Cosa ci aspetta a Milano nel 2023: nella city cinque plus e cinque minus

Milano

Tutto ciò che ci aspetta, nel bene e nel male, da Milano del nuovo anno. Tanti i rincari – dal settore immobiliare ai trasporti fino alle rette dei nidi che si aggiungono agli aumenti nazionali -, ma sono anche mesi decisivi per Olimpiadi e Tribunale dei brevetti. Il quadro

Fare previsioni è un esercizio ingrato perché ci si espone agli errori e, anche quando si azzecca, si rischia di essere presi più o meno per il mago Otelma. Allora è meglio provare a ragionare su come potrebbe essere Milano nel 2023 partendo da dati di fatto, quindi incontestabili.

Milano nel 2023, la città è sempre più cara

Milano è una città cara, anzi la più cara d’Italia e niente al momento ci dice che lo sarà di meno nel corso dell’anno. Secondo l’ufficio studi del gruppo Tecnocasa occorrono 13,2 annualità di stipendio per acquistare un immobile. Già nel 2019 ne occorrevano undici. Giusto per intenderci, un metro quadro in media costa 5.100 euro, per prendere possesso di un appartamento di 100 metri quadri bisogna sborsare oltre mezzo milione di euro.

Milano nel 2023, i problemi di inquinamento

Milano è una città inquinata. Il 2022 è stato l’anno peggiore degli ultimi cinque: secondo l’Arpa l’anno scorso è stato superato il limite massimo di concentrazione giornaliera del Pm10 per 91 giorni, a fronte dei 61 del 2021 e dei 35 massimi consentiti dalle direttive europee. L’unica consolazione è che i dati sono decisamente migliori rispetto a venti anni fa. Milano è una città vecchia. Su 1.349.930 residenti, ben 306.158 hanno più di 65 anni e l’età media è di 45,8 anni.

Milano nel 2023, il dinamismo della città

Il tasso di fecondità è al minimo storico di 1,17 figli per donna mentre per quanto riguarda la composizione delle famiglie più della metà dei milanesi appartiene vive da solo. Abbiamo dimenticato lo stress, il lavoro e tante altre cose. Ma forse anche quest’anno sarà appassionante restare in una città capace come poche di stimolare intelligenza, dinamismo, fantasia e voglia di vivere, grazie anche alle novità in arrivo su diversi fronti.

Milano nel 2023, aumentano benzina, diesel, gas, luce e autostrade

La guerra in Ucraina ci ha fatto capire che sarebbe cambiata la vita anche per noi. La prima ripercussione si è concretizzata nell’aumento dei prezzi di benzina e diesel che hanno continuato a salire anche dopo il primo gennaio 2023 in quanto sono terminati gli incentivi sulle accise introdotti dal governo Draghi a partire da marzo 2022 per calmierare i rincari dopo lo scoppio del conflitto.

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Il prezzo medio della benzina servito è salito a 1,965 euro al litro, mentre quello del diesel è arrivato a 2,023 euro, ma potrebbe calare in caso di taglio delle accise anche da parte del governo Meloni. Un altro più che tangibile effetto della guerra si è manifestato nelle bollette del gas. Lo scorso dicembre è stato davvero uno choc con un aumento del 23,3 % rispetto a novembre. Ma non è tutto, il 2022 porta un conto alla famiglia tipo di 1.866 euro con un rialzo del 64,8% sul 2021.

In questo quadro non poteva mancare l’aggiornamento delle tariffe in autostrada che, magra consolazione, è comunque inferiore rispetto agli altri paesi europei. Altra parziale consolazione è che i pedaggi delle autostrade sono aumentati nel 2023 solo sulla rete ASPI (Autostrade per l’Italia), che copre circa la metà della rete autostradale italiana gestendo ben 2.964,7 chilometri in 14 Regioni italiane, e su alcune tratte del gruppo ASTM.

