“La Lombardia ha retto la sfida del Pnrr. Dei 99 cantieri lombardi monitorati al 30 giugno 2025, per un valore complessivo di 2,2 miliardi di euro, il 98% è in corso di realizzazione con un avanzamento medio del 30%. Solo 11 cantieri non sono ancora partiti, rappresentando meno dell’1% del valore totale”: questi i principali dati del secondo rapporto
“Il mercato delle opere pubbliche per le imprese di costruzioni nelle province della Lombardia 2019-2025” promosso da Ance Lombardia e realizzato da Cresme Europa Servizi, presentati oggi nella sede dell’Associazione. Nel 2024 in Lombardia – ricorda ancora l’associazione dei costruttori edili – sono state aggiudicate 2.817 gare per 6,6 miliardi di euro. Nei primi sei mesi del 2025 si registra una ripresa con una crescita del 19,3% delle aggiudicazioni. Le imprese lombarde mantengono una forte presenza vincendo il 68% delle gare nel primo semestre 2025. “I dati che emergono dalla ricerca del Cresme – dichiara il Presidente di Ance Lombardia, John Bertazzi – evidenziano l’impegno delle imprese per portare a termine il Pnrr nei termini previsti. Certo, il lavoro non è concluso e in questo ultimo anno saremo chiamati a compiere un ultimo grande sforzo per completare lavori che, in molti casi e per ragioni non dipendenti dalla volontà delle imprese, sono stati consegnati alle stesse in ritardo, rispetto al cronoprogramma”.
La maggior parte delle opere sono stare realizzate da Piccole e Medie Imprese – prosegue Bertazzi – che in questi anni si sono strutturate investendo in risorse e maestranze per poter rispondere al meglio alle esigenze del mercato. Ora però è necessario guardare avanti, a quello che potrà accadere dopo il 2026, per fare tesoro di quanto accaduto e per non disperdere un patrimonio di risorse materiali e immateriali che le imprese hanno costruito in questi anni. L’aumento degli sconti di gara che si sta iniziando a vedere, l’aumento dei partecipanti alle procedure, la situazione di stallo del mercato privato che ha rilevanti effetti nella realizzazione delle opere di urbanizzazione, iniziano a dare segni di una contrazione del mercato delle opere pubbliche. A questo si affianca il sempre maggior ricorso alle società in house da parte della P.A. che rischia di espellere dal mercato molte imprese. Infine, le difficoltà introdotte dalla recente normativa sul Partenariato Pubblico Privato che, con la limitazione del diritto di prelazione, ha reso ancora meno conveniente per le Pmi la partecipazione a questa tipologia di gare. Le Pmi costituiscono l’ossatura del nostro sistema industriale e per tale motivo è fondamentale sostenerle, favorendo la loro partecipazione alle gare pubbliche, prevedendo la realizzazione delle opere per lotti funzionali, cosa prevista dalla normativa (anche europea), spesso non attuata. Nei prossimi anni – conclude Bertazzi – saremo chiamati ad affrontare nuove sfide sia nella manutenzione del patrimonio pubblico e delle infrastrutture, sia nella realizzazione di opere nuove, come quelle destinate al Social Housing, come previsto dagli orientamenti della Commissione europea per la programmazione di bilancio 2028-2034. Occorre, pertanto, iniziare, fin da ora, a ragionare concretamente, per essere pronti ad affrontare queste nuove sfide, facendo tesoro di tutto quanto di buono è stato fatto in questi ultimi anni”.
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