Via Esterle: il Comune applica alla moschea canoni ridicoli. E dimentica sicurezza, parcheggi e disagi

Fabrizio c'è Milano

La delibera 1643 con cui la Giunta Sala concede l’immobile di Via Esterle per finalità religiose è un atto di favoritismo bello e buono verso l’islam politico.

Certo non è ancora stato esperito il bando rivolto alle “associazioni” culturali islamiche, ma è li che l’amministrazione Sala da anni vuole andare a parare, non certo ai testimoni di Geova o agli avventisti che da tempo hanno provveduto a proprie spese a munirsi di luoghi di preghiera.

Il conteggio è presto fatto. Il Comune chiede per l’edificio di Via Esterle 15 480.000 euro in totale per 30 anni ( 360 mesi ). Cio’ significa per il Comune un canone di 1333 euro al mese.

Poi 1333 euro/mese diviso 1500 mq da’ una rendita di 0,88 euro mq/mese. Praticamente una miseria. In quella zona un box mediamente rende 10 euro/mq.

Il canone è molto più basso di quello applicato a scuole, associazioni e società sportive.

Non è l’unico ingiusto favore che si fa alle “associazioni” islamiche.

Anche consentire di realizzare una moschea senza che vi sia adeguato parcheggio e trasporto pubblico lo è, dal momento che per ogni funzione che richiami pubblico vi sono prescrizioni.

Il desiderio di esaudire le richieste dell’islam più  politico fa chiudere gli occhi su altre criticità enormi.

Sono troppe 3 moschee in un solo quartiere, via Padova, che è già una enclave “etnica”. È infinitamente pericoloso che l’edificio confini e si affacci sulla linea ferroviaria. Certi saranno i disagi per i residenti visto che le abitazioni sono attaccate alla  Moschea alla quale affluiranno migliaia di fedeli e nella quale saranno pure consentite attività commerciali.

Qui non è in discussione il principio della libertà religiosa ma quali realtà vanno aiutate e in quali ambiti vanno collocate le moschee.

Peraltro prima di aiutare la nascita di 2 nuove  moschee la sinistra dovrebbe far rispettare la legge alle 13 moschee già esistenti a Milano.

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