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I racconti di Capitan U 1947: Come ti chiami? … 1977. Come ti violento? … Oggi!

I racconti di Capitan U 1947 Video

Questo racconto denuncia l’ennesimo stupro di gruppo, l’ultimo, perpetrato da un branco di giovani delinquenti nei confronti di una ragazzina indifesa e del suo fidanzatino.  A Catania in pieno centro, nella Villa Bellini! …

MilanoPost Umberto e Natalina
Umberto e Natalina

Qualche anno fa io e mia moglie Natalina in quell’angolo di Paradiso ci siamo immortalati, era il 5 settembre 2016, sotto l’albero ultrasecolare dove veniva a ripararsi dal sole e a ispirarsi il grande musicista Vincenzo Bellini.

Alle nostre spalle si intravvedono persone che si riposano su delle panchine. Era un lunedì di 7 anni fa e il pomeriggio scorreva sereno e immagino che anche martedì 30 gennaio scorso, alle ore 19,30, la serata si potesse presumere serena, ma … invece …

L’ “invece” lo conosciamo tutti, il Paradiso che si trasforma nell’inferno più orrido come triste epilogo di un film che ultimamente viene replicato a scadenza ravvicinata. Un film che vorremmo mandare definitivamente al rogo ma che è in grado di rigenerarsi ogni volta dalle proprie ceneri come un’immonda fenice, senza rispetto e senza pietà.

Sorvolo su come anche questo tragico evento abbia dato spunto ad inutili e irrispettose polemiche politiche. Siamo tutti in grado di capire ormai da tempo come stiano le cose e le chiacchiere le lasciamo a chi ha ci messo molto del suo per renderci spettatori di tanto scempio. Io preferisco fare un salto nel tempo per ritrovarmi al cospetto di una generazione più fortunata, non ancora contaminata, che, incontrandosi in una discoteca stracolma, con un po’ di soggezione tentava il primo approccio con un semplice e rispettoso … come ti chiami?

Come ti chiami?
Antonella
Che bel nome, io Paolo
Ciao
Era un po’ che ti filavo, sai
Davvero?
Ma tu ballavi sempre insieme a lui,
chi è? Forse il tuo ragazzo?
Ma va, è solo un amico.
Oh, meno male …
Perché?
Io credevo di scocciare
Che sciocco, non è vero
Dimmi un po’, ma tu guardavi me?
Quando?
Quando lui si girava e c’ero io davanti a te

E poi che fai?
Vado a casa
Ti potrei accompagnare?
Beh, se vuoi
Era un po’ che ci pensavo, sai
A cosa?
Chiudi gli occhi, dammi un bacio e da sola capirai

Come ti chiami?
Che bel nome, io …
Era un po’ che ci pensavo, sai,
chiudi gli occhi, dammi un bacio e da sola capirai …
e da sola capirai, e da sola capirai.

Era il 1977 … ora siamo nel 2024 e, come ho scritto nel titolo, l’approccio educato si trasforma spesso in un incubo, un incubo che solo i “niente” possono ancora provare in qualche modo a giustificare. Io mi sono vaccinato da loro e attraverso l’amore ne sarò la coscienza presente, accusatrice … redente.

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

23 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947: Come ti chiami? … 1977. Come ti violento? … Oggi!

    1. Tranquilla Ira, l’umanità non fallisce … alcuni, per i propri interessi, ci provano, sporcano e sobillano i più influenzabili. Sono una minima parte che va isolata non considerandoli, facendoceli scivolare addosso e accompagnandoli, con le nostre scelte giuste, alla loro naturale estinzione.

  1. Purtroppo questi giovani hanno un’immagine distorta della realtà quotidiana si fanno influenzare dalla pornografia pensando che quella sia realtà. Lo stato da parte sua sta a guardare invece di inasprire le pene per questo tipo di reato avendo una nipotina piccola non riesco a immaginare che possa succedere anche a lei . Inorridisco solo all’idea

  2. Ciao Capitan U… purtroppo si sta fortemente radicando la convinzione che tutto è permesso e tutto può essere fatto senza pagarne le conseguenze e ancor più triste vedere persone che pretendono di riscrivere regole e leggi a loro piacere ed uso. Questo riguarda giovani, meno giovani e adulti, la cosa ancor più triste e preoccupante è che le condanne da parte dei, tanto blasonati, media si differenziano in base a chi li ha commessi fino a vedere scritto che la colpa di tutto questo è la condizione socio-economica in versano queste bestie lasciate in libertà. Uno stupro è uno stupro e non ci sono scusanti di alcun genere, per situazioni socio-economiche, culturali, colore della pelle o dei capelli… il problema è che se una persona si sente libera di poter fare ciò che vuole perché non rischia nulla o forse solo qualche rimprovero, ecco che quella persona si trasforma in una bestia e si comporta come tale… se per un orso che ha solo seguito il suo istinto si chiede l’abbattimento, per una bestia che l’istinto se lo è creato, grazie all’impunità delle sue efferatezze, che cosa si dovrebbe chiedere??? Grazie Capitan U

