Padre Pio, l’umile Santo in mezzo a noi

Cultura e spettacolo

Padre Pio da Pietrelcina è uno dei santi più venerati in assoluto in ogni parte del mondo. Di nessun Santo si è scritto quanto di Padre Pio.

Il “frate stigmatizzato” del  Gargano, questo degnissimo seguace di San Francesco D’Assisi, infiammato d’amore per Gesù Cristo, è uno  degli uomini più studiati di tutti i tempi, anche troppo,  e ogni biografia a lui dedicata va oltre i limiti della comune letteratura religiosa.

Chi conosce la vera storia della vita di Padre Pio non può fare a meno di ripensare ad un vastissimo campionario di eventi prodigiosi e guarigioni straordinarie attribuiti alla diretta intercessione di questo umile frate cappuccino (sia quand’era in vita che dopo la sua morte), che né la scienza né la razionalità attualmente sono in grado di chiarire, e che solamente nella fede possono trovare una giusta spiegazione, e sulle sue stimmate e molto si continua a scrivere (e non si è smesso neppure dopo la sua morte) come di nessun altro.

Del frate cappuccino, dalle stimmate, dai doni straordinari, dalla tonaca scura aperta al collo, con il naso largo, la barba brizzolata, dagli occhietti neri e interrogativi, e a volte dai modi bruschi, sappiamo certamente molto, ma mai tutto sulla sua tormentata esperienza terrena.

Francesco Forgione, (così si chiamava Padre Pio, prima di indossare il saio francescano)nacque il 25 maggio 1887, a Pietrelcina, in  un piccolo paesino, di contadini, sperduto del Sud, scarsamente popolato, in provincia di Benevento. Il giorno dopo, alle sei di mattina, fu battezzato nella piccola chiesa di Sant’Anna, che sorgeva a pochi passi dalla sua povera casa, dal curato don Nicola Antonio Orlando, alla presenza di Grazia Formichelli, la levatrice che fece da madrina.

I suoi genitori, Orazio (Grazio all’anagrafe) Forgione e Maria Giuseppa Di Nunzio, erano poveri contadini, ma assai devoti .

Le cronache del tempo descrivono che fin da piccolo, Francesco, (il futuro Padre Pio), aveva manifestato la vocazione religiosa di diventare “un monaco con la barba”  e ai giochi e agli svaghi preferiva passare delle ore in preghiera, in completa solitudine,  stringendo tra le mani il Santo Rosario.

Il maligno, il demonio, gli sarebbe apparso per la prima volta, sul finire del 1902, come “un uomo orrido e di smisurata altezza” e lo avrebbe scacciato, dicono i suoi biografi, “grazie all’intervento di una figura di luce, uomo di rara bellezza fulgido come il sole, forse “San Michele Arcangelo”. Da allora, e per altri molti anni, satana si sarebbe manifestato al frate cappuccino, con trucchi diabolici e in forme oscene e bestiali, tormentandolo e anche  percuotendolo.

Il 22 gennaio 1903 Francesco Forgione,  fece la sua “vestizione sacerdotale” con il saio da cappuccino, assumendo il nome di frate Pio, nel convento di Morcone, un paesino in provincia di Benevento, a pochi chilometri da Pietrelcina

Nel dicembre del 1908 ricevette gli ordini minori nel Duomo di Benevento e il 10 agosto 1910, festa di San Lorenzo, ancora nel Duomo di Benevento, venne ordinato sacerdote.

Il frate che era ormai diventato “padre Pio” celebrò la sua prima messa solenne la domenica del 14 agosto1910, proprio al suo paese, a Pietrelcina .

Nell’ottobre del 1911, durante  uno dei tentativi di Padre Pio  di riprendere la vita claustrale, fu accompagnato al Convento di Venafro, in provincia di Napoli, dove vi rimase  una quarantina di giorni. Durante la permanenza  in quel convento si verificarono i fenomeni più sconvolgenti  che si possono immaginare. Visioni, tormenti, estasi lotte con Satana, rumori che facevano scappare i frati e anche le persone che abitavano  nei pressi. Il Padre visse quasi un mese senza prendere cibo, si nutriva solo con l’ostia della Santa Comunione. Alla fine venne riaccompagnato a Pietrelcina  dove si riprese subito.

Nel 1915 fu chiamato al servizio militare e indossata la divisa  grigioverde  fu assegnato alla X Compagnia, 4° plotone, di Sanità, di stanza presso l’Ospedale Militare della Santa Trinità di Napoli.

Dopo tre lunghi periodi di convalescenza, Padre Pio fu  congedato dal servizio militare, per via  della sua malferma salute,(indebolito da crisi febbrili inspiegabili a lume della scienza), e successivamente, con il cingolo e il suo saio da francescano e il vangelo,   fu assegnato  a Foggia, nel convento di Sant’Anna.

E anche in questo convento accaddero fatti strepitosi quasi che la presenza di Padre Pio  fungesse da calamita per quel genere di fenomeni inspiegabili. Infatti di notte  il convento veniva  infestato da voci da rumori, scoppi, spaventosi attacchi del demonio e colpi terribili sulle pareti.

