Il nuovo Giardino Zen di Piazza Piola

Milano

Inizio oggi la mia collaborazione con “Milano Post”. Un grazie a Fabrizio de Pasquale per la sua proposta che ho accolto con piacere.

Mi sono chiesta spesso quale argomento scegliere per il mio esordio. I temi non mancavano, purtroppo. La scarsa sicurezza, la manutenzione delle strade, il traffico condizionato da un numero enorme di piste ciclabili, e non ultima la situazione pandemica che sta mettendo in ginocchio la nostra città. Ci sarà senz’altro occasione di farlo a breve.

Ma mi è sembrato giusto iniziare con quello che è il mio “obiettivo” per la città dove vivo da dieci anni, e a cui tengo enormemente: la cultura.

Domenica pomeriggio ho potuto presenziare alla inaugurazione del nuovo Giardino Zen di Piazzale Piola in Città Studi, riqualificazione dello spazio verde esistente ora intitolato a Teresa Pomodoro, sorella di Livia Pomodoro che lo ha fortemente voluto.  Progettato dal Teatro No’hma con cui Teresa Pomodoro aveva a lungo collaborato, il luogo offre sensazioni particolari ed è da visitare, raccontarlo in poche righe non sarebbe esaustivo.

Mi auguro che i cittadini, gli studenti universitari, e chiunque lo attraverserà – come auspicato da Livia Pomodoro affidandolo a tutti noi – ne sappiano apprezzare e rispettare le forme, le sculture di Kengiro Azuma e, non ultimi, i meravigliosi ventuno ciliegi in fiore che lo adornano.

Per me è stato un assaggio di ritorno alla normalità, questo è un piccolo esempio di ciò che può fare la cultura.

Ida Vouk

3 thoughts on “Il nuovo Giardino Zen di Piazza Piola

  1. A proposito di punti di vista sulla cultura espressa dal giardino Zen di Piazza Piola, esiste anche quello scritto da Paolo Pileri con l’articolo “Il cuore di cemento di Sala in Piazza Piola” , ripreso da Milanopost del 15 Aprile 2021.

  2. Dall’articolo del Pileri, su menzionato, riporto:
    La nostra città vuole essere resiliente, vuole essere protagonista della transizione ecologica, deve essere ossessionata dalla sostenibilità – Piazza Piola come chissà quali altre situazioni in città, possono essere un laboratorio per una urbanistica verde che impara ad agire negli interstizi cercando a tutti i costi di aumentare il verde, migliorando gradevolezza e microclima e non consumando neppure un centimetro quadrato di suolo –
    Paolo pileri sei un povero illuso e tutti quelli come che credono come te. Perchè tu credi nel dio dell’ecologia, mentre i tuoi condizionatori espellono calore nell’atmosfera della ”bollente MIlano”. Tu usi i verbi volere, dovere, potere a nome di chi? hai forse vinto un referendum con i due terzi dei voti degli aventi diritto, si badi bene, non solo con la maggioranza degli usuali sparuti votanti? Lo sai che gran parte degli scenziati ritiene il cambiamento climatico inarrestabile? Se spegnessimo subito tutti i motori ed azzerassimo le emissioni di gas serra, la Terra continuerà a scaldarsi. L’inerzia del sistema è tale che serviranno secoli se non millenni per arrivara ad un nuovo equilibrio.
    Ne sei conscio Paolo Pileri o vivi di sogni verdi? L’attenzione all’ambiente a Milano la abbiamo da decenni, basta vedere le colate di cemento volute dagli archistar a Porta Nuova o a City Life. Per altro pietosamente coperte da un sottile velo di erbetta. E cosa succederà negli ex scali ferroviari? Quanto PM10 sarà prodotto da scavi e cementificazione? Tu e il tuo sindaco verde vestito fate solo della propagande elettorale, cercate di gabbare la cittadinanza con pietose bugie.
    Il Comune di Milano ha deliberato recentemente di istituire la figura del garante del verde e del suolo a cui spero verrà utile questa memoria, tu scrivi. Ed il garante della volontà dei cittadini quando lo istituiamo?

  3. dopo Bergamo, Genova, Verona, ecc. anche Milano si attrezza con panchine anti-clochard.
    Milano l’è proprio un gran Milan, col cuor in man.

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