DONIZETTI OPERA 2021

Cultura e spettacolo

Convegno di Opera Europa i pre-opera, il Dies natalis, la produzione per il web, le esclusive social, l’arrivo del Natale: questi gli ingredienti del Donizetti Opera 2021

“Elixir of Life” è il titolo del meeting che porterà a Bergamo oltre 200 delegati dai maggiori teatri e festival europei in coincidenza con il weekend inaugurale dal 18 al 21 novembre   

Nelle locandine brillano i nomi di alcune star internazionali come Paolo Bordogna, Javier Camarena, Roberto Frontali, John Osborn, Carmela Remigio, ma anche giovani emergenti come Sara Blanch, Caterina Sala e Marta Torbidoni. Sul podio, accanto al direttore musicale Riccardo Frizza, si alterneranno Michele Spotti e Jonathan Brandani  

Bergamo, dal 18 novembre al 5 dicembre 2021 

Al Teatro Donizetti e al Teatro Sociale di Bergamo ultimi giorni di prove delle nuove produzioni – L’elisir d’amore e La fille du régiment di Donizetti e Medea in Corinto di Mayr – che andranno in scena dal 18 novembre al 5 dicembre, componendo il programma della settima edizione del Donizetti Opera, festival internazionale dedicato al compositore bergamasco con la direzione artistica di Francesco Micheli e quella musicale di Riccardo Frizza, organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti e dal Comune di Bergamo con il sostegno di Ministero della Cultura, Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. In occasione del festival, il Teatro Donizetti potrà mostrarsi completamente restaurato anche al pubblico internazionale che, prima del 2020, costituiva oltre il 50% della platea festivaliera: in coincidenza con il weekend inaugurale – dal 18 al 21 novembre – ospiterà inoltre circa 250 delegati dell’associazione Opera Europa, che ha scelto Bergamo e il festival come sede del proprio meeting autunnale, il primo in presenza dopo due anni “digitali” e di attività ridotta causa delle restrizioni per la pandemia. Il titolo fortemente simbolico del meeting, legato a Donizetti e alla storia recente della città, è “Elixir of Life”. Il convegno di

Alex Esposito
Alex Esposito, Opera Singer

Opera Europa, organizzazione che riunisce oltre 200 fra i principali teatri e festival europei da 43 Paesi, si svolgerà principalmente nei due teatri di Bergamo e in alcuni altri luoghi monumentali della città come nel caso della cerimonia inaugurale all’Auditorium di Sant’Agostino, grazie alla preziosa collaborazione e al sostegno del Comune, dell’Università di Bergamo e della Biblioteca civica “Angelo Mai”  

«Quest’anno il Festival presenta due titoli donizettiani che non sono le consuete rarità, come da consuetudine  del ciclo “Donizetti200” (nel 1821 non ci fu nessuna creazione donizettiana) ma capolavori riconosciuti: L’elisir d’amore e La fille du régiment. Necessario tornare su opere così apparentemente note per proporle in una versione non consueta, attraverso letture registiche che recuperino il rapporto con la contemporaneità e diano al pubblico dei riferimenti visivi e culturali vicini a lui, attraverso esecuzioni “storicamente informate” ma non ingessate, che vogliono recuperare il sorriso mai sguaiato ma bonario dell’opera comica.  Per il progetto #Donizetti200 non avendo quest’anno un’opera del Bergamasco, il Festival propone Medea in Corinto del suo maestro Giovanni Simone Mayr, grande successo napoletano del 1813. La versione che si vedrà al Festival è quella profondamente ripensata da Mayr nel ’21 per il Teatro Sociale di Bergamo. Non ci sono prove documentali che il ventiquattrenne Donizetti abbia partecipato alla riscrittura dell’opera o alla sua produzione, pur essendo a Bergamo, disoccupato,  in quel periodo. Difficile pensare che Mayr non abbia coinvolto nella sua opera l’allievo prediletto. Il Festival ovviamente non finisce qui: il resto lo si scopre a Bergamo.

