Riaperture a pieno ritmo per gli hotel verso il Salone del mobile. Previste camere per i profughi afghani

Milano

Al giro di boa di fine agosto per il mondo alberghiero milanese è tempo di un primo bilancio e di qualche previsione in vista dei grandi eventi che arricchiranno il cartellone settembrino, dall’imminente Salone del Mobile alla Milano Fashion Week di fine mese. «L’occupazione media per gli hotel aperti è stata del 40 per cento con un prezzo a notte di circa 90 euro, al di sotto dello standard tariffario milanese per un ovvio eccesso d’offerta» — dice il presidente di Apam associazione albergatori Milano Maurizio Naro. Adesso si guarda all’appuntamento più imminente, quello con il Salone del mobile e con il suo importante indotto dato dal Fuorisalone, per trovare il primo spunto di una vera ripresa. Per Guido Gallia, titolare dell’Hotel Cavour l’andamento delle prenotazioni è però un elemento estremamente variabile in questi ultimi mesi: «Ci troviamo a dover gestire l’occupazione delle camere che varia repentinamente da un giorno all’altro, anche del 15 per cento, perché se è vero che i turisti europei hanno continuato a visitare Milano l’hanno fatto in modo discontinuo e questo vale anche per il futuro immediato: per il Salone del Mobile ogni giorno riceviamo delle disdette, segno che la normalità nel nostro settore stenta ad affermarsi».

Fino al dieci agosto molti albergatori, fra i circa 400 in attività in città, hanno occupato circa un terzo delle loro camere. «Ma si soffre molto la quasi completa mancanza del settore business già dai mesi precedenti: le aziende nella maggioranza dei casi hanno preferito far lavorare i propri dipendenti in remoto» continua Gallia. Fra queste incertezze, a partire dalla prima settimana di settembre torneranno disponibili circa l’80 per cento delle 33mila camera che offre la ricezione cittadina. Da Apam fanno sapere che la prefettura ha opzionato camere in diverse strutture cittadine per i profughi afghani in fuga da Kabul per un periodo «che andrà da due a quattro mesi». Le previsioni dell’associazione di categoria puntano a un 60 per cento di occupazione durante il Salone dato che a fronte di disdette last minute alcuni alberghi sono quasi totalmente impegnati nei giorni del Salone e Fuorisalone.

L’estate è stata discreta secondo Leonardo Groppelli titolare di Hotel Mozart, Visconti e Uptwon: «Il mese di luglio è andato bene, di sicuro al di sopra delle aspettative, adesso dobbiamo sperare sul traino positivo degli eventi che si susseguiranno durante il mese; nutriamo speranza per gli eventi culturali come la settimana dell’Arte e per il cartellone dei concerti di MiTo che di solito attira anche una clientela straniera. I clienti, anche quelli del Salone, tendono a prenotare all’ultimo momento». Nota comune per tutti gli operatori l’assenza da mesi di uno zoccolo duro di clientela business come ricorda Naro: «Con un’occupazione del 40/50 per cento delle camere si riescono a malapena a coprire le spese di gestione e la categoria potrebbe trovarsi a dover affrontare problemi finanziari quando verranno meno la cassa integrazione e gli altri ammortizzatori sociali». Fra speranze e tinte fosche tutti guardano da qui alla fine dell’anno per una vera ripresa, complici i prezzi delle camere che per Milano resteranno estremamente competitivi visto l’eccesso di offerta. «I prezzi si sono abbassati per tutti», continua Gallia, «e di conseguenza la soglia della redditività ma va detto che da maggio ad oggi un flusso di turisti stranieri, di certo non paragonabile a due anni fa, non è mai mancato, segno che la città e la sua offerta d’intrattenimento tiene e in parte compensa la mancanza dei visitatori che a Milano vengono per lavoro».  (fonte Corriere)

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