Tra le statue più interessanti all’interno del Duomo di Milano troviamo quella del Cristo alla Colonna.
Originariamente nascosta negli armadi della Sacrestia Meridionale ora si trova spostata nel Transetto Meridionale.
Da poco è stata posta nella collocazione che è sempre appartenuta alla statua del San Bartolomeo, la quale, invece, è stata relegata un po’ nascosta nel retrocoro, non appena ritornata in Duomo dopo un periodo di restauro, retrocoro che spesso è chiuso, impedendone la vista.
In principio, il Cristo venne realizzato per l’altare di San Giovanni Damasceno, oggi non più esistente.
Meno famoso del Cristo alla Colonna, dipinto di Donato Bramante del 1490 e conservato alla Pinacoteca di Brera, è comunque una statua di notevole pregio.
La statua è opera di Cristoforo Solari detto il Gobbo realizzata tra il 1510 e 1520 circa.
In marmo di Candoglia, lo stesso marmo usato per la costruzione del Duomo e del San Bartolomeo, colpisce per la plasticità della posa che presenta il Redentore in movimento, ma prigioniero, legato alla colonna con una corda, con le braccia dietro la schiena, il busto in rotazione, pregevole per il dettaglio dell’anatomia, dovuta al periodo fiorente di studi anatomici e per l’estrema espressività e compostezza del volto.
Cristo è colto nel momento della prigionia, prima di essere flagellato e di essere crocefisso, ma ci trasmette tutta la sua dignità anche in un momento così cruento e drammatico.
La precisione dei dettagli ha fatto pensare a ispirazioni leonardesche e michelangiolesche, oltre che una profonda conoscenza della statuaria classica.
Non a caso viene accostato per fattezze al più famoso Gruppo del Laocoonte del primo secolo a.c., che si trova in Vaticano.
Cristoforo Solari, lo scultore, architetto, figlio di costruttori, ha anche scolpito il famoso cenotafio di Ludovico il Moro e dell’amata e compianta giovane moglie Beatrice d’Este, oggi collocato nella Certosa di Pavia, ma originariamente appartenente a Santa Maria delle Grazie.
L’opera è firmata alla base con le lettere “CHRI. GOBI. MLN. OPUS.” Che la parola “Gobi” fosse riferita allo scultore detto “il gobbo” ?
Mentre sul piedistallo su cui poggia il Cristo è scritto, in traduzione: “Era tanto necessario al genere umano che io redimessi te con sangue divino”
Solari realizzò anche altre statue tuttora presenti nel Museo del Duomo, quali un San Sebastiano, Adamo con Abele, Sant’Elena e un Lazzaro.
Eleonora Prina
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