MilanoPost Sala e il poliziotto accoltellato

Agente accoltellato. Sala scarica sul Governo. E’ il PD che non vuole i CPR senza cui è impossibile rimpatriare i delinquenti

Fabrizio c'è Milano

L’accoltellamento di un poliziotto alla stazione di Lambrate da parte di un extracomunitario, che stava aggredendo i passeggeri in transito ha suscitato commozione e sgomento. Commozione perché un servitore dello Stato di 37 anni ha subito gravi lesioni mentre cercava di immobilizzare un elemento pericoloso. Sgomento perché ancora una volta Milano diventa teatro di gesta di squilibrati, di violenti. Siamo una città che attira disperati e gente adusa a girare con lame e coltelli e che in molte zone è fuori controllo.

In mezzo a queste emozioni e preoccupazioni spicca la terribile pochezza e l’atteggiamento ai limiti dello  sciacallaggio del Sindaco. Uno si aspetterebbe parole di ringraziamento alla Polizia e di vicinanza all’agente ferito per difendere i concittadini o magari l’ammissione che la sicurezza è veramente una emergenza per Milano.

Invece Beppe Sala ha avuto il solito miserrimo riflesso di scaricare su qualcun altro la palla: “Il Governo non ha fatto il suo dovere” ha detto il Sindaco, facendo riferimento al fatto che l’aggressore, il clandestino di nazionalità marocchina Hasan Hamis  girava libero pur avendo un decreto di espulsione  e svariate condanne.

Va bene che Sala ha idee politiche veramente confuse, visto che in pochi anni è passato da Renzi ai Verdi, da Di Maio a Elly Schlein e ora ambisce a fare il suo successore. Forse però deve ripassare la storia sul perché in Italia si fanno pochi rimpatri ed espulsioni. E sul perché Milano non è  sicura.

Sala dovrebbe sapere che la sinistra non solo ha predicato e praticato l’accoglienza senza limiti, ma ha anche legiferato per allargare le maglie di tutele e protezioni per i clandestini ai quali viene riconosciuto lo status di rifugiato o la cosiddetta protezione umanitaria.

Dovrebbe sapere Sala che le espulsioni sono difficili non solo perché vanno trovati accordi con i paesi di origine dei migranti, ma anche perché il primo passo per il rimpatrio è contestatissimo proprio dalla sinistra: PD e compagni contestano e firmano appelli affinché i Centri per il Rimpatrio vengano soppressi. Dunque i luoghi dove sarebbe giusto rinchiudere gli espulsi in attesa del loro rimpatrio forzato, Sala dovrebbe chiedere che funzionino e raddoppino a cominciare da Milano. Invece i suoi ne invocano la chiusura, consentendo a tanti personaggi pericolosi muniti di decreto di espulsione di girare per l’Italia.

E non parliamo poi della sua scarsa attenzione alla sicurezza e al presidio della città.  Sala è in ritardo sull’assunzione di nuovi vigili, sul taser, inadempiente sugli sgomberi e sul controllo del Trasporto Pubblico e contrario ai militari a presidio della città.

Provi a fare il suo dovere di Sindaco e cioè difendere la sicurezza dei milanesi e la smetta di fare il piccolo politico che fa polemiche meschine.

2 thoughts on “Agente accoltellato. Sala scarica sul Governo. E’ il PD che non vuole i CPR senza cui è impossibile rimpatriare i delinquenti

  1. Caro Fabrizio cosa vuoi che dica,la sinistra o per meglio dire i fascisti, si, perché sono loro i veri fascisti hanno la memoria corta.

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