Incendio Rsa, “Associazione Felicita ” a Sala: da giunta promesse disattese

Milano

“Questa nuova tragedia che colpisce i cittadini più fragili di Milano poteva essere evitata. Con dolorosa certezza ci sentiamo di affermarlo, conoscendo da vicino i problemi rimasti ancora irrisolti nelle Rsa nonostante i fiumi di parole e di promesse profusi dopo la strage di anziani causata dalla pandemia”. Si apre così la lettera rivolta al sindaco Giuseppe Sala da parte di Associazione Felicita, l’Associazione per i diritti nelle Rsa nata durante la pandemia per iniziativa di alcuni familiari di ospiti dell’rsa Trivulzio. “E a maggior ragione ci sentiamo di affermarlo pensando alle proposte che la nostra associazione presentò durante un incontro con lei e con l’assessore alle politiche sociali allora in carica – prosegue l’associazione -: un incontro che avvenne a fine maggio 2021, a ridosso del voto che poi riconfermò il suo mandato di sindaco, e quindi di responsabile e difensore della salute dei milanesi, nel quale ponevamo, tra le altre richieste, l’urgenza di istituire un tavolo di lavoro congiunto per rivedere i criteri di assegnazione a enti privati della gestione delle Rsa pubbliche e di approntare gli strumenti di controllo per monitorarne il rispetto nella trasparenza delle regole. Le nostre proposte partivano anche dai fatti tragici avvenuti da poco al Pio Albergo Trivulzio, nella più importante Rsa milanese partecipata dal Comune di Milano oltre che da Regione Lombardia, per fare luce sui quali è ancora in corso il lavoro della giustizia. Dopo quell’incontro, e dopo il cambio della Giunta che vide la nomina di un nuovo assessore, non ci fu più seguito alle promesse di affrontare i problemi posti sul tavolo. E altrettanto – sottolinea l’associazione – cadde la nostra proposta di istituire una Carta dei diritti a tutela degli anziani ratificata dal Comune di Milano, che offrisse indicazioni operative a istituzioni e gestori deputati alla loro cura e assistenza. D’altronde, nulla di nuovo sotto il sole quando si tratta di eludere un problema di sistema, quello della gestione di strutture deputate a proteggere e assistere una popolazione considerata residuale come quella degli anziani. Dove evidentemente le logiche politiche, economiche e finanziarie prevalgono sulla necessità di rispondere ai bisogni di questa fascia di popolazione. Per questo, al di là dell’accertamento delle eventuali responsabilità penali dei singoli, noi riteniamo lei – in veste di primo cittadino – primo responsabile morale di questa ennesima tragedia. E la giornata di lutto che dovrebbe commemorare queste ennesime vittime sarà per noi una giornata di lutto della fiducia verso l’istituzione che dovrebbe essere più vicina ai milanesi”.

 

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