Il commento di Luciano: 29a giornata di serie A

Sport

Buona Pasqua e bentornati amici sportivi, dopo la lunga pausa caratterizzata, fortunatamente, anche da ottimi risultati per la nazionale azzurra.

Il campionato riprende ora la sua avventura che si preannuncia interessante, nonostante i continui disturbi causati dalla pandemia e nonostante anche una situazione di classifica che, grazie a diversi risultati a sorpresa, sta via via consacrando l’Inter come la più attendibile e probabile vincitrice del torneo. Situazione infatti che si rafforza proprio in questo turno pre-pasquale, in cui il Milan di scena a S.Siro contro la Sampdoria, inciampa clamorosamente rischiando prima la sconfitta fino a 3 minuti dal termine regolamentare, quando agguanta prima un pareggio ormai quasi insperato e alla fine dei 5′ di recupero rischia anche di vincerla. E la Juventus, dal canto suo, non fa certo di meglio rischiando di perdere nel derby con il Torino, arrivando ad un pareggio nel finale che la premia oltre i meriti.

Vediamo sinteticamente come è andato questo rientro faticoso dei rossoneri, dopo la pausa di 2 settimane. Nel lunch match della 29a, a San Siro finisce 1-1 con la Sampdoria. Succede tutto nel secondo tempo: vantaggio blucerchiato col 10° gol stagionale di Quagliarella su disastro difensivo di Theo Hernandez, che sciaguratamente appoggia in orizzontale un pallone poco fuori area, di cui si impadronisce l’eterno attaccante blucerchiato che beffa astutamente Donnarumma fuori posizione, e insacca dai 30 metri con un preciso pallonetto.  Poi, dopo il rosso ad Adrien Silva, Ibrahimovic e compagni si svegliano e trovano il gol con Hauge all’87’ e un palo di Kessié al 93′. La band di Pioli, al secondo posto, sale a 60 punti. Samp tranquilla nel suo presidio di centro classifica a quota 36.

Lunga serie di incontri nel pomeriggio, tra cui appunto il derby torinese allo stadio Olimpico Grande Torino, conclusosi in parità (2-2), con la Juventus costretta ad inseguire dopo il vantaggio iniziale di Chiesa. Pareggio di Sanabria, che ad inizio ripresa sfrutta l’errore grave di Kulusevski e segna anche la sua personale doppietta. Nel finale rete di Ronaldo e palo di Bentancur. Pareggia ancora la Juve di Pirlo, che nel complesso non convince. Poco coordinata, spesso messa male, prevedibile e ben contrastata da un Torino generoso. I bianconeri perdono così altri 2 punti rispetto all’Inter, in testa e sempre più lontana grazie all’ennesima vittoria, la numero 9 consecutiva. Buon punto in ottica salvezza, invece, per i granata protagonisti di una partita orgogliosa, come si conviene per un derby che stavolta non avrebbero meritato di perdere.

Altro incontro interessante Atalanta-Udinese, con i nerazzurri bergamaschi che impiegano 18 minuti per bucare la difesa friulana con Pessina e raddoppiare al 43′ con il solito Muriel, ma un gol proprio allo scadere di Pereyra restituisce una ripresa tutta da vivere. Atalanta che si è ben espressa senza impressionare particolarmente, come altre volte ha fatto in passato, ma nella ripresa spinge sull’acceleratore e mette alle corde l’Udinese, che al 60′ subisce la terza rete da Zapata grazie ad un prezioso servizio di Malinowskyi. Sembra ormai chiusa ma è solo un’apparenza, perché l’Udinese ha ancora un sussulto e al 71′ accorcia ancora le distanze con Stryger-Larsen, senza tuttavia risultare determinante per il risultato finale,  che vede l’Atalanta vincente (3-2) e più che mai in corsa per la zona Champions.

Allo stadio Maradona di Napoli, gli azzurri di Gattuso affrontano un Crotone in una partita divertente, in cui le qualità dei partenopei emergono a suon di gol, ma con il Crotone che non sta a guardare. Primo tempo che si chiude scoppiettante con i padroni di casa in vantaggio 3-1, grazie a Insigne (19′), Osimhen (22′), Simy (Cro, 25′ e Mertens (34′). Punteggio che rischiava di arrotondarsi al 4-1 quando Mertens sfiora la doppietta personale colpendo la traversa. Invece è il Crotone a riprendere la partita, appena tornato in campo ad inizio ripresa con Simy, ancora lui al 48′ su azione da calcio d’angolo con palla spizzicata da Messias.  Al 57′ reagisce il Napoli con Insigne che cerca di beffare Cordaz con un pallonetto che sfiora il palo, ma clamorosamente il Crotone agguanta il pareggio con Messias al 59′. Partita davvero senza fine, per merito anche del Crotone che non vuole saperne di alzare bandiera bianca, ma è di nuovo il Napoli che al 72′ torna avanti con Di Lorenzo che batte Cordaz dal limite destro dell’area. 3-2 e stavolta il punteggio rimane intatto fino al termine, con 3 punti preziosi del Napoli in chiave Champions.

Sassuolo-Roma al Mapei Stadium, un primo tempo che la Roma chiude in vantaggio grazie ad un calcio di rigore (atterramento in area di Perez) al 26′, realizzato da Pellegrini, ma il Sassuolo risponde appena ad inizio ripresa (58′) con Traorè su azione da corner. La Roma non ci sta e torna in vantaggio al 69′ con Peres a conclusione di un’altra azione personale di Spinazzola, che fa fuori Toljan e crossa per il brasiliano che insacca. Il Sassuolo non si arrende, e all’85’ torna in parità: Oddei centra per Raspadori, che elude la marcatura di Cristante e davanti a Pau Lopez non sbaglia. Un pareggio (1-1) che sicuramente non soddisfa quelle che erano le ambizioni della Roma, ma nel computo totale della partita si può definire risultato abbastanza equo.

