Ghali- lo sfregio da Mara Venier

Ghali e lo “sfregio” a Israele continua. La RAI si dissocia, ma pubblico e stampa applaudono

Economia e Politica

Il palco del Festival è “stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”, ha attaccato Bar. A Domenica In speciale Sanremo chiedono conto di queste parole a Ghali, che replica secco: “Mi dispiace che abbia risposto in questo modo, c’erano tante cose da dire. Ma per cosa altro avrei dovuto usare questo palco? Io sono un musicista prima di salire su questo palco: ho sempre parlato di questo fin da quando sono bambino”.

La Venier approva: “Siamo tutti per la pace su questo non ci sono dubbi”.

 I giornalisti sul palco applaudono convinti, annuiscono, gli fanno il gesto del pollice. “Il fatto che l’ambasciatore parli così non va bene – incalza Ghali -, continua la politica del terrore, la gente ha paura di dire stop alla guerra, stop al genocidio, stiamo vivendo un momento in cui le persone sentono che vanno a perdere qualcosa se dicono viva la pace. Ci sono dei bambini di mezzo: quei bambini che stanno morendo, chissà quante star, quanti dottori, insegnanti, quanto geni, ci sono lì in mezzo”.

Nessuno, né sabato sera né domenica, ha semplicemente sollevato il dubbio che un tema così complesso possa essere affrontato in una sede più opportuna, senza ricorrere a slogan. E magari con un dibattito, questo sconosciuto.

La questione della guerra in Medioriente sbarca sul palco dell’Ariston nell’ultima serata di Festival di Sanremo e scoppia la polemica con tanto di posizione dello stato di Israele. ‘Stop al genocidio’, dice il rapper milanese Ghali, e al termine dell’esecuzione del suo brano Casa mia per la prima volta la questione Israele-Palestina approda al Festival.

“Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”, scrive sui social l’ambasciatore di Israele in Italia Alon Bar. “Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi insieme ad altre decine di ostaggi israeliani. Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto”. Poco prima, peraltro, le telecamere Rai avevano inquadrato alcune persone che al concerto di Tedua sulla Costa Smeralda avevano esposto cartelli con le scritte ‘Stop genocidio’ e ‘cessate il fuoco‘ e bandiere della Palestina.

Domenica In, sempre su Rai 1, Ghali ha replicato duramente all’ambasciatore israeliano: “E io per cosa lo devo usare allora il palco? Sono un musicista ancora prima di essere su questo palco, ho sempre parlato di questo da quando sono bambino. Sono uno di quelli nati grazie a internet, internet può documentare che da quando sono bambino e ho fatto le mie prime canzoni a 13-14 anni parlo di quello che sta succedendo, non è dal 7 ottobre, questa cosa va avanti già da un po’. Mi dispiace tanto che abbia risposto in questo modo”.

“La gente ha sempre più paura e il fatto che lui dica così non va bene – ha proseguito Ghali -. Continua questa politica del terrore, la gente ha sempre più paura di dire stop alla guerra e stop al genocidio – ha aggiunto il cantante – Siamo in un momento in cui le persone sentono di andare a perdere qualcosa se dicono ‘viva la pace’, ed è assurdo. Non deve succedere questo”.

Proprio Mara Venier, in chiusura di Domenica In, ha letto una nota dell’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio, di fatto una presa di distanze proprio da Ghali: “Ho vissuto assieme all’ambasciatore Bar e alla presidente Di Segni – spiega l’ad di viale Mazzini – gli eventi che la Rai ha dedicato alla memoria della Shoah nell’ultima settimana di gennaio. E ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano – e continueranno a farlo – la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas, oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele e alla comunità ebraica è sentita e convinta”.

Una polemica destinata, probabilmente, a proseguire nei prossimi giorni dal momento che dal Movimento 5 Stelle ad AVS, i partiti di sinistra si sono già schierati a fianco di Ghali, nuova figurina da usare nella lotta (immaginaria) al regime. (commenti di Libero)

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