    1. Hai centrato il nocciolo, Max. Se uno sa di non rischiare nulla libera tutti i suoi istinti peggiori e questo vale, anche se in modo minore, per gli animali quando percepiscono di rimanere impuniti. Ritornando all’essere umano, questi libera il peggio più facilmemte a secondo di dove cresce e con chi si confronta, ma ciò non deve MAI essere considerata una giustificazione, bensì un aggravante! Chi è sano dentro si ribella e cerca di migliorarsi migliorando anche gli altri. Le bestie, per rispetto delle vittime a cui sono stati tolti alternative e futuro, quindi tutto, non meritano giustificazioni, vanno sempre punite adeguatamente e, solo in seguito, recuperate e reinserite. Questo è il mio pensiero, espresso con amore, fermezza e convinzione.

  3. Caro Giorgio, lo Stato sta intervenendo in qualche modo benché le barricate ideologiche di una certa parte politica. La maggior parte di noi ha capito e dà loro la considerazione che meritano, in ogni caso, però, creano disturbo e riescono a rallentare. Prima o poi renderanno conto a “qualcuno” del loro operato, iniziando dalle proprie coscienze.

  4. Purtroppo tanti ragazzi hanno altro in testa e si fanno condizionare da ciò che vedono, sentono e leggono.
    Queste situazioni portano a quello che è sotto gli occhi di tutti.
    Per fortuna sembra che lo Stato si stia muovendo e speriamo di debellare queste forme di violenze.

    Ci vorrebbero dei buoni sentimenti, proprio come il tuo testo del brano “Come ti chiami”, dove un dialogo tra un ragazzo e una ragazza sia qualcosa di dolce e romantico, affinché non ci siano più queste situazioni violente.

    1. Andrea, esimio poeta e scrittore molto seguito e ascoltato, il tuo desiderio di dolcezza, al pari del mio, si scontra con la dura realtà … queste “situazioni violente”, come tu evidenzi e appelli, sono figlie della razza umana e della sua atavica crudeltà. Certo, il progresso dovrebbe manifestarsi sia nelle evoluzioni materiali sia in quelle spirituali, ma … il maligno, il male, è sempre in agguato e si adegua ai tempi prima di noi trovando alleanze nell’avidità umana che ci accompagna dalla creazione, dal primo desiderio di possesso del pomo proibito, contaminandoci così nello spirito… e allora, non c’è speranza? … c’è, se riusciamo ad anticipare, minando noi al nascere le alleanze agognate dal male, isolando i falsi profeti di ideologie obsolete e farlocche, ignorandoli, isolandoli, condannandoli all’autodistruzione … ripulendo da ogni scorie il nostro percorso verso l’agognata spiritualità, progredita e rinnovata, in grado di sopraffare definitivamente la materialità, sconfitta ed emarginata.

      1. Infatti! Ci vorrebbe una “pulizia” generale da queste persone, però finché la gente li porta in trionfo potremo fare poco o niente.

  5. Al giorno d’oggi prevale la prepotenza…l’arroganza…l’ignoranza….la formazione di un individuo avviene nella famiglie prima e nelle scuole poi due figure latitanti da troppo tempo ormai e che diminuiscono di importanza e di questo io do la responsabilità a una parte della sinistra le regole e la disciplina per loro sono usanze dittatoriali ma se non applicate i risultati sono questi….violenze…stupri …insegnanti accoltellati ..maleducazione….scarsa disponibilità al sacrificio ecc..ecc… Rimettere le cose in ordine sarà un percorso pieno di ostacoli per tutti…bisognerebbe ricordare e fare conoscere gli avvenimenti e la vita vissuta e non durante il periodo bellico e post bellico dove regnava la fame…la miseria..la disperazione….e con i sacrifici la popolazione si è risollevata….la storia insegna e fa riflettere per questo ribadisco che c’è troppa ignoranza e maleducazione……

  6. Caro Giorgio Zaccari, nelle risposte che ho dato ai commenti precedenti il mio pensiero credo di averlo espresso in modo esaustivo, ma prendo spunto dal “tuo” ultimo per completarlo, aggiungendo che famiglia e scuola dovrebbero integrarsi, apporofondendo insieme la reciproca conoscenza … in parole povere, interagire, far entrare gli insegnanti nelle case, far prendere loro coscienza delle realtà non scritte nei libri e, dopo essersi aggiornati, far sì che gli stessi professori poi prendano per mano i genitori per riaccompagnarli a scuola per un ripasso , o meglio, un “rinfresco” sui comportamenti da adottare con i propri figli, genitori ritornati scolari, per rinnovarsi sui banchi di scuola. Forse utopistico, ma necessario. Il passato si perde nelle rimozioni che noi esercitiamo quotidianamente e riportarlo alla superficie nelle sue espressioni migliori … non può farci che bene.

