MilanoPost Lorenzo Gioacchini leader di Divieto

Il cuore non si ferma, il leader del movimento “DIVIETO“ che guida la protesta dei motociclisti si racconta (video)

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Di Claudio Bernieri

 

Il motociclista – eroe  Lorenzo Gioacchini si racconta: ha fondato il movimento “Divieto”, il neonato movimento motociclistico che si sta organizzando  contro un odioso provvedimento discriminatorio verso le due ruote. Una ingiusta delibera prescrive il divieto di entrare da ottobre nelle mura di ogni città con un motociclo euro 0 e euro 1, per il momento, in città superiori a 30.000 abitanti. Ma il divieto colpirà progressivamente tutti i motociclisti: nel 2025 toccherà ai motocicli euro 2, e  via via, nel 2028  con gli euro 3.

Fondato da Gioacchini,  biker  che guida gli Hell’s  Angeles milanesi, il movimento, legale, pacifico sta riempiendo di adesivi negozi, taxi,  club, ritrovi e  il 16 marzo sfilerà contemporaneamente a Milano e a Roma, per protestare contro questa assurda delibera..

Racconta Lorenzo, ovvero  Lory 666, il suo pseudonimo on the road: “Un motociclista che da Lodi ogni mattina si reca al lavoro a Milano, dovrà parcheggiare il suo mezzo in periferia e ripartire con i mezzi, spesso introvabili. E l’inquinamento? Nullo, o risibile.” Loris 666 continua: “ non sono le moto a inquinare. Chi ha 20,000 euro di reddito annuale e lavora, come può comprarsi una nuova moto? E poi, i mezzi pubblici sono carissimi e introvabili

L’iniziativa, nata nel mondo degli harleysti duri e puri, si sta espandendo in tutta Italia, coinvolgendo appassionati, collezionisti, club di marca, officine, negozi.

Una delegazione di “zoomeristi” parteciperà alla sfilata del 16, con partenza  dall’Idroscalo e sfilerà davanti a palazzo Marino. Lo zoomer, mitico motorino Honda, è il cinquantino preferito da designer, architetti e addetti della moda a Milano: sarà proibita la sua circolazione dal 2025.

Nutrite le delegazioni di vespisti, di possessori di Bwm, Kawasaki, Honda, persino Ciao, Gilera d’antan, preziose Guzzi e naturalmente costosissime Harley Davidson.

Il sindaco Sala deve capire che il 90 per cento della gente che arriva a Milano in moto lo fa per lavorare, non si può discriminare la gente in questo modo”.

Una petizione ha già superato le 15.000 firme. Firme che – qualcuno avverta Sala- potrebbero riciclarsi anche  in voti… “ Noi non siamo un movimento politico, parliamo con tutti, abbiamo avuto incontri con assessori e amministratori in Regione e in Comune: ci appelliamo al buon senso di assessori e amministratori  pubblici che sono anche motociclisti  e capiscono il problema e il nostro disagio.

Sala, amante del monopattino, troverà una soluzione ?

 

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