Abusi edilizi in via Fauchè a Milano: “Non è invocabile la buona fede”, in tre a processo

Milano

Non c’è spazio per la buona fede nel caso degli abusi edilizi in via Fauchè 9 a Milano. Per questo motivo, la giudice del Tribunale di Milano, Antonella Bertoja, ha rinviato a giudizio tre persone coinvolte nella realizzazione di un palazzo all’interno del cortile. Il processo, che avrà inizio il 14 luglio, vedrà imputati il direttore dei lavori e progettista Marco Colombo, il costruttore Gaetano Risi, e Luigi D’Ambrosio, quest’ultimo titolare del 50% delle quote della società immobiliare Fauchè 9 srl.

La Procura di Milano contesta ai tre di aver violato i limiti di altezza previsti dal Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano per le costruzioni “all’interno dei cortili”. Inoltre, l’intervento sarebbe stato realizzato con una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per ristrutturazione, anziché con un permesso per nuova costruzione, come richiesto dalla normativa.

La difesa aveva precedentemente richiesto il proscioglimento in udienza predibattimentale, sostenendo un “affidamento incolpevole” nei titoli edilizi rilasciati da Palazzo Marino. Questa richiesta è stata però respinta dal Tribunale.

Il cantiere in questione, attivo dall’ottobre 2022, era già stato oggetto di un blocco nell’agosto 2024 da parte del TAR della Lombardia. Il TAR aveva accolto il ricorso del condominio di via Fauchè 9-11 e via Castelvetro 16-18-20, ora parte civile nel processo, riconoscendo che l’opera presentava “caratteristiche strutturali” e funzioni tali da produrre un “rinnovato carico urbanistico” differente rispetto all’edificio preesistente.

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