Lutto nell’editoria e in Forza Italia: è morto Livio Caputo

Politica

Circa un mese fa la direzione del quotidiano ‘Il Giornale’, dopo le dimissioni di Alessandro Sallusti,viene assunta ad interim da Livio Caputo, 87 anni, una delle storiche firme del quotidiano, grande amico di Indro Montanelli. “Onorato e felice” scriveva nell’editoriale, dopo la designazione.

Considerato uno degli esponenti più in vista del movimento liberale italiano, nel 1994, dopo essere stato candidato al Senato con Forza Italia nel collegio di Bergamo, fu eletto e divenne prima vice-capogruppo vicario e dunque sottosegretario agli Affari Esteri. Nel 1996 non venne rieletto, ma l’anno successivo entrò nel Consiglio comunale di Milano, dove era rimasto fino al 2006.

I liberali ricordano il suo impegno e l’onestà intellettuale professati con lucida condivisione. E’ scomparso un grande giornalista e scrittore che era nato a Vienna il 24 agosto del 1933: padre piemontese di ascendenze napoletane e madre triestina.

Dopo una laurea in Giurisprudenza a Torino, iniziò la carriera giornalistica a cui si era dedicato già negli anni dello studio, diventando corrispondente da Bonn per il Corriere d’Informazione e il settimanale Gente, per poi trasferirsi a Londra come inviato dei quotidiani Il Resto del Carlino La Nazione e del settimanale Epoca.

Nel 1979 è subentrato a Nino Nutrizio alla guida del quotidiano La Notte, restando in carica fino al 1984, quando il giornale venne ceduto al gruppo Rusconi. Passato al Corriere della Sera come capo dei servizi esteri, nel 1992 tornò al Giornale come vicedirettore. La collaborazione era proseguita fino ad oggi, con articoli di politica estera e con la rubrica quotidiana di risposte alle lettere dei lettori, con titolo “Dalla vostra parte”.

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