Un detenuto costa 154 euro al giorno, 1 su 3 è un immigrato. Ieri ennesima rissa a Milano

Milano

Il mercato dell’illegalità in Stazione Centrale non ha pause. E’ diventato una costante che preoccupa i cittadini, genera insicurezza, ma non “preoccupa” il Sindaco. E, solitamente, i protagonisti di spaccio e risse sono immigrati spesso clandestini, ma Sala potrà, non si sa fino a quando, vantarsi che Milano è la città più aperta e più inclusiva d’Italia. Ieri l’ennesina violenta rissa è scoppiata in piazza Luigi di Savoia. A fronteggiarsi due uomini armati di cocci di bottiglia. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura, allertati dalla Polizia Ferroviaria. Ad avere la peggio un trentenne marocchino con precedenti penali ricoverato in codice rosso al Niguarda per le ferite riportate. L’altro coinvolto nella rissa, di cui non è nota l’identità, è stato ricoverato in codice giallo al Policlinico. Una rissa come tante di ordinaria follia, gli agenti molte volte intervengono e arrestano, le carceri diventano strapiene, i cittadini pagano. Eccome se pagano: in Italia “Ogni detenuto «costa» allo Stato 154 euro al giorno, di cui solo 6 per mantenerlo. E appena 35 cent vengono usati per la «rieducazione» prevista dalla Costituzione. Tutti ormai diventati esperti di vaccini, tutti a confrontare l’efficacia dell’uno o dell’altro soppesando la copertura rispetto alla recidiva variante Covid di turno. Giusto. Eppure lo stesso razionale approccio chissà perché non viene naturale applicarlo all’evidenza statistica del mondo delle carceri, dove lascia totalmente indifferenti il fatto che chi espia la pena tutta e solo in carcere torni a delinquere nel 68 per cento dei casi, contro il 19 per cento di chi invece la sconta in parte in misure alternative al carcere.” (fonte il Corriere)

Si deve poi evidenziare che “Il 32 per cento della popolazione carceraria italiana è composta da stranieri. Ciò significa che è pari a un terzo del totale il numero degli extracomunitari che nel corso del 2021 ha commesso reati. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, al 31 ottobre scorso nelle carceri italiane c’erano 54.307 detenuti, di cui 17.315 provenienti da un Paese estero. A fine 2020, a fronte però di una maggiore popolazione carceraria, gli stranieri erano 19.900 e a fine 2019 20.200. Anche se, come riportato nel rapporto Antigone, la presenza «di detenuti stranieri negli istituti italiani non è tuttavia uniforme sia a livello regionale che di singoli istituti di pena. In alcuni istituti infatti, a prescindere dalla loro grandezza, vi è una elevatissima presenza in termini assoluti o percentuali, mentre accade che in altre carceri la presenza di detenuti si riduca a poche unità». In certe strutture si tocca anche il 78% di presenza straniera….I reati compiuti da stranieri riguardano per lo più lo spaccio (20%), la prostituzione minorile (10%), le lesioni colpose (9%), gli omicidi (8%), la falsificazione di atti (8%), i furti e le rapine (6% del totale). Inoltre, su 62 femminicidi avvenuti nell’arco del 2021, il 27% vede come responsabile o presunto tale un immigrato.” (fonte Il Giornale)

Ed è opportuno ricordare i disordini, le aggressioni all’interno delle carceri degli immigrati e la giustizia a volte incomprensibilmente magnanima con gli stranieri.

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