 Da questa edizione, il Festival scommette su un grande interprete del teatro musicale di oggi: il basso Alex Esposito. A lui è affidata per un triennio la “Bottega Donizetti”, un luogo fisico e spirituale dove trasmettere il “sapere” operistico ai giovani artisti, come nelle botteghe artigiane. La serata inaugurale del Donizetti Opera 2021, dedicata a Gianadrea Gavazzeni nei 25 anni dalla scomparsa e in programma al Teatro Sociale giovedì 18 novembre (ore 20) si intitola C’erano una volta due bergamaschi…: protagonisti Esposito e i ragazzi della Bottaega interpreti di un inedito “operashow” che non è soltanto l’occasione per presentarli al pubblico ma anche per raccontare due vite parallele nel segno dell’opera e di Bergamo, quella di Donizetti e quella di Esposito. Non un semplice recital o un galà lirico, ma un vero spettacolo con una drammaturgia preparata da Alberto Mattioli con Francesco Micheli e un messaggio: l’opera è più viva che mai e il Festival non vuole solo celebrarne il passato, ma anche prepararne il futuro. Il programma musicale – affidato al pianista Michele D’Elia e all’Ensemble Donizetti Opera diretti da Alberto Zanardi – comprende accanto a pagine di Donizetti altre di Jacques Offenbach, Gioachino Rossini, Wolfgang Amadeus Mozart, Arrigo Boito e Hector Berlioz, scelte per comporre un ritratto in musica dello stesso Esposito.  La programmazione proseguirà al Teatro Donizetti con due titoli operistici fra i più famosi e rappresentati del compositore bergamasco: L’elisir d’amore (Teatro Donizetti, 19 e 28 novembre, 5 dicembre) con il direttore musicale Riccardo Frizza alla guida dell’Orchestra Gli Originali, costituita tre anni fa in seno al festival con un organico e strumenti dell’epoca al fine di riscoprire suono, timbro ed equilibri fra voci e orchestra fedeli all’originale. Il nuovo allestimento è firmato da Frederic Wake-Walker – regista, produttore e curatore di progetti multidisciplinari con un team “al femminile” composto da Federica Parolini (scene), Daniela Cernigliaro (costumi) e Fiammetta Baldiserri (luci). Andato in scena a Milano nel 1832, L’elisir d’amore è uno dei lavori più significativi di Donizetti, si avvarrà di un cast che affianca celebrità come il tenore Javier Camarena (Nemorino) al suo debutto operistico in Italia e il baritono Roberto Frontali (Dulcamara) a giovani e giovanissimi come il baritono Florian Sempey (Belcore), e i soprani Caterina Sala (Adina) e Anaïs Mejías (Giannetta). Il Coro Donizetti Opera è diretto da Fabio Tartari.

 Originariamente prevista nel 2020, La fille du régiment (Teatro Donizetti, 20 e 28 novembre, 3 dicembre) sarà presentata nella nuova edizione critica a cura di Claudio Toscani. Sul podio una delle giovani bacchette più interessanti di oggi, Michele Spotti. Protagonisti maschili due cantanti acclamati: il tenore John Osborn, che debutta al festival, e il baritono Paolo Bordogna, buffo per antonomasia dei nostri giorni. Nel ruolo della protagonista Marie il soprano spagnolo Sara Blanch, da poco impostasi nel panorama internazionale. Duchesse de Krakenthorp ci sarà invece Cristina Bugatty. Nuova produzione firmata dal regista cubano Luis Ernesto Doñas, costumi di Maikel Martinez, coreografie di Laura Domingo. Allestimento coprodotto con il Teatro Lírico Nacional de Cuba, per la prima volta impegnato in un progetto internazionale.  Il ciclo #donizetti200 ha una pausa molto particolare nel 2021 poiché nel 1821 la carriera di Donizetti non fu segnata da alcun debutto. Questa mancanza offre un’occasione preziosa di un bicentenario legato a Giovanni Simone Mayr, maestro del compositore bergamoasco, che nel 1821 presentò al Sociale di Bergamo una nuova versione di Medea in Corinto, scritta per il San Carlo di Napoli nel 1813. Direzione di Jonathan Brandani – esperto del repertorio operistico fra Sette e Ottocento –e un nuovo allestimento firmato dal direttore artistico Francesco Micheli, scene di Edoardo Sanchi, costumi di Giada Masi; Orchestra e Coro del Donizetti Opera. Nel cast interpreti di assoluto prestigio: Carmela Remigio (Medea), Juan Francisco Gatell (Giasone), accanto a voci che si stanno affermando, Marta Torbidoni (Creusa), Michele Angelini (Egeo) e Roberto Lorenzi (Creronte), Caterina Di Tonno (Ismene), Marcello Nardis (Tideo).

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Gianfranco Previtali Rosti

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