Risonanza magnetica, dalla funzione diagnostica alle innovazioni più recenti

Società

La risonanza magnetica consente di effettuare un esame diagnostico che fissa in un’immagine ciò che accade all’interno del corpo, senza implicare il coinvolgimento di radiazioni ionizzanti o interventi chirurgici. Si tratta dunque di un esame puntuale e poco invasivo, che permette ai pazienti di ottenere una diagnosi che rileva numerose malattie o lesioni interne al corpo.

Quando è richiesto l’impiego dei macchinari a risonanza magnetica

La funzione originaria dei sistemi di risonanza magnetica era associata allo studio del sistema nervoso centrale. Con il tempo, alla luce dei risultati ottenuti, sono stati utilizzati anche per altri distretti del corpo, come muscoli, articolazioni, addome, torace e scheletro.

I pazienti riescono a trarre vantaggio da questa forma di diagnosi poiché rileva, in modo preciso e non invasivo numerose malattie o lesioni interne al corpo. La risonanza magnetica, infatti, viene oggi impiegata per lo studio di malattie infettive, tumorali, infiammatorie, patologie traumatiche o degenerative. Questo strumento è in grado di rilevare un ampio spettro di disturbi, malformazioni o patologie che possono compromettere il regolare funzionamento dell’organismo umano.

In cosa consiste l’esame a risonanza magnetica

Per ottenere immagini di un particolare distretto corporeo, il sistema di risonanza magnetica si serve di un magnete ad alto campo (lo standard diagnostico dei sistemi RM è 1.5T attualmente) che generando un campo magnetico agisce sui nuclei degli atomi che costituiscono il corpo umano, allineandoli con la direzione delle linee di campo del magnete stesso.

I nuclei vengono poi eccitatati mediante un sistema a radiofrequenze che turba il loro stato di equilibrio. I nuclei eccitati, tornando poi al loro stato di quiete originario, emettono un segnale recepito da apposite antenne, dette bobine, che viene poi convertito in segnale digitale e, grazie ad appositi computer, si elabora l’immagine diagnostica.

I macchinari coinvolti in questa operazione sono dunque estremamente sofisticati e richiedono tempi precisi per l’esecuzione dell’esame. Per ottenere un’immagine di rilevanza diagnostica, infatti, il paziente viene fatto accomodare su un lettino, che successivamente entra nel tunnel della macchina per il tempo necessario affinché tutti i segnali provenienti dai nuclei degli atomi della regione corporea di interesse vengano recepiti correttamente.

La durata dell’esame oscilla generalmente dai 15 ai 60 minuti, tempo in cui il paziente dovrà mantenere la posizione all’interno del macchinario, per non comprometterne l’esito. Una condizione a volte disagevole, soprattutto per chi soffre di disturbi claustrofobici, che induce molti di loro a muoversi, rendendo di fatto nullo l’esame appena eseguito. Rallentamenti, sovraccarichi di lavoro, ritardi nelle prenotazioni e stress per i pazienti sono solo alcune delle conseguenze che derivano dalla complessità di esecuzione dell’esame e dell’utilizzo di macchinari di vecchia generazione. Dall’esigenza di rendere questo esame più fruibile e rapido sono nate nuove tecnologie nel campo della diagnostica per immagini con risonanza magnetica.

L’innovazione dell’imaging a risonanza magnetica

Negli ultimi anni si è riscontrata la tendenza a un approccio più smart, con innovativi macchinari che puntano a una maggiore rapidità e semplicità di esecuzione dell’esame, a favore di un lavoro più fluido da parte del personale specializzato e di una esperienza più confortevole e meno stressante per il paziente, anche grazie allo sviluppo di macchine a RM con diametro del tunnel del magnete più ampio.

Nel novero delle aziende che hanno investito nella progettazione di macchinari di imaging a risonanza magnetica Philips più innovativi e tecnologicamente avanzati, merita una menzione Philips, leader nel settore dell’Health Technology.

Sfruttando il know-how sviluppato negli anni, l’azienda si è impegnata per contribuire a rendere più efficiente l’operato dei medici, con tecnologie all’avanguardia che rendono i flussi di lavoro più agili attraverso specifiche tecnologie improntate sulla connettività da remoto e sulla velocità di acquisizione delle immagini. Le nuove tecnologie premettono, inoltre, di sfruttare l’analisi predittiva per identificare eventuali guasti o malfunzionamenti dell’hardware. In questo modo, l’intervento di manutenzione può essere effettuato tempestivamente, con un forte impatto sia sui costi di riparazione che sulle tempistiche.

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