LILT

La tua dichiarazione dei redditi può dare dei benefici che non ti aspetti

Attualità

Un codice fiscale e una firma possono fare la differenza quando si tratta di donare- senza tirare fuori un euro- il proprio 5 per mille a un ente del terzo settore.

Accompagnare le persone alle terapie; assistere malati di tumore; offrire visite gratuite a chi ne ha bisogno. Oggi puoi sostenere tutte queste attività senza spendere un euro, ma semplicemente donando il 5 per mille a LILT. Ogni anno grazie alle donazioni provenienti dal 5 per mille, LILT può offrire sul proprio territorio servizi preziosi per la prevenzione dei tumori o per i malati oncologici e i loro caregiver.

Donando il 5 per mille a Lilt investirai in progetti concreti per ridurre l’impatto dei tumori nella vita delle persone. Più di 22mila persone ogni anno scelgono di donare il proprio 5 per mille a LILT di Milano Monza Brianza e nell’ultimo anno oltre 843.137 euro sono stati reinvestiti sul nostro territorio per la prevenzione e l’assistenza ai malati oncologici.

Ad esempio, lo scorso anno Lilt ha erogato nei propri spazi prevenzione e sull’ambulatorio mobile 6mila visite e prestazioni diagnostiche in forma gratuita; ha accompagnato alle terapie oncologiche oltre 330 malati e ha assistito a casa oltre 2500 pazienti oncologici con servizi preziosi come la fornitura di presidi sanitari, la spesa a casa o, ancora, progetti di riabilitazione dedicati al malato e ai suoi caregiver. Servizi a disposizione di tutti, con un’attenzione particolare a chi vive in situazioni di disagio economico e sociale o a chi è messo duramente alla prova dall’insorgenza di una malattia oncologica.

Lilt è sempre più una risposta concreta a coloro che, sul territorio, cercano un punto di riferimento per i propri percorsi di prevenzione o per i malati che vivono l’esperienza della malattia. Il tuo 5 per mille può dare forza a queste e altre iniziative di cui tutti possono beneficiare. Per questo motivo il 5 per mille LILT “Lotta (anche) per te”.

Che cos’è il 5 per mille

Il 5 per mille, che è completamente gratuito, è una quota di IRPEF che lo Stato italiano ripartisce a sostegno degli enti che svolgono attività socialmente rilevanti, come LILT. Per donare il proprio contributo basta inserire il codice fiscale dell’ente (quello di LILT Milano Monza Brianza è CF 80107930150) e apporre una firma nell’apposito spazio nella dichiarazione dei redditi. Attenzione però: se non viene scelto alcun ente o i campi di donazione vengono compilati in modo errato, il 5 per mille andrà ad alimentare le casse dello Stato.

Con LILT, tra l’altro, è impossibile dimenticarsi di fare la donazione perché, registrandosi con la mail si ha la possibilità di ricevere un reminder con il codice fiscale di LILT, in modo da averlo a disposizione quando si compila la dichiarazione dei redditi.

Chi può donare il 5 per mille a LILT

A donare il 5×1000 può essere qualsiasi persona fisica che presenta la dichiarazione dei redditi e può farlo apponendo la propria firma nel riquadro dedicato in fase di dichiarazione fiscale, indicando il codice fiscale LILT Milano Monza Brianza: 80107930150. Chi non presenta la dichiarazione dei redditi può donare comunque consegnando a una banca o a un ufficio postale la scheda integrativa per il 5 per mille contenuta nel CU in busta chiusa.
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Oltre al cinque, due e otto per mille: in cosa sono diversi

2 e 8 per mille, come il 5, sono tutte percentuali dell’IRPEF- l’imposta sul reddito delle persone fisiche- che il contribuente può scegliere di destinare al sostegno di soggetti differenti dallo Stato. Nessuna esclude l’altra. È infatti possibile esprimere tutte e tre le scelte quando paghiamo le tasse, in primavera e in autunno (prima del 30 settembre 2024 o prima del 30 novembre).

Analogamente il 2 per mille può essere donato ai partiti politici iscritti a uno specifico registro, mentre l’8 per mille destina i soldi a confessioni religiose che hanno raggiunto un accordo con lo Stato italiano.

5 per mille, 2 per mille e 8 per mille sono strumenti straordinari per dare una direzione agli “investimenti” che lo Stato fa utilizzando le tasse dei contribuenti.

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