Riccardo Muti al carcere di Milano Opera: la musica che nasce dai barconi dei migranti

Milano

Una serata di musica e umanità ha trasformato il teatro della casa di reclusione di Milano Opera in uno spazio di speranza. Il Maestro Riccardo Muti, alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, ha dato vita a un concerto carico di simbolismi, dove i detenuti non sono stati semplici spettatori ma protagonisti attivi di un racconto corale.

Il miracolo della liuteria: gli strumenti del mare

Il cuore del progetto risiede negli strumenti utilizzati: violini, viole, violoncelli e un clavicembalo realizzati interamente con il legno dei barconi dei migranti. Questi manufatti nascono proprio all’interno dei laboratori di liuteria del carcere, grazie all’iniziativa della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti guidata da Arnoldo Mosca Mondadori. Il progetto trasforma i resti di una tragedia collettiva in un’opportunità di lavoro e rieducazione; simbolo di questo percorso è il “primo violino”, benedetto da Papa Francesco nel 2022.

“Va’, pensiero”: il coro e l’emozione dei detenuti

Il culmine della serata è stato raggiunto con il Va’, pensiero di Giuseppe Verdi. A intonarlo, in un clima di profonda commozione, è stato il coro La Nave di San Vittore, composto da detenuti che hanno cantato abbracciati. L’esecuzione è stata preceduta dalla lettura di poesie e testimonianze scritte dai reclusi stessi, trasformando le note in un dialogo diretto con la vita reale e le sofferenze del carcere.

Le Vie dell’Amicizia e le riflessioni di Muti

L’evento rappresenta una nuova tappa de Le Vie dell’Amicizia, il progetto del Ravenna Festival che dal 1997 porta la musica nei luoghi di conflitto e dolore. Al termine della serata, Riccardo Muti ha condiviso una riflessione pungente: «Ho trovato molta più emotività, creatività e profonda spiritualità qui che fuori dal carcere», sottolineando come l’isolamento possa paradossalmente favorire una ricerca interiore più autentica.

L’incontro tra generazioni: Achille Lauro a Opera

Tra gli ospiti d’eccezione anche Achille Lauro, che ha incontrato i detenuti portando un messaggio di rinascita attraverso l’arte. Il cantante ha poi scambiato alcune battute con il Maestro Muti in un camerino improvvisato, siglando un incontro simbolico tra diversi linguaggi musicali e generazioni unite dal valore sociale della cultura.

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