Farah Diba, l’ultima imperatrice e moglie dello Scià di Persia: “L’Iran risorgerà dalle ceneri”

Esteri

A quasi 88 anni, dopo quasi mezzo secolo trascorso lontano dalla sua terra, Farah Diba torna a far sentire la propria voce per sostenere la causa di una nuova rivoluzione in Iran. “Ogni notte buia si conclude con una luce splendente. La luce trionferà sull’oscurità e l’Iran risorgerà dalle sue ceneri. Che Dio vi protegga tutti”, ha dichiarato l’ultima imperatrice in un videomessaggio rivolto alle migliaia di manifestanti che da settimane sfidano il regime.

Vedova di Mohammad Reza Pahlavi, l’ultimo Scià di Persia, Farah Diba è oggi la figura di riferimento per i sostenitori della monarchia in esilio. Tra questi spicca il figlio primogenito, Reza Jr, che da tempo guida l’opposizione agli ayatollah con l’obiettivo di raccogliere l’eredità politica del padre, deposto nel febbraio del 1979 dalla rivoluzione guidata da Ruhollah Khomeini.

Oltre al principe ereditario, Farah Diba ha avuto dallo Scià altri tre figli: Farahnaz, Ali Reza e Leila.

Il matrimonio e la ricerca di una discendenza

La storia di Farah Diba sul trono di Teheran ebbe inizio per un’esigenza dinastica fondamentale: garantire la sopravvivenza della famiglia Pahlavi, fondata solo nel 1925 da Reza Khan. Nel 1959, lo Scià decise di sposare la giovane Farah, allora appena ventunenne, dopo il doloroso ripudio dell’amatissima Soraya. Quest’ultima, pur essendo una figura iconica e popolarissima, non aveva potuto dare un erede al sovrano, costringendolo a sciogliere l’unione per assicurare il futuro della corona.

Soraya e lo Scià Reza Pahlavi

Dalla facoltà di architettura al trono di Persia

Nata nel 1938 in una famiglia dell’alta borghesia iraniana, Farah ricevette una formazione internazionale, frequentando prima la scuola italiana a Teheran e trasferendosi poi a Parigi per studiare architettura. Fu proprio nella capitale francese che avvenne l’incontro fatidico con lo Scià, durante una visita ufficiale agli studenti iraniani all’estero. Dopo il rientro in patria nell’estate del 1959, iniziò un rapido corteggiamento che portò al fidanzamento e alle nozze nel giro di pochi mesi, proiettando la giovane studentessa al centro della scena politica mondiale.

L’amarezza dell’esilio e la vita da vedova

Il lungo periodo di lussi e mondanità che caratterizzò il regno dei Pahlavi si interruppe bruscamente il 16 gennaio 1979, quando l’imperatrice e il marito furono costretti a lasciare l’Iran per sempre. Ebbe inizio un doloroso peregrinare tra Egitto, Marocco, Bahamas, Messico e Stati Uniti. Il viaggio si concluse tragicamente al Cairo nel luglio 1980 con la morte dello Scià, evento che Farah ha rievocato con dolore nel suo libro di memorie del 2003, La mia vita con lo Scià.

Da allora, l’ex imperatrice ha scelto di vivere negli Stati Uniti per restare vicina ai figli, stabilendosi prima nel Connecticut e successivamente nel Maryland. Oggi, mantenendo intatta la sua leggendaria eleganza, divide la sua vita tra Washington, New York, Parigi e Il Cairo. Nonostante il tempo trascorso, il suo sguardo resta rivolto con speranza verso l’Iran, auspicando un futuro di libertà che, nel suo desiderio, vede proprio nel figlio Reza Jr il leader della transizione.

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