I racconti di Capitan U 1947: Una targa a Gramsci non è furto di destra … è solidarietà di Stato.

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Cari amici, dai miei capelli e barba bianchi si intuisce che nella vita più volte mi sono ritrovato a navigare e a districarmi in situazioni strane, avverse e controverse, per cui nulla dovrebbe più sorprendermi, e invece? … Invece una certa politica radical chic ci è riuscita ancora una volta: dopo varie richieste e sollecitazioni, tra cui quelle della Fondazione Gramsci, del Comune di Roma, nonché di vari studiosi e docenti universitari, appoggiati dal quotidiano “Il Manifesto” che ha anche avviato una raccolta di firme, il Ministro della Cultura Sangiuliano ha dato la disponibilità del suo ministero a farsi carico dei costi per istallare una targa commemorativa di Antonio Gramsci nella clinica Quisisana di Roma, dove l’intellettuale e antifascista si spense 87 anni fa. L’apprezzamento per tale iniziativa è subito arrivato da molte parti, anche dal gruppo consigliere del Pd in Campidoglio e verrebbe da concludere affermando “ e vissero tutti felici e contenti”, ma … da quanto riportato dal quotidiano Libero, a firma del giornalista Pietro Senaldi, una parte della “sinistra” è insorta inneggiando, o meglio vaneggiando, a un tentativo della destra di “appropriazione culturale

Con gioia ogni tanto vi ripropongo questa simpatica affermazione del grande Totò all’onorevole Trombetta: “ma che ci facciano davvero il piacere”, dico io, visto che per mancanza di argomenti per una certa parte politica ogni “occasione” è valida per attaccare il governo e distrarlo in inutili polemiche. Per me non è affatto una appropriazione culturale, bensì un atto di giustizia, un atto di solidarietà di Stato verso quei valori della sinistra usurpati per appropriazione indebita da chi su quei valori ci sguazza ideologicamente ma ne è, purtroppo, molto distante nella realtà. La destra non si è appropriata dei valori culturali della sinistra, ma ne è andata in soccorso. Benché vorrebbero negarne l’evidenza, la sinistra si è spostata a destra! E ve lo dice un uomo che viene dalla sinistra, un socialista non comunista perché cattolico, che si è sempre battuto, “con i fatti,” a favore della pace e dei diritti dei cittadini, specialmente quelli meno abbienti, dei diritti dei giovani a poter crescere non inquinati da modelli imposti come icone da imitare, ma mai da raggiungere, per creare quella barriera di distacco che ti rende oggetto succube e inferiore, mentre per me è il contrario e nel 1982, estratto dall’album “Noi due, nella vita e nell’amore”, dedicavo ai giovani “ E sei meglio tu “ , altro che sentirti inferiore … senza di te “loro” non esistono!

Nei tuoi sogni di bambina c’è una diva in copertina,

ma sei meglio tu, ma sei meglio tu, ma sei meglio tu di lei.

Lei non piange, lei non ride, lei si spoglia quando ha voglia

e sei meglio tu, e sei meglio tu, e sei meglio tu di lei.

La sua firma sul tuo petto tu la porti pure a letto,

ma sei meglio tu, ma sei meglio tu, ma sei meglio tu,

ma sei meglio tu, ma sei meglio tu, sì, sei meglio tu,

dai sei meglio tu, e sei meglio tu, e sei meglio tu, tu, tu,

e sei meglio tu, tu, tu, ma sei meglio tu, tu ,tu e sei meglio tu, tu, tu,

sì, sei meglio tu, tu, tu, eh sei meglio tu, tu, tu, ma sei meglio tu, tu, tu,

credi, sei meglio tu,  e sei meglio tu …

Infatti, una serie di artisti e personaggi immagine si sono “radicalchic-izzati” , un termine inesistente ma che rende l’idea:  visibilità, successo e ogni tanto qualche messaggio “pro causa”, da inviare come atto dovuto. Qualcuno potrebbe trovare in “ E sei meglio tu” qualche analogia col caso Ferragni, ma la giovane imprenditrice 42 anni fa non era neanche in fase di progettazione e non le si può scaricare tutto addosso come stanno facendo ora, quasi abbandonandola al suo destino. Forse si è sopravvalutata o mal consigliata, oppure si è solo  persa nelle sfumature della vita che, in un senso di divino equilibrio, “dà” e “toglie” quando meno te lo aspetti. Tu, invece “che sei meglio”, non correrai mai questo pericolo se riuscirai a rimanere sempre arbitro super partes, prendendo il meglio, usandolo e lasciandolo … non sentirti mai inferiore: comandi il gioco!

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

16 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947: Una targa a Gramsci non è furto di destra … è solidarietà di Stato.

