Saltano sui treni della metropolitana in corsa, restano aggrappati in precario equilibrio per l’intero viaggio. È questa la nuova e allarmante “moda” che sta prendendo piede tra gli adolescenti a Milano. Le stazioni della linea verde (M2) sono state teatro di questo fenomeno, documentato dal primo video del genere girato nel nostro Paese.
Il filmato, della durata di pochi secondi, mostra i binari scorrere velocemente sotto i piedi dei ragazzi, con l’arrivo ripreso da un amico che immortala i due adolescenti ancora aggrappati all’ultimo vagone. Pochi minuti dopo la “bravata” viene pubblicata sui social media, dove i protagonisti esprimono la loro soddisfazione per aver compiuto questa folle impresa.
Le Radici di un Pericolo Mortale: Dal Train Surfing all’Urban Climbing
Sfidare il pericolo, incuranti dei rischi e reggendosi ad appigli di fortuna: il train surfing, già diffuso nell’Est Europa e in Svizzera, è ora approdato anche in Italia. Questa pericolosa pratica rappresenta l’ultima e più estrema derivazione dell’urban climbing, l’attività che consiste nello scalare monumenti e palazzi per poi documentare l’impresa sui canali social.
A Milano, casi di urban climbing si erano già verificati: l’Arco della Pace, la torre di via Masaccio e lo stadio Meazza erano diventati le mete preferite degli “scalatori urbani”. Ora, anche a causa di influenze estere, la sfida si è spostata su un livello ancora più alto, mettendo direttamente a repentaglio la propria vita.
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Selezione naturale rimane la tendenza dominante che mi frulla in mente, davanti a simili idiozie. Siamo al cospetto di una generazione che ha perso completamente il senso della ragione (o mai lo ha posseduto) e si comporta come se non esistesse un domani, o come se la vita fosse un gadget “usa e getta”, roba che si acquista, si usa e appena esaurita la carica si getta ovunque capita, come una cialda di caffè esaurita. Ma di quelle cialde ne abbiamo ciascuo una soltanto, fino a prova contraria…