Milano nel 2023, salgono i costi di metro, bus, mense e nidi

Il nuovo anno ha portato una serie di aumenti delle tariffe. Dal 9 gennaio Il biglietto ordinario ATM (valido per viaggiare a Milano e in tutti i comuni compresi nella zona tariffaria Mi1-Mi3) è passato da 2 a 2,20 euro, il carnet dieci corse da 18 euro a 19,50 euro, il giornaliero da 7 a 7,60 euro e il biglietto valido per tre giorni da 12 a 13 euro. Gli abbonamenti urbani mensile e annuale non hanno subito variazioni.

Brutte notizie anche per chi ha figli piccoli. I rincari sono in media dell’8 %: la quota di iscrizione ai nidi e alle sezioni primavera passa da 52 a 56,20 euro, oltre i 27mila euro di reddito Isee si passa da 465 a 502 euro. Per quanto riguarda la refezione scolastica nelle scuole comunali e statali d’infanzia per i redditi da 2mila a 4mila euro (la fascia più bassa) il contributo passa da 240 a 259,20 euro.

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Se questi aumenti sono sicuri, ce ne sono altri possibili. Allo studio c’è quello di Area C con due opzioni: 7,50 euro o addirittura un raddoppio rispetto alla situazione attuale, che farebbe scattare il ticket a 10 euro. Per limitare l’uso dell’auto c’è poi l’ipotesi di concedere ai residenti il pass per il parcheggio per una sola una vettura a nucleo famigliare. La mobilità, insomma, diventa sempre più cara, un fatto prevedibile se consideriamo la situazione delle casse del Comune.

Milano nel 2023, l’opinione di Sergio Scalpelli: «Attenzione alla sicurezza: troppe tensioni sociali»

Presidente del Centro Internazionale di Brera, gran conoscitore di Milano e della politica milanese, Sergio Scalpelli avverte segnali negativi per il 2023, a cominciare dal sentimento d’insicurezza che serpeggia in città.

milano nel 2023

Come si affaccia Milano sul nuovo anno?
«A differenza di altre città manteniamo un’alta qualità della vita però si inizia a sentire il peso della crisi».

Allude ai rincari generalizzati?
«Come sempre i rincari colpiscono nei settori medio-bassi, io però mi riferisco alla sicurezza che si configura come una spada di Damocle».

Ci sono avvisaglie?
«Ci sono segnali di tensione, c’è un potenziale esplosivo».

È un’analisi drastica.
«Vede, il rischio è che si realizzi un combinato disposto di insicurezza e crisi sociale».

Cosa può produrre?
«Non ci saranno rivolte sociali, ma situazioni difficili, tipo ciò che è successo nel Capodanno 2021 o quanto accade alla Stazione Centrale».

Su cosa, invece, puntare per lo sviluppo?
«Le Olimpiadi del 2026 su cui bisogna lavorare perché si arrivi all’appuntamento senza patemi d’animo, il capitale finanziario perché Milano è una piazza importante e lo sviluppo urbanistico che da 20 anni è un traino per la città».

Può aiutare l’arrivo della sede di Consob, del Tribunale dei brevetti o di un ministero?
«Il ministero non è utile, Milano non è una capitale amministrativa. La Consob avrebbe senso così come qualche authority: fanno bene all’economia e fanno crescere la reputazione».

Milano nel 2023, parte la caccia a Consob, Antitrust e Tribunale dei brevetti

La storia non è del tutto nuova, diciamo che da una ventina d’anni la Lega coltiva il pallino di portare a Milano un’authority se non addirittura qualche pezzo di governo. L’ultima iniziativa riguarda la deputata del carroccio Silvana Comaroli che ha presentato un disegno di legge dal titolo “Trasferimento delle sedi della Commissione nazionale per le società e la borsa e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato nella città di Milano”. Di cosa si tratta? E’ il tentativo di portare in città la Consob, l’autorità che vigila sull’attività della borsa, e l’Antitrust che si occupa della concorrenza.

La terza sede? Più concreta la partita che si gioca per portare il Tribunale dei brevetti Ue. Al momento ha due sole sedi centrali, Parigi e Monaco di Baviera. La terza doveva sorgere a Londra ma non partirà a causa della Brexit. A settembre 2020, l’Italia ha presentato la candidatura di Milano a sostituire Londra e ospitare la terza Corte centrale, quella per le cause farmaceutiche.

