno dei principali hub di trasporto. Il divieto si estende non solo all’edificio stesso, ma anche ai mezzi di trasporto pubblico, quali treni e metropolitana, che vi transitano, e alle aree adiacenti.
La 21enne era stata fermata e arrestata, assieme a una coetanea, un 36enne e due minorenni, durante le operazioni di polizia seguite alle tensioni e ai tafferugli scoppiati dopo la manifestazione. Il provvedimento amministrativo della Questura si aggiunge, quindi, alle misure restrittive già in atto disposte dall’Autorità giudiziaria.
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