«È grave e inaccettabile che il Municipio 8 del Comune di Milano abbia concesso il patrocinio a un’iniziativa che, dietro la parvenza di un dibattito tecnico, esprime in modo evidente un orientamento politico e culturale contrario alla riforma costituzionale oggetto di referendum».
Lo dichiara Giulio Gallera, presidente del Comitato Lombardo per il Sì – Enzo Tortora e Consigliere Regionale congiuntamente ad Alessandro De Chirico, Consigliere Comunale, commentando l’evento in programma venerdì 16 gennaio alle ore 21.00 presso Villa Scheibler, in via Felice Orsini 21 a Milano.
«Dal testo del materiale affisso – dichiara Gallera – si evince chiaramente una presa di posizione precisa contro la riforma, non una discussione neutrale o pluralista. È quindi grave che un’istituzione pubblica come un Municipio conceda il proprio patrocinio, legittimando di fatto una sola parte del confronto referendario».
De Chirico prosegue, denunciando il fatto che le affissioni sono avvenute in modo abusivo, in violazione delle norme vigenti. «Parliamo di manifesti collocati fuori dagli spazi autorizzati, senza alcuna regolare concessione. È inaccettabile che un’iniziativa patrocinata da istituzioni pubbliche venga promossa attraverso affissioni illegali, come se le regole valessero solo per alcuni».
Gallera e De Chirico sottolineano inoltre che il patrocinio istituzionale dovrebbe essere riservato a iniziative realmente imparziali: «Il Comune e i suoi Municipi devono garantire equilibrio e rispetto del principio democratico, soprattutto in una fase delicata come quella referendaria. Sostenere, anche indirettamente, una posizione politica significa tradire questo ruolo».
«Chiediamo formalmente che il Municipio 8 revochi immediatamente il patrocinio concesso, che si proceda alla rimozione delle affissioni abusive e che il Sindaco Giuseppe Sala prenda una posizione chiara su quanto accaduto – concludono Gallera e De Chirico – perché è grave che il Comune di Milano appaia schierato a favore di una parte del referendum, quando la legge e la correttezza istituzionale impongono neutralità. La legge deve essere uguale per tutti, senza eccezioni».
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