La testimonianza di due italiani impegnati negli aiuti alla Turchia e Siria provenienti dagli Emirati Arabi

Esteri

Gli Emirati Arabi in prima linea per aiutare le popolazioni di Siria e Turchia colpite dal terremoto. La testimonianza di due imprenditori italiani impegnati nell’invio aiuti dall’emirato di Ras Al Khaimah

 <<La generosità significa dare più di quello che puoi, e l’orgoglio sta nel prendere meno di ciò di cui hai bisogno>>. Sono le parole, pronunciate da Khalil Gibran, che hanno mosso la sensibilità di molte persone in svariate parti del mondo in questi giorni tristi per la Turchia e la Siria. Mentre sale vertiginosamente il numero delle vittime causate dal recente terremoto che ha colpito le zone al confine tra i due Paesi, d’altro canto fortunatamente continuano ad aumentare gli aiuti provenienti da ogni continente. Significativo appare il ruolo degli Emirati Arabi Uniti da cui, nell’ultima settimana, sono partiti quarantasette voli per trasportare circa 900 tonnellate di forniture essenziali come cibo, medicinali e tende destinate alle zone colpite dal terremoto. Inoltre, le squadre di ricerca e soccorso degli Emirati hanno lavorato instancabilmente per salvare vite umane cercando persone intrappolate sotto le macerie ed hanno allestito un ospedale da campo mobile nel distretto di İslahiye di Gaziantep in Turchia. E se dal un lato c’è chi sta lavorando sul campo a diretto contatto con le vittime, dall’altro, una moltitudine di volontari negli Emirati Arabi sta svolgendo un prezioso ruolo anche a distanza. Numerose le iniziative organizzate da attività di ristorazione come il RIKAS Hospitality Group che riunisce dieci dei più rinomati chef di Dubai per sostenere le vittime in Siria e in Turchia. Hanno organizzato un evento che si intitola Stronger Together for Syria & Turkey, in programma il 19 febbraio, durante il quale vari ristoranti ospiteranno cene di gala il cui ricavato sarà devoluto a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto.

In questo clima di grande solidarietà, portatori di una testimonianza diretta di quanto sta accadendo negli Emirati Arabi, sono due italiani residenti a Dubai, Monica Perna e Francesco Iannello, CEO di AUGE International Consulting (https://www.augeinternationalconsulting.com). Si tratta di un’impresa digitale, leader nel campo dell’E-Learning, nota per il ruolo che riveste nella divulgazione del Globish grazie ad un metodo innovativo, definito Metodo AUGE, e che da anni svolge attività filantropiche importanti. Tra le sue numerose donazioni, meritano di essere citate quelle nei confronti della ricerca per la lotta al tumore al polmone, che le hanno fatto conquistare una foglia nel Donor Tree della Fondazione IEO – Monzino, nonché quella nei confronti dei profughi di guerra in Ucraina, per citarne solo alcune. Dunque, la Perna e Iannello non potevano restare indifferenti neanche questa volta e, spinti dal quel senso di responsabilità che è insita anche nella mission della propria azienda, hanno dato un importante contributo nell’ambito di una raccolta di viveri, beni di prima necessità, vestiti, coperte e prodotti per l’igiene personale da destinare alle popolazioni colpite dal terremoto in Siria e Turchia. Tutto ha avuto inizio lunedì 13 febbraio, nelle prime ore del mattino, nell’emirato di Ras Al Khaimah dove un ristorante italiano ha messo a disposizione la propria sede trasformandola in un punto di raccolta di beni di ogni sorta che, caricati su dei van, sono partiti alla volta di Siria e Turchia. <<Noi abbiamo subito colto l’occasione e abbiamo fatto la nostra parte>>, racconta la English Coach di origine brianzola, <<acquistando ciò che sta alla base di una dieta che possa dare energie e nutrimento alle persone in difficoltà come riso, pasta, ma anche alimenti in scatola (quali tonno, sgombro), pollo, burro d’arachidi, verdure in scatola (ceci, piselli, fagioli, hummus) ma anche saponette e dentifrici. La nostra speranza è quella di donare un po’ di “normalità” in un momento così difficile, e per questo abbiamo incluso alcuni dolci, con l’augurio di regalare un pizzico di dolcezza in un momento così ‘amaro’ nella vita di queste persone>>.

Nel loro atto di solidarietà, i due imprenditori italiani, hanno, inoltre, scelto di acquistare tutti questi beni elencati dalla Perna da un supermercato locale al fine di sostenere, al contempo, il local business. Aspetto che ha avuto un risvolto ancor più positivo. Infatti, come spiegano i CEO di AUGE International Consulting<<il proprietario, colpito dalla nostra azione, ha deciso di regalare un sacco di 10 kg di riso per contribuire e dare supporto alla popolazione turca e siriana, e questa cosa ci ha sorpreso piacevolmente, perché si tratta, come noi, di una persona che ha avuto il coraggio di farsi strada in una terra straniera, aprendo una sua attività, dando lavoro ad altri espatriati>>. Un gesto che colpisce ancor più se si pensa che non si tratta del direttore di un supermercato appartenente ad una grande catena, bensì di un piccolo imprenditore locale che si è dimostrato pronto, insieme ai suoi dipendenti, ad aiutare Monica Perna e Francesco Iannello nella loro impresa, offrendo un piccolo contributo all’interno dello scatolone preparato dai due imprenditori italiani. Dimostrazione di come un atto di generosità possa generare, a sua volta, altra generosità. <<Abbiamo molti amici che provengono da Siria e Turchia e risiedono qui negli Emirati Arabi e fare la nostra piccola parte è il minimo che potessimo fare in quanto residenti di un paese, quale gli UAE, che si è subito attivato attraverso la Emirates Red Crescent a sostenere le popolazioni colpite attraverso donazioni>>, spiega Monica Perna. L’iniziativa di cui parla la English Coach è l’appello lanciato dall’Autorità della Mezzaluna Rossa degli Emirati (ERC) in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MoFAIC) e il Ministero dello Sviluppo Comunitario, e fa parte degli sforzi degli Emirati Arabi Uniti per sostenere le persone afflitte dal recente violento terremoto nei due Paesi, Siria e Turchia, fornendo aiuti umanitari immediati. I punti di raccolta sono stati allestiti, a partire dall’11 febbraio, presso il Centro espositivo nazionale di Abu Dhabi (ADNEC) e il Centro espositivo di Dubai, ad Expo City Dubai. Una campagna a cui è stato dato il titolo di “Ponti di Bontà”, affinchè la bontà d’animo di ogni essere umano costruisca un immaginario ponte tramite il quale far viaggiare aiuti, speranze e conforto verso chi sta vivendo giorni bui laddove la terra ha tremato incessantemente.

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