  1. Io non ci trovo niente di male… è un gesto di rispetto nei confronti di un personaggio popolare …prima i politici si rispettavano tra di loro e c’erano tra di loro scontri politici costruttivi ……..da qualche anno invece non si perde occasione per polemizzare su tutto dimostrando incapacità politica…..vedi ad esempio Conte che non è andato al funerale di Berlusconi mancando di rispetto a un personaggio immenso alla sua famiglia e a tutte le famiglie che hanno avuto lavoro benessere e popolarità……ciao Umbi Buon fine settimana

  2. Caro Giorgio, la mancanza di argomenti e la mancanza di rispetto vanno spesso a braccetto poiché chi galleggia annaspando perché privo di argomenti che lo tengano ben saldo e ancorato reagisce spesso imprecando e imponendo le proprie farneticazioni ideologiche. È importante che noi siamo consci di ciò e ci lasciamo scivolare di dosso il tutto senza farci turbare o, meglio ancora, come più volte ho suggerito…. cambiando canale. Quanto a Conte, avrà da salvaguardarsi da tutti quelli che stanno aspettando il suo funerale, non fisico, ma politico se non troverà ancore da transatlantico alle quali affidarsi nel tentativo di restituirsi una credibilità accettabile e credibile.

    1. Sì Ira, lo scopo è creare distrazione e caos nella governance perché “alcuni” hanno interesse solo alla loro sopravvivenza politica e poco importa se il Paese soffre e intere categorie di cittadini soccombono. È più facilmente controllare, “assorbibire” un paese economicamente a pezzi.

    1. Certo atto dovuto, dimenticato negli anni, e diventato solo ora ingombrante perché messo in atto da chi “non deve e non può permettersi”. Tentativo di denuncia di appropriazione illecita culturale disperata e patetica.

  3. Si inventano qualsiasi discorso senza alcun motivo per non affrontare i problemi reali.
    Il brutto è che vengono pagati anche per dedicarsi a questi problemi che non ci riguardano.

  4. Caro Andrea, è la risposta che ho dato a Ira e ribadisco a te … comunicazione farlocca per disturbare la governance e creare danno a noi cittadini che, come tristemente ricordi, contribuiamo a pagarli pure.

  5. Caro Capitan U,dalla copertina si vede che da giovane senza barba e capelli bianchi,eri un bel “fiulet”… però già maturo nei pensieri, tant’è che quando ho letto nella tua canzone ” la sua firma sul tuo petto tu la porti pure a letto”,ti confesso che sarebbe stata perfetta per Chiara Ferragni.Purtroppo “la diva in copertina” non penso stia passando ora un bel momento e forse preferirebbe essere lei non la diva, ma la ragazzina che la sogna in “E sei meglio tu” Hai ragione…la vita dà e toglie.

  6. Sangiuliano, quello che i libri poi li leggerà, è attaccabile per principio. Ma non così. Il governo vivacchia dribblando ogni problema dipingendo un Paese dei balocchi che però esiste solo nella loro sfrenata fantasia. Hanno ucciso la Politica e stanno uccidendo la Polis, disgregando definitivamente un’Italia in lenta agonia. Dall’altra parte dietro slogan generici solo discorsi vaghi e proposte fumose. E in entrambi la consapevolezza che il modello a cui ispirarsi sia non fare niente per poter promettere che si farà in seguito. Mentre il qualunquismo e l’individualismo dilagano nell’illusione che il successo individuale (ovvero il far soldi, non importa come) sia la porta per la felicità. Di principi e valori non si parla più, se non per fare appello al ritorno a modelli grottescamente medievali da un lato e alla banalizzazione dello sdoganare qualsiasi cosa con un’espressione estetica fumettistica. Sei meglio tu, siamo meglio tutti noi, se saremo capaci di fermarci e riflettere per ridare slancio e senso al nostro vivere quotidiano. Dando valore all’educazione, alla solidarietà, all’onestà, all’equità, alla sostenibilità. E comprendendo davvero che la fortuna personale conseguita grazie alla discriminazione e allo sfruttamento degli altri è ben triste cosa. Con più teste pensanti alla Gramsci e meno influencer possiamo ancora farcela. Garantiamoci un futuro migliore nel segno della partecipazione: l’individualismo porta alla solitudine, la vita in una comunità coesa e unita vale più del potersi permettere cose inutili.

    1. Mauro carissimo, la tua analisi è un compendio di verità e di necessità reali, attuali. La politica ci ha infettato cervelli e sentimenti, ci ha banalizzati mettendo in dubbio valori morali e religiosi, isolandoci e rendendoci individui deboli, subenti e non pensanti. Dobbiamo reagire, uscire da questo isolamento, liberarci da ogni tipo di influencer che ci “influenzi” negativamente, politico in primis. Dobbiamo rivalutarci con noi stessi perché rispetto a loro siamo senz’altro più puri, più onesti, più umani … insomma, perché senza di loro, “noi siamo”, mentre senza di noi, loro … “scompaiono”.