  7. Caro Capitan U, quando si parla d’amore e di romanticismo io ci sono sempre, è pane per i miei denti.E proprio nel testo di “Come ti chiami”che conosco benissimo,ho trovato tre parole divenute oramai da tempo in disuso…io ti filavo… che delicatezza, avevano un significato preciso quando venivano pronunciate,ma ora dalle bocche delle nuove generazioni esce ben altro, purtroppo!!!!

  8. Cara Donatella, senza rivelare il nome, svelo ciò che è un segreto per molti ma non per me e la mia adorata Natalina: tu sei la fedele e discreta compagna da oltre mezzo secolo di un “grande” della musica leggera… perché lo dico? Perché sei la sostenitrice che più mi capisce e sa leggermi nel cuore anche negli angoli più reconditi, che riesce sempre a cogliere il nesso che giustifica la presenza di una mia canzone in ogni storia che racconto. È tristemente vero quelli che mi scrivi, ciò che esce dalle anime e dalle bocche delle nuove generazioni è un misto di rabbia, di rassegnazione e di vuoto incolmabile , così lontani dai giorni della nostra gioventù. Eravamo diversi, avevamo le nostre battaglie che affrontavamo consapevoli, incazzati a volte, mai mai arrabbiati. La rabbia è il risultato di un’impotenza e di una rassegnazione congenita e dovuta ad errori di una certa politica che i giovani ha per di più usato e mandato allo sbaraglio ubriachi di ideoligie iniettate ma svuotati di “ideali” prorpri. Noi sapevamo per cosa lottavamo ed eravamo fermi nei nostri intenti perché convinti. Potevano abbatterci per un po’ ma mai portarci ad arrenderci e, infatti, siamo stati i promotori ed artefici dei grandi cambiamenti. Anche nei momenti peggiori mai abbiamo perso il controllo dei nostri sentimenti, mai simili a bestie sciolte, ma sempre esseri umani che lottavamo per sé e per gli altri. Non eravamo isolati e chiusi in noi, ma aperti e desiderosi della conoscenza, del confronto … come ti chiami? …. Donatella … che bel nome, io Umberto … ciao ❤️

    1. Sei straordinario amico mio , è tale l’affetto che ci lega che le risposte ai miei commenti diventano poesie 🤗

  9. Buona serata Umbi,
    Purtroppo questi giovani, pensano di cavarsela sempre , senza essere puniti, hanno stuprato una ragazzina, una a 13 anni è ancora una ragazzina, una vicenda veramente orrenda, ti puoi immaginare la rabbia dei suoi genitori, dicono che uno deve sempre perdonare, ma come si può perdonare a un branco di BESTIE,? Sento dire in giro ” Si però anche gli Italiani stuprano, non solo gli stranieri, io non sono mai stato razzista, però sarebbe quasi ora che tutti questi che arrivano con dei barconi, vengano controllati, da dove provengano, senza documenti, mi dispiace dirlo ma bisognerebbe mandarli indietro. Se questi ANIMALI non arrivavano nelle nostre coste, quella ragazza non sarebbe stata stuprata. Purtroppo in Italia tutto è permesso, la cosa più brutta è che questi se la caveranno, con una leggera pena. Mentre la povera ragazza rimarrà scioccata e traumatizzata per il resto della sua vita. Sarebbe quasi ora che i nostri governanti invece di litigare, incominciassero a fare e mettere delle leggi più severe .
    Adoro Il tuo capolavoro
    COME TI CHIAMI, un bellissimo 45 giri, senza dimenticare anche il lato B HEI MUSINO , che in realtà era un doppio lato A .
    Grazie mille e buona serata Umbi .

