Qualcuno può tutelare i sabati milanesi dalle manifestazioni selvagge?

Fabrizio c'è Milano

Anche il pomeriggio e la serata di Sabato sono stati caratterizzati dalla totale paralisi del traffico automobilistico e delle linee di superficie ATM a causa di cortei anti green pass.

Questi cortei fortunatamente non hanno dato luogo a incidenti violenti ma sconvolgono la vita commerciale e familiare di decine di migliaia di milanesi e pendolari. Essendo il quattordicesimo sabato di fila in cui si svolgono manifestazioni, cresce la rabbia di chi rimane bloccato in auto o sul bus e anche il danno per gli esercizi commerciali che finalmente vedevano un po’ di luce post Covid.

Come è noto in questi cortei c’è un po’ di tutto: gente arrabbiata col green pass ma anche pezzi di estrema destra e addirittura anarchici, centri sociali ed ex brigatisti rossi. Tutto quel sottobosco di estremismo politico che non vede l’ora di scatenare rivolte sociali per avere un ruolo politico che la democrazia e gli elettori non gli hanno attribuito.

Prendiamo a prestito le parole di Alessandro Manzoni nei Promessi sposi per descrivere, alcuni secoli dopo, come funzionano le cose quando a persone che protestano genuinamente si unisce qualche rivoluzionario di professione: “Ne’ tumulti popolari c’è sempre un certo numero d’uomini che, o per un riscaldamento di passione, o per una persuasione fanatica, o per un disegno scellerato, o per un maledetto gusto del soqquadro, fanno di tutto per ispinger le cose al peggio”.

Ora è giunto il momento di tutelare anche la maggioranza silenziosa che non può spendere tutti i sabati pomeriggio imbottigliata o rinunciare agli svaghi del sabato. Quindi il Questore e il Prefetto dovrebbero imporre regole e percorsi ben definiti ai manifestanti ed essere inflessibili con chi non le rispetta. Anche Sabato scorso sono stati richiesti alcuni itinerari che poi non sono stati rispettati nel tentativo di raggiungere senza autorizzazione alcuni obiettivi sensibili: questo non è accettabile.

Ad oggi è mancata la voce del Sindaco sull’argomento. Vuoi perché spesso sono i centri sociali e la sinistra a organizzare cortei in questo modo e dunque una richiesta di disciplinare le manifestazioni del Comune potrebbe creare precedenti e disturbare i ragazzotti dei centri sociali. Vuoi perché le ragioni di chi si muove con mezzi privati e quelle del commercio sono da sempre l’ultima delle preoccupazioni dell’attuale numero 1 di Palazzo Marino.

La libertà di protestare è sacra ma può essere garantita definendo bene orari e percorsi con la Questura. Ma milioni di cittadini e pendolari non devono essere privati della loro libertà di movimento per la voglia di ribellione  di alcune centinaia di estremisti.

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