Ministro Musumeci (Protezione Civile): «Piano per dissalare l’acqua del mare, rigassificatore e Ponte sullo Stretto»

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Nello Musumeci, ministro della Protezione Civile e del Mare, intervistato dal Messaggero, parla del problema siccità che incombe quest’anno sull’Italia, l’Associazione nazionale consorzi di bacino parla infatti di 3,5 milioni di italiani a rischio razionamento idrico.

«La carenza idrica è una realtà da anni, non solo un’emergenza. Cosa si è fatto negli ultimi anni? Questo governo, con la nuova cabina di regia e in vista della possibile nomina di un commissario, lavora a un piano di medio-lungo termine».

Riguardo alle risorse il ministro rassicura «Si. Complessivamente, tra fondi nazionali ed europei, i ministeri che si occupano del settore idrico dispongono già di quasi 8 miliardi di euro. Dovevano essere spesi prima, la burocrazia e lo scarso coordinamento hanno rimandato troppo a lungo». «Investire in dissalatori e depuratori è uno dei nostri obiettivi. Guardiamo al modello israeliano per ridurre gli sprechi, ad esempio non usare acqua potabile per irrigare i campi».

Musumeci risponde anche alle proteste ambientaliste che accompagnano la partenza del rigassificatore a Piombino «Chiedo agli integralisti: ci sono alternative? Non si può dire sempre no. In emergenza è un dovere usare le nostre risorse naturali. Anche per questo da governatore non mi sono opposto al rigassificatore a Porto Empedocle».

Sui tempi di realizzazione del Ponte sullo Stretto non si sbilancia «Lo sanno i tecnici. -afferma- Il dato politico è che questo governo ha fatto del collegamento tra le due sponde una priorità in agenda».

Altrettanto serio è l’impegno ad accelerare la ricostruzione delle aree terremotate nel Centro Italia. ‹È un impegno serio. Definiremo in tempi certi il ciclo della ricostruzione per qualsiasi territorio colpito da una calamità, sia essa un sisma o un’alluvione».  Si parla di «nove, dieci anni al massimo. Un arco sufficiente per far ripartire anche le aree colpite dal terremoto nel Centro-Italia. Se nel frattempo spezziamo lacci e lacciuoli burocratici».

Il nuovo commissario Guido Castelli, spiega, in settimana andrà ad Amatrice. ‹In generale vanno riviste leggi concepite per frenare le opere pubbliche e ridurre il numero di enti coinvolti nell’idrogeologico. Non è concepibile che sei, sette enti pubblici intervengano nella gestione dell’acqua, per fare un esempio. Ridurremo i tempi per autorizzazioni e bandi. E attiveremo i poteri sostitutivi e sanzionatori».

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