Rozzano, una città spesso etichettata e additata come una piccola “capitale del crimine” a causa di episodi di cronaca, ha deciso di cambiare rotta e sfidare apertamente i cliché. Come riportato dal quotidiano Il Giorno, il Comune ha infatti manifestato l’intenzione di candidarsi per il prestigioso titolo di Capitale italiana della cultura per il 2028. L’obiettivo è chiaro: rilanciare l’immagine della città e ridarle lustro attraverso la cultura.
Il sindaco Mattia Ferretti è convinto che la strada giusta sia la collaborazione e ha già annunciato che per vincere “ci aiuteranno La Scala e Brera”, svelando l’intenzione di instaurare collaborazioni con istituzioni milanesi di altissimo livello come il Conservatorio e l’Accademia di belle arti. Il progetto culturale è ambizioso e prevede un vasto programma di iniziative, tra cui mostre, spettacoli, installazioni e persino una sfilata di moda.
Coinvolgere la comunità con due concorsi
Rozzano è uno dei 25 Comuni italiani che hanno presentato il proprio interesse per la candidatura. Entro il 25 settembre, dovrà inviare un dossier completo a una commissione ministeriale, che dovrà includere il progetto culturale, le strategie di sviluppo, i soggetti coinvolti, il piano di sostenibilità economica e gli obiettivi attesi.
Per costruire una proposta solida e che coinvolga direttamente i cittadini, l’amministrazione ha lanciato due concorsi d’idee aperti a tutti: il primo, intitolato “Il nome del nostro futuro”, servirà a scegliere il titolo e lo slogan della candidatura, mentre il secondo, “Laboratorio Rozzano”, è stato creato per raccogliere progetti e contributi da far confluire direttamente nel dossier finale. L’iniziativa è rivolta a singoli cittadini, famiglie, artisti, associazioni, parrocchie, scuole e start-up, e si chiuderà il 7 settembre.
Dalla cronaca alla coesione sociale
Il sindaco Ferretti ha sottolineato che, pur essendo Rozzano una città di 41mila abitanti con una forte presenza di alloggi popolari gestiti da Aler (circa 20mila residenti), il vero obiettivo è offrire una “chiave di lettura diversa” e presentare anche i quartieri più popolari come “un contesto di cultura, un veicolo di messaggi positivi”.
Il riferimento è ai recenti fatti di cronaca, come l’uccisione di Manuel Mastrapasqua e le sparatorie della scorsa primavera, che hanno contribuito a dipingere un quadro difficile della città. “Diciamo ‘no’ alle etichette troppo severe, che non ci rappresentano”, ha precisato il sindaco. L’obiettivo della candidatura è proprio quello di promuovere “vivacità, coesione sociale e spirito di appartenenza”, anche attraverso un rilancio di oratori e centri sportivi. Il nome della città vincitrice sarà svelato nel marzo 2026, al termine della selezione.
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