Dalla Regione nuova Casa di Comunità in via Odazio 23 al Giambellino, per un sostegno ad anziani e disabili.

Milano Milano Solidale

E’ stata inaugurata a Milano, in via Odazio 23, la quinta Casa di Comunità volta a dare sostegno e cure mediche ad oltre 2mila residenti del quartiere periferico Giambellino-Lorenteggio. La struttura rappresenta «un mezzo per avvicinare le prestazioni mediche, soprattutto in quartieri nei quali vivono tanti cittadini anziani. Quindi, persone che hanno difficoltà a muoversi e a spostarsi facilmente. Questo esempio serve anche come prima barriera per realizzare tutti quegli interventi che è inutile si facciano in ospedale», commenta il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Un’iniziativa «che è stata resa possibile grazie ad un grande gioco di squadra. Non solo attraverso le istituzioni e alle varie componenti della Regione che si sono date da fare, ma c’è stato anche un grande movimento da parte dei cittadini, che oltre ad aver chiesto aiuto a gran voce, hanno collaborato nella individuazione delle soluzioni interne. “Un ringraziamento speciale va anche alla farmacista Biazzi, che è stata un po’ l’anima e la macchina di questa bella iniziativa», spiega l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso. Presso la  nuova Casa di Comunità di via Odazio 23 presteranno il loro servizio due medici che organizzeranno all’interno della struttura le attività dei propri studi. La realtà realizzata attraverso l’impegno della regione Lombardia sarà un «punto di riferimento fondamentale », spiega l’assessore alla casa, Alan Rizzi. La nuova casa di comunità è stata realizzata anche grazie all’impegno di Aler, che oltre ad aver data la disponibilità dello spazio l’ha ristrutturato per permettere ai tanti abitanti del quartiere, per lo più anziani, di avere diritto ad avere un medico e servizi adeguati. Ora le persone presenti all’inaugurazione c’era anche Carla Andresi, una bella ed elegante signora di 98anni.«Sono molto felice di poter aver accesso a questo luogo. Sarà più semplice potermi curare», racconta sorridendo la donna. Ad avere dato il proprio significativo contributo al progetto è stato anche il comitato di quartiere ‘No racket no abusivismo’ rappresentato dalla simpatica Maria Palomares. La donna denuncia e segnala da tempo le criticità e i problemi della zona. «Vogliamo ringraziare la Regione Lombardia e Aler per aver permesso a tutti i nostri saggi del quartiere di avere medici a loro disposizione», dichiara Palomares. Attualmente a Milano si trovano altre 4 case di comunità: via Mar Ionio, 2 -ang. P.zza Selinunte, in via Calvairate, via Saponaro 1a, via Mompiani. I servizi erogati dalle case della regione sono volti al miglioramento della qualità della vita e dell’abitare dei cittadini che vivono in quartieri difficili.

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