Sai quanto costa allo Stato, e quindi a tutti noi, il problema delle case occupate e degli sfratti per morosità? Stiamo parlando di una cifra da capogiro: oltre 1 miliardo di euro di danni al PIL! È un’emergenza gigantesca, spesso sottovalutata, che tiene in scacco le nostre grandi città, a cui si aggiungono le spese per i tribunali e i complicati sgomberi.
Dietro questi numeri freddi si nasconde una realtà fatta di difficoltà sociali e perdite economiche drammatiche. I dati del Ministero dell’Interno ci mostrano un quadro complesso: i diritti di chi possiede una casa non sempre vengono tutelati come dovrebbero. Colpa della macchina giudiziaria troppo lenta e della mancanza di strumenti efficaci, sia per prevenire le situazioni di difficoltà sia per tutelare chi è più fragile.
L’allarme è altissimo: richieste di sfratto alle stelle
Nel 2024, le richieste di sfratto approvate sono state ben 81mila (in crescita del 9,8% in un anno!). Di queste, sono stati emessi oltre 40mila provvedimenti in tutta Italia (+2% rispetto all’anno prima). La cosa più preoccupante? Circa tre su quattro (il 75%) sono dovuti a inquilini che non hanno pagato l’affitto. E quasi la metà di tutti questi casi (il 47%) si concentra nei capoluoghi di provincia.
La Lombardia si conferma la regione con più sfratti eseguiti (4.802, con un aumento del 41,6%), seguita da Piemonte, Lazio, Emilia Romagna e Veneto.
Il conto salato che paga il proprietario
Ogni sfratto è una storia di sofferenza, ma anche una grave perdita patrimoniale spesso invisibile. Pensaci: un’indagine del 2021 stimava che un inquilino smetta di pagare, in media, cinque mesi d’affitto, che sono circa 1.740 euro. Ma la perdita totale per il proprietario può arrivare tra i 10mila e i 20mila euro! In questa cifra ci sono le spese legali, i danni all’immobile e l’affitto mancato. Insomma, il danno economico diretto si attesta tra i 650 milioni e 1,2 miliardi di euro.
Un circolo vizioso che danneggia tutti
E non finisce qui. A questo salasso bisogna aggiungere i costi indiretti: le spese pubbliche per gestire le cause, i costi di sicurezza per gli sgomberi, l’assistenza alle famiglie sfrattate… È una vera e propria voragine economica che rallenta tutto, dalla rotazione degli immobili al gettito fiscale.
Il problema non è solo sociale o economico: è un circolo vizioso che danneggia l’intero mercato degli affitti. Per il rischio di non essere pagati, molti proprietari tolgono gli immobili dal mercato o li convertono in affitti brevi turistici. Risultato? L’offerta di case per chi cerca un affitto a lungo termine si restringe, i canoni salgono e la situazione peggiora.
Le nuove regole basteranno?
Il nuovo decreto Sicurezza prova a mettere un freno, con misure più dure contro le occupazioni abusive e procedure più veloci per riavere la propria casa. Ma il vero scoglio restano i tempi biblici dei tribunali: una procedura di sfratto può durare dai sei mesi a un anno dopo che è stata convalidata.
Insomma, il mattone, da sempre considerato il “bene rifugio” degli italiani, sta diventando un investimento sempre più rischioso.
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