il questore Bruno-Megale

Il discorso ampio e costruttivo del nuovo Questore Megale

Milano

Le parole del nuovo questore di Milano Bruno Megale:
“Oggi ci sono problematiche di sicurezza avvertite molto di più perché è la società stessa che sta cambiando. La fotografia della città è completamente diversa”. Lo ha detto a margine della conferenza stampa in Questura, nel giorno del suo insediamento, parlando della differente situazione della città rispetto a nove anni. Fino al 2015 Megale è stato infatti alla guida delle Digos di Milano. “La società sta cambiando, rispetto a 10-15 anni fa un certo tipo di reati è aumentato – ha sottolineato – Nel 2015 c’erano problemi legati ad altre fenomenologie, l’ordine pubblico era più effervescente, anche se alcuni fenomeni legati alle vicende internazionali stanno tornando”

“Sul Cpr cerchiamo di ripristinare quello di via Corelli, che è un centro importante. Un Cpr in piena efficienza sarebbe un’ottima base di partenza”.- ha spiegato –“Sull’immigrazione la Polizia deve fare il suo. Noi certamente dobbiamo lavorare su fenomeni di regolarità sul territorio nazionale. La statistica di immigrati irregolari che commettono una serie di reati è abbastanza chiara. L’immigrazione non è soltanto un problema di Polizia, tutte le istituzioni sono coinvolte, è un fenomeno che va certamente governato”.

 “A Milano c’è il 10 % dei minori stranieri non accompagnati che ci sono in Italia. Occorre gestire questo fenomeno“.- ha continuato Megale durante la conferenza stampa in Questura –“La città ha dei servizi sociali eccellenti e una vocazione all’accoglienza – ha continuato il questore – però non è solo un problema di polizia, comporta anche un impegno. Quando si ha a che fare con i minori è un impegno oneroso e importante, si ha a che fare anche con il Tribunale e i tutori”.

Anche più in generale, oltre al tema dei minori, ha inoltre osservato il nuovo Questore rispetto al passato “abbiamo un aumento esponenziale di presenze di fenomeno migratorio ma pensare di governarlo solo con la Polizia è utopistico, bisogna avere un approccio integrato anche con altri attori istituzionali”. Il fenomeno migratorio, ha detto ancora: “Certamente è andato a cambiare anche il volto di alcuni quartiere” ad esempio “15 anni fa c’erano altre problematiche, forse l’ordine pubblico era un focus un po’più presente. Oggi bisogna pensare alla sicurezza urbana, sicurezza su determinati quartieri, l’attività sull’integrazione, la gestione di fenomeni migratori, che possono sfociare nel degrado e dare percezione di insicurezza, sono certamente delle priorità diverse. Milano per la sua inclusività è aperta a tutti questi cambiamenti che si registrano immediatamente in città e diventa un trend per tutti. La Polizia di stato è solo uno degli attori”.

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