Il demonio ha una parte rilevantissima  nella vita di Padre Pio. Con le buon o con le cattive “il cosaccio” come lo chiamava padre Pio, sotto le più svariate forme, tentava sempre di insidiare il frate, di piegarlo al suo volere, di stancarlo, stroncarlo di farlo cadere di farlo desistere  dalla sua azione a favore delle anime, al fine di impedire  il progresso nell’amore di Dio.

Gli interminabili e poderosi attacchi diabolici contro padre Pio, si protrarranno  fino agli ultimi  giorni di vita di lui. Sembrerebbe un paradosso ma proprio le ininterrotte vittorie del frate cappuccino, su gli assalti dell’essere demoniaco, aiutano Padre Pio, per la conversione delle anime degli uomini nella maggiore gloria di Dio.

Ma il clima di Foggia non era però molto favorevole alla salute di Padre Pio. Il caldo soffocante gli toglieva il respiro. Il 2 luglio, su invito di un suo confratello, decise di andare per qualche giorno a San Giovanni Rotondo, un paesino sul Gargano, aspro e roccioso,  a circa 600 metri sul livello del mare.

Pare che la frescura e la profonda quiete di quel paesetto montano sul Gargano, dall’aroma di terra bagnata  e dall’aspro afrore di gregge, (uno sperone d’Italia, che divide il tavoliere delle Puglie con il mare Adriatico), gli fece bene e pertanto fu proprio Padre Pio a chiedere al padre Provinciale il permesso di trasferirsi sul Gargano, al convento di Santa Maria delle Grazie.

Infatti il 4 settembre 1916 padre Pio salì al piccolo convento sull’altopiano Garganico di San Giovanni Rotondo (dove vi era il convento e la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie) dove  in quell’oasi di pace, isolata dal mondo, rimase la sua dimora per tutta la vita.

In seguito, a questo frate cappuccino, che davvero era nato e vissuto come ogni figlio di poveri, d’improvviso accade un fatto misterioso: assorto in preghiera (20 settembre 1918) nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, in quel convento dei cappuccini a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, quando improvvisamente sul suo corpo apparvero le stimmate, le ferite sul Calvario della Passione di Cristo, visibili e permanenti, che sanguinavano, come quelle di  Gesù Cristo.

Quello che veramente accadde nella carne dell’umile cappuccino  Padre Pio e dentro la sua anima, in quel 20 settembre 1918, non lo sapremo mai, rimarrà con i misteri spirituali dei grandi mistici della santità, che hanno avuto la fortuna di essere in contatto con il Signore e di portare in vita i segni della passione e della testimonianza di  Gesù Cristo.

La storia di Padre Pio cominciò da qui, poi il Signore, con i suoi progetti, ha fatto il suo corso. La fama del fraticello di San Giovanni Rotondo, che aveva ricevuto le stimmate di Cristo, che sarebbero rimaste visibili fino alla morte,  si diffuse rapidamente come una fiammata.

Le stigmate della Croce di Nostro Signore,  furono il fenomeno che maggiormente resero famoso  Padre Pio, ma furono anche la sua croce.

Da quel momento cominciò un incessante pellegrinaggio di gente e curiosi che volevano assistere alla messa e vedere e toccare le piaghe miracolose di quel Santo  stigmatizzato del Gargano, con sgargianti paramenti sacri, e sentire i profumi misteriosi (qualcuno ha paragonato a quello delle viole, qualche altro misto di rose e ciclamini) che emanavano dalla sua persona, scatenando un incredibile fervore religioso non solo in Italia ma anche nel resto mondo.

Ma, pur essendo palesemente un uomo di Dio, attorno alla popolarità del frate con le stimmate, sono nate a quel tempo,  a dispetto non poche polemiche e anche intrighi e congiure, seguite prontamente, come sempre accade, da dolenti vicende e scandali. E’ una lista abbastanza lunga quella “dei molti” misteriosi accusatori, del frate, che lo hanno assiduamente perseguitato, con esagerate storie spregiudicate e vicende ripugnanti. Le molteplici persecuzioni in malafede e sconcertanti, contro il padre stimmatizzato sono durate decenni. In quegli anni di “difficili tempi” il frate del Gargano rimase a malincuore chiuso in se stesso e in silenzio, in rigore delle regola francescana.

Il suo animo ha conosciuto le agonie e i suoi occhi le lacrime, anche se poco avvertite dagli altri. Padre Pio, trovava la sua difesa nella fede, nel silenzio pieno di Dio e soprattutto  nel Rosario, “arma” da cui Padre Pio non si separò mai. Padre Pio, nella più totale umiltà, e malinconia, accettò con obbedienza tutti i “provvedimenti”, emessi dai suoi superiori e dalla gerarchia ecclesiastica“, e continuò nonostante la rassegnata tristezza a tenere un comportamento dignitoso.