Le deleghe di quella Corte saranno, per ora, ripartite tra Parigi e Monaco. In aprile si deciderà cosa fare, serve una sinergia di enti locali, governo e rappresentanti italiani nell’Ue per sostenere una causa tutta da giocare. Per intenderci, serve ripristinare lo spirito che ha unito uomini diversi tra loro come Fontana e Sala e che ha consentito di aggiudicarci le Olimpiadi 2026.

Milano nel 2023: nuovo stadio incerto, più quadratura sulle Olimpiadi. Il punto su progetti e lavori, da Santa Giulia all’ex Palasharp

Il 2023 porterà il nuovo stadio? Difficile dirlo, ma il rischio è che anche quest’anno passerà senza una parola definitiva. L’ostacolo maggiore si chiama vincolo, lo ha annunciato il neosottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi per il Meazza: potrebbe arrivare nel 2024 in coincidenza del settantesimo compleanno della struttura. In questo caso non si potrebbe toccare nulla e Inter e Milan hanno già detto che cercherebbero un nuovo sito.

milano nel 2023

L’ipotesi più calda è Sesto San Giovanni, il sindaco Di Stefano ha ribadito la possibilità di costruire stadio e complesso alberghiero-commerciale nell’ex area Falck ribattezzata MilanoSei. La partita è sempre più complicata, anche in caso di realizzazione del nuovo stadio a San Siro è probabile che il progetto verrà ancora rivisto.

Più lineare il discorso Olimpiadi invernali Milano-Cortina. A inizio 2023 è prevista la creazione del quartier generale nel capoluogo lombardo. Una sede che affiancherà quelle già attive di Roma e Cortina. L’altro impegno si chiama cantieri. Il 6 febbraio mancheranno tre anni alle Olimpiadi.

Nel corso del 2023, come ha spiegato Beppe Sala nel discorso di fine anno, partiranno i lavori dell’Arena di Santa Giulia, del Villaggio Olimpico e del Palasharp. Tornando al Meazza, l’unica certezza è che lo stadio ospiterà la cerimonia di apertura dei giochi olimpici nel 2026.

Milano nel 2023, l’opinione di Daniela Mainini: «Sono ottimista: avremo il tribunale dei brevetti»

Bisogna essere ottimisti nonostante i segnali non siano incoraggianti: è il parere dell’avvocato Daniela Mainini, presidente del Centro Studi Grande Milano e del Centro Studi Anticontraffazione, che pure non nasconde le difficoltà che sta vivendo la città.

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Da cosa nasce questo ottimismo?
«Dalla ragione. A Milano non puoi non nutrirlo, anche se il periodo che stiamo vivendo non è semplice».

Cosa la preoccupa?
«Dopo la pandemia è arrivata la guerra che sta influenzando la nostra vita, il lavoro».

Ciononostante invita ad avere fiducia.
«Sì perché la città funziona, la pubblica amministrazione è efficiente, il terzo settore è vivace. In passato abbiamo avuto momenti più difficili ma ci siamo ripresi».

Le prime misure sulla viabilità del Comune stanno suscitando perplessità.
«L’ambiente, la sostenibilità sono cose belle, ma quando si mettono in pratica diventano difficili. Sala non si potrà ricandidare, non dovendo cercare il consenso potrebbe avere il coraggio di prendere decisioni importanti anche se impopolari».

Ad aprile potrebbe arrivare l’assegnazione del Tribunale dei brevetti: sarebbe importante?
«Si deciderà su una delle tre sedi, è auspicabile che Milano ottenga quella dei farmaci: sarebbe una grande opportunità di rilancio».

Altre partite importanti?
«Le Olimpiadi. Dobbiamo lavorare per arrivare senza ritardi al 2026. Non bisogna perdere tempo con le grandi opere a cominciare dalla riqualificazione degli ex scali ferroviari». (MiTomorrow)

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