All’Olimpico c’è la Lazio che ha di fronte lo Spezia, avversario che oggi in molti guardano con rispetto dopo le ultime prestazioni. Avversario sempre ostico, anche se si riesce a superarlo lo si fa sempre con molta fatica, per informazioni chiedere al Milan. E’ Felipe Caicedo, entrato dalla panchina nel finale, che regala alla Lazio una vittoria di siderale importanza in chiave Champions e risolve problemi. Non era bastato, in precedenza, un gol di Lazzari (poi espulso) in campo aperto neutralizzato da una rovesciata in stile acrobatico di Daniele Verde, attaccante di scorta per Italiano. Finale da far west: saltano i nervi e viene espulso anche Correa con Agudelo a sfiorare lo stesso destino. Vittoria biancoceleste (2-1) dedicata a Daniel Guerini, con tanto di maglietta-ricordo. Lazio sesta a quota 52 dopo terza vittoria consecutiva, Spezia tranquillo solo in caso di sconfitta del Torino nel derby della Mole, che invece per poco non diventava vittoria.

Al Sardinia Arena festa veneta, Cagliari-Verona si è concluso col punteggio di 0-2. Dopo tre sconfitte di fila (mai successo nella gestione Juric) si rialza il Verona in una partita sportivamente drammatica. Barak, su assist di Veloso, segna al 54′ ma il Cagliari fa di tutto per agguantare il pareggio. Tante occasioni, un palo clamoroso colpito da Simeone e al 99′ ci pensa Lasagna, in campo aperto, a fissare lo 0-2. Sardi sfortunati e terzultimi in classifica a meno uno dal Torino che, però, ha due gare da recuperare. Espulso Juric per proteste all’89’.

Benevento-Parma, si è concluso con un pareggio, 2-2. Dopo un primo tempo in cui Glik è riuscito a concretizzare una delle poche occasioni da rete, nel secondo tempo è arrembaggio Parma: il subentrato Kurtic appoggia di testa il pareggio, ma proprio nel momento migliore dei Ducali, Ionita ribadisce in rete su corner. Ci pensa allora il 22enne rumeno Dennis Man a pareggiare in extremis. Gli uomini di D’Aversa accorciano di una lunghezza sul Torino in 17esima posizione, riscattando un trend negativo che li aveva affossati in penultima posizione. Il Benevento ottiene il secondo risultato utile consecutivo, dando continuità al trionfo maturato con la clamorosa vittoria sulla Juventus.

Un punto a testa, un piccolo passo in avanti per entrambe verso l’obiettivo salvezza: Genoa e Fiorentina non si fanno troppo male, con un pareggio (1-1) tutto sommato equo al termine di una sfida comunque giocata a viso aperto. La sblocca Destro, dopo 13 minuti sul servizio centrale di Scamacca, realizzando il suo decimo centro in questo campionato e interrompendo un digiuno che durava da sei partite. La Fiorentina, però, non ci sta, e a rimettere in equilibrio il risultato ci pensa il solito Vlahovic: sponda di testa di Castrovilli e girata in area del numero 9 viola, una conclusione ad incrociare che non lascia scampo a Perin. Nel secondo tempo Ribery rimedia un rosso diretto per un intervento decisamente in ritardo ai danni di Zappacosta, ma anche in 11 contro 10 il Genoa non riesce a trovare il guizzo giusto per incanalare il match sui binari favorevoli. Finirà così, tra le polemiche rossoblu per un rigore non concesso in pieno recupero per un presunto fallo in area ai danni di Zappacosta.

Ultima partita a conclusione di questa giornata, a Bologna, dove l’Inter capitalizza con il minimo scarto (1-0) e con modesto sforzo una vittoria che potrebbe essere il sigillo definitivo verso lo scudetto. Una Inter spietata al rientro dalla sosta nazionali, gli uomini di Conte archiviano la pratica Bologna grazie al 20° gol stagionale di Romelu Lukaku  al 30′ (su assist di Bastoni) e volano a +8 dai cugini rossoneri, fermati a San Siro dalla Sampdoria nel lunch match. Un buon Bologna, che in qualche occasione ha impegnato Handanovic in interventi all’altezza della sua fama e della sua attuale forma, decisamente tornata ai livelli dei giorni migliori. Mercoledì i nerazzurri è in programma il recupero della partita contro il Sassuolo, a suo tempo rinviata causa positività Covid di 4 giocatori di Conte, e la capolista avrà una ulteriore possibilità di incrementare il già cospicuo vantaggio sulle inseguitrici.

E’ tutto per questa Pasqua, ancora inquinata da un evento che resterà purtroppo nella storia non solo calcistica. L’augurio migliore è che tutto possa tornare alle origini, anche se con gradualità, e gli stadi desolatamente vuoti tornino a popolarsi per riportare in vita quello che, assieme ai gol, è l’essenza dello sport stesso: il pubblico, i tifosi, il boato della folla, i cori e le coreografie. Arrivederci quindi alla 30a che inizierà Sabato 10 Aprile con 3 incontri: Spezia-Crotone, Parma-Milan e Udinese-Torino.

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