Il sindaco “Ghe pensi mi” non accetta critiche e sfida Monguzzi

Milano

Succede, caro Sala. Succede che dopo la lista larga che più larga non si può e dopo aver aderito ai “talebani verdi”, qualcuno della maggioranza alzi il ditino per eccepire che quella delibera della Giunta, “non s’ha da fare”.

Normale dibattito democratico? Il democratico progressista, liberale “Ghe pensi mi” non ci sta, gli viene l’orticaria per le critiche e sbotta  «Non ho mai visto una decisione che non sia stata contestata da Carlo Monguzzi. Gli voglio bene e gli sono affezionato ma forse lo inviterei a riflettere. Quando nessuna decisione gli va bene c’è qualcosa che non va». E sembra un cortese invito a cambiare aria, a risolvere problemi personali, a, insomma, piantarla lì, una buona volta. Anche quando, ad esempio il cattivo gusto e la megalomania del Sindaco hanno voluto l’acqua del rubinetto «inscatolata» nelle confezioni di tetrapack.

Per farla breve che Monguzzi, il consigliere del contendere, “veda” le contraddizioni e alcune decisioni improprie soprattutto in ambito green di un sindaco che si professa green che di più non si può, gli rende indigesta la giornata.

“Ghe pensi mi” non accetta critiche.

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