Il centro Grandi Ustioni e l’intero ospedale Niguarda sono impegnati in uno sforzo assistenziale a 360 gradi per far fronte all’emergenza dei feriti in arrivo dalla Svizzera dopo il terribile rogo di Crans-Montana. Nella serata di domenica 4 gennaio, la struttura ha diffuso un nuovo bollettino medico per aggiornare sulle condizioni delle persone accolte nel nosocomio milanese. Al momento la situazione resta critica e non si escludono nuovi arrivi: nei prossimi giorni potrebbe essere trasferito un ulteriore paziente da Zurigo, attualmente considerato non trasportabile.
Il riepilogo dei trasferimenti
Alla data del 4 gennaio, i pazienti assistiti presso l’Ospedale Niguarda sono complessivamente 11. Come spiegato dai portavoce della struttura sanitaria, i primi tre feriti sono giunti il 1° gennaio, a poche ore dal tragico evento. Il 2 gennaio altri quattro pazienti sono stati trasferiti a Milano da vari ospedali svizzeri, seguiti da altri due arrivi nella giornata del 3 gennaio. Infine, nella giornata di domenica, sono stati presi in carico gli ultimi due pazienti provenienti da Aarau e Zurigo.
Le fasce d’età dei coinvolti
La maggior parte dei feriti è giovanissima, ricalcando il profilo delle vittime, italiane e straniere, coinvolte nel rogo di Capodanno. “Quasi tutti i pazienti hanno un’età compresa tra i 15 e i 16 anni”, precisano dall’ospedale, “fatta eccezione per una donna di 29 anni e una di 55”.
Per quanto riguarda il quadro clinico, sette di loro sono considerati in condizioni particolarmente serie e richiedono cure intensive. Il Niguarda ha confermato la propria disponibilità a prendere in carico il paziente attualmente ricoverato a Zurigo non appena le sue condizioni si stabilizzeranno, oltre a garantire supporto e assistenza per eventuali altri feriti.
L’organizzazione dell’assistenza
Il sostegno garantito dall’istituto milanese è totale e vede il coinvolgimento coordinato di diverse équipe mediche. I pazienti sono seguiti costantemente dai reparti di Medicina d’urgenza e Pronto Soccorso, dal Centro Ustioni e dal personale di Anestesia e Rianimazione.
Sotto il coordinamento di Filippo Galbiati, direttore del Pronto Soccorso, le sale operatorie sono state attivate a pieno regime con tutti i professionisti necessari per garantire assistenza immediata a ciascuno degli 11 ricoverati. Accanto ai medici, operano senza sosta infermieri, tecnici e operatori sociosanitari. È stato inoltre predisposto un team dedicato di psicologi per offrire supporto e assistenza continua alle famiglie dei ragazzi.
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