  10. Caro Bruno, i radical schc (volutamente non abuso del termine sinistra che per me non appartiene a “loro”) creano polemica elusiva per sviare l’attenzione dal nocciolo del problema : 7 ragazzi egiziani hanno violentato una coppia di fidanzati in pieno centro a Catania, punto! “Ma gli stupratori sono anche italiani”, incalzano, e, addirittura, Sara Mancuso, fugura emergente del PD (radical chic) recentemente in un intervento su un TG di Rete 4 ha palesato la possibilità che lo stupro di Villa Bellini possa essere stato in qualche modo ispirato da quello di Caivano … quindi sono gli italiani che con i loro comportamenti maschilisti possono influenzare gli stranieri sull’uso della violenza sulle donne. Un’abilità nella narrazione sviante degna delle migliori sculture antiche raffiguranti volti di bronzo. La realtà è che per “loro” esiste solo il patriarcato italiano e se i musulmani picchiano le donne vanno giustificati e, magari, assolti perché è nella loro cultura, che solo la violenza sui palestinesi conta e non quella sugli ebrei, ecc. Noi, invece, secondo il mio umile pensiero, dobbiamo evitare distinzioni e condannare qualsiasi tipo di violenza su qualsiasi essere umano, donne e bambini in primis, indipendentemente dalla provenienza o dalla religione professata. Dobbiamo assicurare uno Stato ad ogni popolo, no a uno sì e all’altro no, anche se il mio sogno sarebbe quello di uno Stato Unico Mondiale gestito dal buon senso e dall’amore. Ma questo per ora è utopia allo stato puro, anche se la speranza in me è sempre l’ultima a morire e, chissà, che un giorno io non possa assistere in un parco fiorito all’incontro fra due giovani che si scambiano effusioni e uno dei due sussurra … Hei musino, vieni qui e dammi … un 💋

  11. Grazie mille Umbi, condivido in pieno, il tuo post, e la tua risposta, auguriamoci che le cose possano cambiare , e cambiare in meglio, dove una ragazzina è con il suo fidanzatino , potranno dire
    “Hei musino, vieni qui, e dammi un bacio” senza essere aggrediti e essere violentati .

  12. La subcultura dello stupro dilaga in un paese debole e senza più una bussola a guidarlo. Il corpo è diventato una merce, la donna un oggetto e non vi sono più valori condivisi. Uno sgretolarsi del vivere civile che non promette bene per il futuro. Ma i buoni esempi e le buone pratiche esistono e possono ancora vincere. L’educazione, la cultura e il rispetto alla lunga sono più forti della bieca violenza, ma nel breve bisogna tutelare i bersagli indifesi con adeguate punizioni. Almeno bloccheremo il processo di imitazione da parte dei vigliacchi di turno, che hanno troppe tutele e troppa comprensione da parte di un sistema giustizia da tempo ad uso e misura dei colpevoli.

  13. Mauro, amico sincero e sempre presente, “il sistema giustizia da tempo ad uso e misura dei colpevoli”, che tu denunci, è uno strumento creato ad arte da chi sa ben far quadrare il proprio tornaconto. È un sistema che, accontentando e scontentando, crea disordine, proteste, ingovernabilita’ e permette a chiunque non abbia il timone di comando di creare le turbolenze che devino le rotte a loro favore. Hanno radici lontane, sono maestri della guerra e della finanza, Bob Dylan li aveva maledetti con la sua Masters of War; io, da par mio, li avevo individuati e smascherati, almeno in Italia, fin dal loro sorgere a metà
    anni 60, circa, rifiutandoli e contrastandoli con la forza delle mie argomentazioni, le mie canzoni. Ho fatto quel che ho potuto ma, a differenza di “loro”, io non so odiare e qui è la mia forza … perché l’odio è il pane dei deboli, un pane ideologico con poco strutto e privo di vitamine naturali, un pane indigesto, artefatto, che prima o poi (devo e dobbiamo avere ancora solo un po’ di pazienza) gli si ritorcera’ contro infettandoli e portandoli inesorabilmente all’auto distruzione, e, per il bene dell’umanità, alla agognata e definitiva estinzione … strada maestra per la riappacificazione e convivenza futura costruttiva, in armonia e serenità.

    1. Caro Virginio, le leggi abbondano ma la carenza sta nel farle applicare. La ragione di massa ha un suo pensiero e una parte della giustizia, anche se minima, un altro e questo fa la differenza. Ne basta uno per fermarne 1000 e finché gli interessi ideologici e di bandiera avranno il sopravvento sulla ragione e su ciò che sia realmente giusto o sbagliato, potranno esserci tutte le leggi che vuoi … queste resteranno per lo più soltanto scritte .

  14. Ciao Umberto!
    Purtroppo la gioventu’ di oggi e’ incontrollabile!
    E finita il rispetto e la disciplina, non si capisce piu’ niente, minorenni per le strade in qualsiasi orario di notte . Oggi i figli sono diventati genitori e i genitori figli. Dispiace moltissimo di quanto e successo e spero che i colpevoli non trovano la liberta’!
    Saluti

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