Ma il tempo alla fine, stroncò qualsiasi maldicenza, tanto che tutti i provvedimenti e le ombre delle accuse sulla santità dell’umile frate vennero ritirate.

L’esistenza terrena di Padre Pio è stata interamente accompagnata da episodi incredibili e misteriosi difficilmente analizzabili. Clamorose conversioni, episodi di bilocazione, digiuni lunghissimi,  interventi prodigiosi  spirituali  di ordine soprannaturale, e guarigioni straordinarie compiute con la sola forza della fede.

Padre Pio aveva un suo modo originale di parlare, uno stile di comunicazione umana. Sapeva guarire i mali dello spirito, per la salvezza delle anime disorientate e smarrite tra i flutti del mare burrascoso della vita di tutti i giorni. Sapeva far ritrovare la fede a chi l’aveva perduta, sapeva dare conforto a chi era disperato ed era in grado di leggere nell’animo delle persone.

Nella ricca casistica dei miracoli, eventi prodigiosi, che sono stati attribuiti a Padre Pio da Pietrelcina, (sia quando era in vita e sia dopo la sua morte avvenuta nel 1968) possiamo trovare guarigioni di malati terminali di tumori, non vedenti, paralitici, che hanno riacquistato in parte o totalmente la vista o l’uso degli arti. Tutti casi straordinari dove la medicina e gli studiosi non ha saputo a tutt’oggi dare una spiegazione scientifica.

Ma padre Pio non mancava mai di sottolineare che lui poteva solo pregare, “nella sua angusta  cella”,  e che “i miracoli” solo Dio era in grado di compierli.

Come Cristo, padre Pio fu umile e povero, e non solo per il voto di povertà, professato in un Ordine caratterizzato, nei suoi inizi e nella sua successiva riforma da povertà effettiva, ma perché di fatto la sua vita di frate cappuccino la visse  in una cella umile  e angusta in un convento del Mezzogiorno D’Italia.

E proprio nel freddo della “sua angusta cella”, con il letto in fondo a sinistra e sulla parete un grande quadro  della Madonna delle Grazie e un crocifisso  intagliato nel legno, nacque l’idea della grandiosa  opera una struttura ospedaliera da lui stesso chiamata la“Casa Sollievo della Sofferenza, (un opera che sarebbe  costata miliardi)un ospedale all’avanguardia  per  in cui  gli ammalati potessero trovare assistenza, fraternità  e cure.

E la divina provvidenza non fece mancare il suo intervento.  Il 5 maggio 1956, il gigantesco complesso  ospedaliero fu inaugurato. Alla solenne  manifestazione intervennero autorità della Chiesa  e dello Stato. I fedeli furono circa quindicimila. Il cuore di padre Pio scoppiò di gioia. Il suo desiderio, questa realizzazione miracolosa, punta di diamante della scienza medica,   era stato esaudito.

La struttura ospedaliera, (opera fortemente voluta da Padre Pio) vanto e orgoglio del meridione d’Italia, per la tecnica e la scienza,  aprì i suo battenti  ai più grossi luminari della medicina  mondiale che decisero  di prestarvi la propria opera, chi stabilmente, chi in forma saltuaria,  per la sofferenza morale e fisica dell’umanità.

Padre Pio concluse la sua vita terrena alle ore 2,30 del mattino  del 23 settembre 1968, nella sua cella, la numero 1 del convento di San

I frati confratelli pregano intorno alla salma di padre Pio, San Giovanni Rotondo, 26 settembre 1968. 

Giovanni Rotondo, pronunciando ripetutamente i nomi di Gesù e Maria.

Il “Santo del Gargano” era vecchio e molto malato. I suoi grandi occhi era infuocati, non di dolore, ma di una grande bontà. La sua vita era stata un continuo contatto con il Signore.

L’aspetto interessante è che, dopo molti anni dalla sua morte, continuano le guarigioni miracolose. Il 2 maggio 1999 il Pontefice Giovanni II lo ha proclamato beato e poi, dopo un lungo iter processuale  ecclesiastico,  il  16 giugno 2002 in Piazza San Pietro, ancora il papa Giovanni Paolo II,con una solenne cerimonia, ha proclamato Santo Padre Pio. La fama spirituale di Padre Pio, il “Cappuccino di Pietrelcina” è tutt’ora incarnata da migliaia di Gruppi di preghiera intitolati al suo nome e diffusi in tutto il mondo.

 

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Riferimenti Bibliografici

Enrico Malatesta, “Padre Pio…Sotto il peso della Croce”, Edizioni Deltavideo srl Milano, Pima Edizione, 1991.

Antonio Pandiscia “Un contadino cerca Dio Padre Pio” Edizioni Paoline,1990.

Mario Cinelli –  Lorenzo Gulli “Padre Pio Giovanni XXIII I papi del Monaco Santo”-Rai Eri- Editoria Periodica e Libraria Ed.2002.

Stefano Campanella “I tre misteri della morte di Padre Pio” Ed. San Paolo 2018.

Fabrizio De Santis, Coll. Gente Famosa,”Padre Pio”. Ed. Longanesi, 1966.

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