Milano è maglia nera e perde il primato italiano per l’uso della bicicletta: ora è quinta.

Milano

Arrivano i dati: i ciclisti a Milano diminuiscono del 33% secondo una ricerca di Legambiente. Le ragioni? Insicurezza stradale (vedasu incidenti e morti), una spesso illogica ridistribuzione dello spazio urbano, il pressapochismo nella realizzazione che non è utile agli spostamenti.

Milano che nella scorsa edizione risultava al primo posto indietreggia di quattro posizioni e si trova quinta in classifica dopo Padova (6.360 spostamenti), Piacenza (5.688), Pescara (5.238) e Palermo (4.360). Quindi il capoluogo lombardo (4.042) che precede Roma (3.439). Un calo percentuale del 33 per cento rispetto all’anno precedente. Carlo Monguzzi si rivolge direttamente a Palazzo Marino. «Il Comune faccia qualcosa o rischiamo di perdere la battaglia. Verranno analizzati i motivi di questo calo ma credo che il primo sia la mancanza di sicurezza. Il Comune dopo aver promesso entro fine settembre un piano concreto salvaciclisti, non lo fa, inventa una task force senza poteri di intervento, ma solo di consulenza per l’assessorato che d’altra parte già conosce molto i membri (ottime persone) della task force. Le cose da fare sono ampiamente note a tutti quanti. Bisognerebbe farle».

Nota Legambiente nella sua ricerca “A totalizzare il maggior numero di spostamenti sostenibili casa-scuola e casa-lavoro è stata la città universitaria di Padova, che ha scalato in questi anni la classifica superando di poco Piacenza. Con la medaglia di bronzo, entra in classifica per la prima volta, la città di Pescara grazie a politiche di mobilità urbana al passo con i tempi. Milano, vincitore della scorsa edizione, scivola al quinto posto nel 2023 con quasi il 33% di passaggi in meno sugli stessi check point che l’avevano visto primeggiare nel 2022 (Buenos Aires/Oberdan; Buenos Aires Vitruvio; Monza/Loreto; Monza/F.lli Pozzi). Una flessione tale che né l’aumento di passaggi lungo gli assi periferici né l’installazione di quattro nuovi punti di monitoraggio hanno potuto compensare. Menzione positiva per Roma che solo sulla ciclabile Nomentana, una delle maggiori direttrici ciclabili verso il centro città, ha aumentato i passaggi (1636 rispetto ai 291 del 2022, circa sei volte in più rispetto lo scorso anno) e Palermo che, rispetto al 2022, ha registrato un balzo del 77% di spostamenti sostenibili e l’installazione di cinque nuovi checkpoint. Accanto a dati che confermano un impegno diffuso da parte delle città, il 55% delle stesse ha registrato oltre 1000 ciclisti e più dell’88% oltre 100 passaggi nelle ore mattutine, ci sono numeri che testimoniano l’efficacia delle politiche di incentivo e sicurezza nei cambiamenti di stili di mobilità urbana applicate in alcune città. Ne sono un esempio Ravenna, Piacenza e Reggio Emilia che hanno registrato una percentuale di passaggi in bicicletta rispetto alla popolazione residente (rispettivamente il 14,89%, il 14,52% e l’11,74%) superiore al 10% rispetto ad una media italiana dello share modale della ciclabilità che solitamente si attesta intorno al 3%.”

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