Proseguono le indagini nell’area di confine tra San Pancrazio di Palazzolo sull’Oglio e il comune di Adro, in provincia di Brescia, dove ieri sono riaffiorati resti umani durante alcuni lavori stradali. La scoperta, avvenuta nei pressi di una cava, ha immediatamente attirato l’attenzione delle autorità.
A notare per primo le ossa è stato un passante, che ha visto affiorare dal terreno alcuni frammenti e ha allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i tecnici della Sezione Investigazioni Scientifiche (Sis), che hanno repertato diversi elementi: un femore, un’ulna, frammenti di costole e, secondo le prime valutazioni, anche parti di mascella e alcuni denti. Le prime analisi visive suggeriscono che i resti siano molto datati. Gli investigatori ipotizzano che possano provenire da un antico riempimento di terra di origine cimiteriale, utilizzata in passato per livellare il terreno. L’area non è nuova a scoperte archeologiche: in passato, infatti, erano state individuate le rovine di una villa romana, dettaglio che rafforza la possibilità di un’origine storica del materiale osseo.
Nonostante l’ipotesi storica appaia plausibile, i carabinieri della Compagnia di Chiari hanno disposto il sequestro dell’area. L’obiettivo è consentire rilievi più accurati e recuperare integralmente tutti i resti presenti nel terreno. Le operazioni sono riprese questa mattina e proseguiranno fino alla completa mappatura del sito. Gli esperti dovranno ora stabilire con precisione l’epoca dei resti e verificare se appartengano a un unico individuo o a più persone. Solo dopo le analisi antropologiche e, se necessario, quelle forensi, sarà possibile chiarire la natura del ritrovamento.
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845