MilanoPost trattori contro Greta

L’Europa messa all’angolo grazie agli agricoltori, Greta Thunberg e follie Green (forse) al capolinea

Economia e Politica

“Può essere che l’Europa si stia riprendendo dall’ubriacatura del gretinismo”. Esordisce così Alessandro Sallusti nel suo editoriale di oggi (ieri ndr) su il Giornale. Dobbiamo ringraziare gli agricoltori e il loro orgoglio. Il coraggio e la tenacia che hanno messo nella loro protesta che ha ribaltato mezza Europa. Sino ad arrivare a lambire il Palazzo del Potere di Bruxelles.

Ora di Greta Thunberg si parla poco, ma al suo posto le solite élite hanno schierato una squadra di ragazzine prese in tutto il mondo. Il copione è cambiato di poco. Le hanno scelte carine, più simpatiche dell’originale, più presentabili e un po’ meno arrabbiate. Poi le hanno sguinzagliate in giro per ripetere le solite litanie. Perché la Religione Green funziona così: per parlare di clima e di salvaguardia del Pianeta non si scelgono gli studiosi e gli scienziati. Che magari avrebbero qualcosa da ridire sulla narrazione mainstream. Meglio affidare il messaggio a ragazze adolescenti e indottrinate. Certamente in buona fede, ma altrettanto certamente prive della preparazione per affrontare problemi così seri e complessi.

E invece… sono arrivati gli agricoltori. Una volta si diceva “scarpe grosse e cervello fino”. Ma soprattutto tanta determinazione. E voglia di salvare il proprio lavoro e un settore fondamentale per la nostra sopravvivenza. Si sono opposti ai diktat dell’Unione Europea e sono scesi in strada con i loro trattori. E ieri hanno ottenuto un primo, importante risultato. Quello di scongiurare l’applicazione dell’annunciato regolamento che bloccava l’uso dei pesticidi in agricoltura. “Un provvedimento che se attuato”, scrive Sallusti, “avrebbe messo in ginocchio gli allevatori e gli agricoltori europei, già alle prese con mille altri problemi”.

La Von der Leyen è stata costretta a una precipitosa marcia indietro, anche se ha cercato di appellarsi a “errori di comunicazione” da parte della Commissione. La verità è che nessuno più degli agricoltori può avere a cuore la salute del Pianeta. Ma non si possono calare dall’alto iniziative demagogiche per risolverlo. Bisogna ascoltare chi lavora in prima linea. “La Terra va salvata con dentro gli uomini, non a loro discapito”, la giusta considerazione del direttore de il Giornale. “Ieri si è sentita forte e chiara la voce del mondo agricolo, presto sentiremo altrettanto forte quella dei metalmeccanici. Minacciati da una transizione forzata verso l’elettrico nel settore automobilistico”. E ancora: “Non vuol dire che queste categorie non abbiano a cuore il problema ambientale. E’ che non si possono rottamare società ed economie come fossero ferri vecchi, per di più senza ottenere alcun vantaggio in termini di inquinamento globale”.

Sì, perché l’Europa è un continente che produce solo il 7% dell’inquinamento globale. E solo una piccolissima percentuale è da ascrivere al settore automobilistico. La fissazione per l’elettrico, con tutte le sue contraddizioni, non risolve il problema dello smog. Sembra piuttosto una grande mangiatoia per gli affari delle solite multinazionali. Come sostiene Sallusti, si arriverà allo “zero pesticidi” e alle emissioni zero. Ma in tempi compatibili con la tenuta del sistema. “La fretta”, scrive il direttore, “è cattiva consigliera. Soprattutto se consigliata da Paesi e lobby che non hanno per nulla a cuore il benessere planetario, ma solo l’ambizione di ridurre l’Europa a un supermercato dove vendere esclusivamente le loro merci e i loro prodotti. In altre parole, Paesi e lobby che stanno provando a ridurre l’Occidente in uno stato di schiavitù energetica e alimentare”. Il tutto, con la complicità delle Commissioni di Bruxelles. Ma forse, ora, i popoli si stanno svegliando. E seguendo l’esempio degli agricoltori, potranno fermare questa specie di suicidio programmato che ridurrebbe l’Europa a una terra di conquista.

Paolo Cagnoni 

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