  7. Cara Dona, quello che si prende troppo facilmente e senza troppi scrupoli in un momento positivo della vita non ti fortifica abbastanza per permetterti poi di essere in grado di fare le scelte giuste nei momenti negativi, per cui si rischiano errori che ti portano a perdere il tutto in un battito di ciglia. Hai ragione nella tua considerazione finale quando pensi che tutto sommato non sempre il gioco valga la candela per cui nulla vita si vive più serenamente da umile fan che da influncer di successo.

  8. Siamo veramente arrivati alla frutta, non sanno più cosa inventarsi, dove attaccarsi, , sono ridicoli, non perdano l’occasione di attaccare il governo, invece di cercare di raddrizzare la barca , fanno di tutto di rovesciarla, poveri noi in mano a questi politici di quattro soldi , purtroppo la colpa è la nostra , a quelli che li hanno votati , e continuano a ossanarli , mi auguro che hanno capito finalmente la lezione, tocca a noi a buttarli giù da quella giostra, da quelle poltrone che si sono incollati addosso,
    Complimenti Umbi, per la bellissima canzone, ” E sei meglio tu ” sempre attuale e mai banale .

  9. Caro Bruno, grazie per i complimenti. Sai, darmi dell’attuale su una canzone da me scritta e incisa 42 anni fa da una parte mi gratifica ma dall’altra mi rattrista molto. È da più di mezzo secolo che predico nel deserto. A volte mi sento una Cassandra azzittita dall’indifferenza. Ci siamo sempre comportati come dei single insignificanti e mai sentiti parte di una collettività dominante, per cui abbiamo sempre agito secondo gli umori del momento e mai secondo gli impulsi di un cervello collegato a un cuore e protetto da una guaina rivestita di ragionevolezza. Insomma, nel momento in cui si decideva in un urna il nostro destino o ci siamo astenuti (cosa vuoi che cambi un mio voto in più o meno), o abbiamo votato per simpatia (che bel sorriso accattivante ha quello lì), o per ideologia ereditata (per il mio papà quel voto era la ragione di vita) o per noia (qui metteteci l’esempio che più vi aggrada) … e così abbiamo condannato il nostro futuro creando un esercito di mostruosi ” influencer”, professionisti della politica nell’ anteporre i loro interessi ai nostri e abili nel trasformarci tutti in soldatini di piombo insensibili o in burattini manovrati accondiscenti. Io penso che sia arrivato il momento di riprenderci il nostro ruolo, il controllo del nostro agire e reagire, perché noi siamo meglio, molto meglio di loro perché … senza di noi “loro” sono niente, anzi, non esistono affatto!

    1. Grazie mille Umbi, sono d’accordo con te, quelli che si vantano di non essere andati a votare e come darsi una zappata sulla testa, io sono sempre andato, qualche volto l’ho ammetto ho sbagliato, ma non mi fregano più, il voto è un nostro diritto, I nostri padri hanno lottato tanto per essere liberi e esprimere il loro pensiero, quelli che si vantano , sono i primi a lamentarsi , è proprio vero , tanti dicono, “tanto il mio voto non cambia niente , tanti sono tutti uguali ” ecco questi qui meritano di andare nei paesi dove c’è la dittatura , dove non solo non possono votare, ma devono stare zitti e pedalare, se non vogliano finire in prigione. Questi non sono ancora maturi di vivere in un paese democratico. Io non voglio essere come loro ” burattini telecomandati” purtroppo c’è ancora tanta ignoranza in giro, si lamentano , e quando possono fare qualcosa per migliorare ( andare a votare) dormono con la quinta, si fanno condizionare da altri, altre pecore, anzi come direbbe Sgarbi ” CAPRA CAPRA CAPRA ” come il detto ” Lavare la testa a un asino, ci rimetti tempo e sapone .
      Fai benissimo a spronare questi tipi , certo che 42 anni non sono pochi, speriamo bene nel futuro Umbi , che qualcuna ha imparato la lezione .

      1. Ottimo, Bruno, hai imparato la lezione sulla tua pelle e ora sei pronto a renderti utile alla collettività non sprecando più il tuo voto e sono convinto che pronti saranno tanti altri come noi, perché … se ci sproniamo l’un l’altro facciamo presto a diventare un popolo pensante e agente in modo autono e libero da ingerenze impure, un popolo forte, finalmente capace di liberarsi dei cialtroni una volta per tutte. 😉

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