Galleria TheStreetSoup

Gli stati generali della fotografia di strada esposti in Piazza Duomo. L’imperdibile mostra

Cultura e spettacolo

La chiamano Street Photografy, la tendenza  “maledetta”  che nell’arte fotografica immortala nei suk metropolitani gli umani invisibili: gli scarti, i fragili, i disperati, i diversi. Quelli che i passanti frettolosi vedono ad esempio ogni giorno in fila fuori dalla Bocconi, per raggiungere l’entrata del Pane Quotidiano, dove i volontari distribuiscono  il magico sacchetto: pane, pasta, frutta, verdura.  Ma poi, ecco chi alloggia nei villaggetti di cartone sotto i portici di via san Pietro all’Orto e in corso Vittorio Emanuele: sono i cosiddetti clochard, o senza tetto. Da non dimenticare i giovani disperati che frequentano il boschetto della droga a Rogoredo, zombie  senza speranza, schiavi  della fame chimica, per finire  nella galleria degli invisibili metropolitani co i passanti vittime della solitudine delle città, fotografati nella metro o negli angoli  bui della vita.

Pare che  la fotografia dei “diversi” sia di moda, e le  immagini  dei disperati contemporanei vengono vendute come quadri negli USA: non c’è salotto intelligente che non ospiti  alle pareti una fotografia “maledetta” e la moda  ha i suoi cantori celebratissimi. I fotoreporter.

E’  intanto passato quasi un mese dalla mostra cult fotografica “ il mondo al contrario “ organizzata dalla giovane e audace galleria milanese “TheStreetSoup”, mostra organizzata  per contornare  il pensiero del Generale Roberto Vannacci ( che illustrava il proprio libro  sullo sfondo di scatti..scatti nudi e crudi di un mondo sommerso, di disagi sociali, di periferie disagiate, di proteste ambientaliste di piazza, della comunità LGBT, di paesi in guerra, di bandiere e persone intente a manifestare per i propri diritti) ed ecco un altro colpaccio del giovane Mirko Gargiulo, titolare della galleria. Mirko ha inviato in via Gonzaga a due passi dal Duomo i migliori fotografi di strada a livello mondiale in una collettiva  che  coinvolge, e turba le  menti sensibili, incanta e indigna i poeti.

Una galleria, questa, che ha un proprio  karma: qui, in via Gonzaga e in piazza Diaz, fino agli anni 30 esisteva il quartiere dei ”ligera” e delle “signorine”, il Bottonuto: i disperati e i diversi  e i malavitosi di allora, sin dal medioevo, affollavano le fatiscenti viette ora demolite. Sorge ora sulla non dimenticata fama di  quartiere ”diverso” la galleria che celebra le immagini di tutti i suk della terra.

Nessun Generale in vena di rivolte  come ospite d’onore questa volta ma Suzanne Stein, la fotografa americana di successo che attraverso il suo lavoro mira a offrire una rara e propria finestra sulla vita di strada dai ghetti di Los Angeles, a quelli di New York:  utilizzando la durezza, il caos, e anche la bellezza dell’ambiente delle estreme periferie americane.

Oltre ai suoi scatti ci stupiscono le fotografie di un’altra icona della fotografia di strada: Richard Sandler, considerato  uno dei suoi massimi esponenti. Le sue fotografie (diremmo quadri) sono state pubblicate su The Eyes of the City e sono conservate nelle collezioni del Brooklyn Museum e del Museum of Fine Arts di Houston. Ecco Arturo Canedo fotografo peruviano che ha sviluppato negli ultimi anni progetti di fotografia documentaristica e saggi con diverse ONG mondiali sulla condizione dell’essere umano e sul rapporto con il suo ambiente;  seguono le immagini di Todd Visser, fotografo americano ma da anni trapiantato in Francia, erede del più famoso Bruce Gilden. Todd è conosciuto per il suo stie insolito: persone immortalate per le strade di varie capitali europee usando un flash.. E ancora  il pluripremiato Roberto Pazzi, fotografo documentarista, viaggiatore inguaribile che con lo zaino in spalla ha girato tutto il mondo fotografando  gli strazianti volti “ DI CHI SOPRAVVIVE CON APPENA 50 CENTESIMI AL GIORNO”,  ci racconta.

Le foto di questi maestri della fotografia che pennellano la desolazione metropolitana (fino al 15 aprile)  aprono gli stati generali  della “street photografy” contemporanea: altri 48 fotografi di strada provenienti da tutto il mondo (tra cui Pierluigi Meduri, Serena Clausi, Pedro Patricio, Natale Gubinelli, Amelia Sagone, Sonya Newell Smith, Felipe Mandarino Lima, Brian Visser, Scarlett Freund, Amy Horowitz) espongono in una collettiva unica  e imperdibile, capace di raccogliere in un’unica mostra la vera essenza di quella fotografia tanto a cara a delle leggende come Henri Cartier-Bresson, Chris Steel Perkins e Robert Doisneau. Il medievale Bottonuto con le ombre dei suoi ligera e dei suoi bordelli rivive  ora nella post moderna galleria di Mirko Gargiulo, con magiche vetrine che si affacciano sui ruderi della antica chiesa di san Giovanni in Conca: mondi contrapposti che la fotografia unisce in un grido silenzioso in bianco e nero. Un destino.

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