La Vecchia Milano del grande pittore Mosè Bianchi

Milano Vecchia Milano

Pennellate spigliate, sicure, in movimento per raccontare una Milano scomparsa, per ricreare suggestioni e fascino, per ridarci la verità di un’anima che lavora, che vive, che vuole affermarsi.

Ed è respirare la poesia di atmosfere lontane, nella pienezza di una giornata di sole o nella trasparenza uggiosa di una giornata di pioggia. Con le strade e le piazze che vivono di movimento, di lavoro, di quotidiano. E sembra di stare lì, ad aspettare un tram a cavallo al Carrobbio, a camminare dopo la messa domenicale, a passeggiare…È la Milano dell’uomo qualunque, degli umili, degli ambulanti, degli artigiani, di chi conosce la fatica. È la Milano di chi ha fatto grande Milano.

È la cronaca è dipinta con verismo, con incisività, con tocchi veloci, per restituire un’impressione, una suggestione. Espressiva e immediata, con il fascino di un romanticismo velato, arricchita da un linguaggio cromatico essenziale, geniale nella composizione, che sembra sconfinare al di là della cornice.

Ma questa Milano siamo noi, anche oggi. Perché il cuore pulsante della città continua ad essere la volontà del fare, degli umili, degli operai, degli artigiani, di chi anche oggi conosce la fatica.

 

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