Sala privilegia le femministe di sinistra di via Marsala 8. De Pasquale “Nuovo capitolo di affittopoli”

Fabrizio c'è Milano

A riprova che il Comune si fa concavo o convesso per seguire le convenienze in periodo pre-elettorale c’è una delibera del Comune che ha disposto: gli spazi di via Marsala 8 verranno riassegnati ad una associazione femminista, a condizioni di favore. Dal 2013, l’immobile è in uso gratuitamente alla Casa delle Donne. Il comodato accordato a prezzi irrisori, meno 70%, comprova il favoritismo e la destinazione rossa e radical chic, operati scientemente dall’attuale Giunta, molto politicamente corretta e settoriale

Per il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Fabrizio De Pasquale, «è scandaloso che la scuola Montessori di via Marsala paghi uno sproposito di affitto, mentre il Comune consente ad una associazione collaterale al centrosinistra, che fa per lo più attività politica, di tenersi una sede prestigiosissima a cifre irrisorie. Il tutto quando il Comune sposta molte delle sue sedi in periferia per contenere le spese. Da quell’immobile in via Marsala, prosegue De Pasquale, si potrebbero ricavare in sei anni cifre enormi da investire in scuole, case popolari e servizi ai cittadini. A mio avviso, siamo di fronte a un nuovo capitolo di affittopoli».

Ma la bulimia di soldi di Sala è all’ordine del giorno: tre bandi con affitti alle stelle non hanno ancora deciso tutti gli affittuari della Galleria, si vendono palazzi storici, si cerca di incassare con le multe (Area B-C) ecc. Palazzo Marino nell’ultima delibera, scrive Libero, fa “ riferimento ai temi connessi alla parità di genere indicati come prioritari nell’ambito delle strategie relative al Recovery Plan e nei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR).” Per dire che l’uso è sostanzialmente per donne di sinistra, quelle che ignorano Saman, che vanno in piazza per sostenere i diritti apparentemente di tutti, ma non di chi soffre per violenza, che vedono il razzismo dove non esiste, che fanno salotto per masturbarsi mentalmente con la rivoluzione del linguaggio voluto dalla Boldrini.

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