Stadio: Milan e Inter inviano nota al Comune di Milano chiedendo chiarezza sui vincoli

Milano

“Egr. Direttore, facendo seguito alla Vostra comunicazione in oggetto, anche a fronte delle indicazioni ivi contenute, appare opportuno formulare alcune considerazioni relative alla definizione dell’iter procedimentale delineato nella suddetta nota. Ciò al fine di consentire alle scriventi società di definire con chiarezza le condizioni che consentano di proseguire nello sviluppo della Proposta già dichiarata di pubblico interesse da codesta spett.le Amministrazione Comunale.

 In proposito, occorre premettere che la richiesta di una integrazione del PFTE non era oggetto della precedente comunicazione; circostanza questa che risulta coerente con l’impianto normativo della Legge Stadi, la quale, ammette che eventuali aggiornamenti/integrazioni come quelli richiesti nella nota in oggetto possano essere effettuati nella seconda fase del procedimento (la fase di progettazione definitiva, così come disciplinata all’art. 1, comma 304, D.L. n. 147/2013, come modificato dall’art. 62, D.L. n. 50/2017), sussistendo ad oggi sia la dichiarazione di pubblico interesse (di cui da ultimo alla Deliberazione G.C. n. 1379/2021) sia la conclusione dell’iter del Dibattito Pubblico indetto ai sensi dell’art. 22, D.Lgs. n. 50/2016 e conclusosi con l’adozione, da parte della Giunta Comunale, della Deliberazione n. 87/2023 (avente ad oggetto le valutazioni finali decisorie dell’Amministrazione), nonché con la successiva Determinazione Dirigenziale n. 297/2023 con la quale è stato predisposto il Dossier Conclusivo del predetto Dibattito Pubblico.

Ferme restando le suesposte considerazioni, cionondimeno, nel costante spirito di collaborazione che sino ad oggi le società proponenti hanno dimostrato, risulta essenziale per le medesime, prima di procedere con qualsiasi integrazione, ricevere risposte in ordine ad alcuni profili la cui definizione – per l’impatto progettuale, operativo ed economico che può comportare per le proponenti – costituisce presupposto essenziale per poter procedere con qualsivoglia ulteriore integrazione del PFTE relativo alla Proposta.

Sotto un primo profilo, occorre infatti chiarire tempistiche e modalità con cui il Comune intenda gestire il procedimento di indizione del referendum cittadino a fronte della citata ordinanza del Tribunale di Milano RG n. 31602/2022 del 28/03/2023, che ha nuovamente rimesso alla decisione del Collegio dei Garanti del Comune di Milano ogni valutazione circa l’ammissibilità del citato referendum. In proposito, appare evidente come tale circostanza risulti essenziale per le società per poter eventualmente definire modalità e tempistiche concernenti una integrazione del PFTE (nei termini indicati dalla D.G.C. n. 87/2023), laddove si rischierebbe di essere sottoposte all’incertezza degli esiti di un eventuale referendum (soprattutto con riferimento ai contenuti del referendum abrogativo).

Sotto diverso ed ulteriore profilo, anche questo ad avviso di chi scrive essenziale ancorché nella nota in oggetto tale profilo appaia ‘secondario’ e “sullo sfondo dello scenario”, risulta evidente come il tema della eventuale definizione del vincolo storico-relazionale, che potrebbe essere apposto al “Meazza”, risulti dirimente ai fini della prosecuzione del procedimento, anche considerato quanto evidenziato dalla Deliberazione di presa d’atto delle risultanze del Dibatto Pubblico. Ciò in quanto, una eventuale modifica nella definizione dei vincoli apposti allo Stadio S. Siro potrebbe condizionare in via definitiva lo sviluppo della Proposta e dei relativi aggiornamenti richiesti, come evidenziato dalla stessa amministrazione nella D.G.C. n. 87/2023, che aveva dato mandato agli uffici competenti di interpellare tempestivamente gli Enti competenti, proprio al fine di chiarire in via definitiva questo profilo e che tuttavia, ad oggi, nessun aggiornamento in merito è stato comunicato alle Società.

In ragione delle considerazioni sopra delineate – fatta salva la valutazione in merito alla necessità, come scritto sopra, di procedere in questa fase ad una ulteriore integrazione – si ritiene comunque opportuno attendere i richiesti chiarimenti e conseguentemente si fa istanza per una sospensione del termine di 90 giorni assegnato nella nota in oggetto; sospensione che si ritiene necessaria al fine di contemperare i diversi interessi, pubblici e privati, considerate le importanti incertezze che afferiscono alle obbligatorie attività dell’Amministrazione. Nel rimanere a disposizione per ogni opportuno confronto, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

 

Alessandro Antonello, Amministratore Delegato Inter
Paolo Scaroni, Presidente Milan”.

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