La bandiera olimpica è arrivata, ma a Milano ci sono ritardi, indecisioni e violenze

Milano

Toni enfatici di Sala per l’arrivo della bandiera Olimpica – “Expo era l’inizio di un percorso interrotto un po’ dal covid, le Olimpiadi sono un punto di arrivo” per la città e “non vedrei altra possibilità di trascinare come le Olimpiadi”, a cui purtroppo fanno da contraltare ritardi di programmazione dei lavori, il nodo del futuro stadio, intoppi burocratici.

“A livello di infrastrutture e impianti siamo partiti con un anno e mezzo di ritardo perché l’Agenzia per le infrastrutture ha avuto un ritardo rispetto alla nostra Fondazione. Però in Italia abbiamo tutte le capacità per recuperare, i tempi ci sono, però bisogna mettersi a correre”. Lo ha detto l’ad di Milano-Cortina Vincenzo Novari

Quella con la burocrazia “sicuramente è una partita. Sapete quello che penso, la mia non è un’accusa nei confronti di nessuno, non è neanche una critica. E’ semplicemente una constatazione, perché non è un argomento che maneggiamo noi dello sport e non è nella nostra responsabilità. Se ne deve occupare la Fondazione, che è il comitato organizzatore. Serve logicamente che ci sia una dinamica, un combinato disposto, ed è indispensabile che si recuperi il tempo perduto”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò,

Giustamente lo sguardo è al lavoro da fare, ai ritardi già lamentati in altre occasioni, ma Sala dovrebbe preoccuparsi anche della deriva violenta che sembra autoalimentarsi senza rimedio. Proprio domenica mattina un uomo di 44 anni è stato denunciato a Milano dopo essere stato sorpreso in giro per la città con un machete in mano. L’allarme è scattato alle 11.30, quando alcuni testimoni hanno telefonato al 112 per segnalare la presenza di un passante armato e visibilmente fuori di sé in via Pasteur. E si possono ricordare gli accoltellamenti degli ultimi giorni ecc. che si vuole fare? Arrivare al 2026 e spaventare anche gli ospiti?

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