Milano non ha ancora speso i fondi del Piano Renzi. I cantieri lumaca del Sindaco Sala

Fabrizio c'è Milano
Una cosa è  l’impegno che Beppe Sala mette nella campagna elettorale. Altro è quello che mette per mantenere le scuole milanesi in ordine.
Nel 2012 è stata chiusa la scuola Cardarelli e spostati gli alunni in Via Scrosati e Massaua. Siamo al 2021 e non è nemmeno partita la ricostruzione, mentre la fine lavori era prevista per il 2018 e comprendeva anche la bonifica. Il Comune ha cincischiato fino al 2016 facendo deteriorare l’amianto e  contaminare di più il terreno. In Via Magreglio / Via dei Cignoli i genitori avevano addirittura fatto una petizione perché la scuola era ancora  utilizzabile e loro temevano i soliti “ritardi” del Comune. Infatti gli alunni che dovevano rientrare nel 2019 rimarranno in via Sapri per molti anni ancora perché al posto della scuola ci sono un buco e parecchi alberi storici in meno.
Cosa unisce queste 2 scuole? Erano state inserite nel Piano Renzi e il Comune aveva ricevuto un cospicuo finanziamento per riqualificare: 10 milioni di euro.
La politica di edilizia scolastica della sinistra è stata fallimentare: alunni in classe col caschetto, scuole al freddo, certificati antincendio che mancano in metà scuole. Interventi di manutenzione col contagocce, lentezza nei lavori e incapacità di rispettare i  tempi. A  questi ritmi il patrimonio di 500 scuole comunali può solo peggiorare. Sala non può invocare l’assenza di fondi perché  non è riuscito a utilizzare i più di 10 milioni del piano Renzi a causa dei suoi cantieri lumaca. La verità è che Sala non si è mai interessato del funzionamento della macchina Comunale nonostante la sua origine manageriale. Così  la progettazione e il controllo dei cantieri sono in perenne ritardo.
Dunque, alla faccia dei tanti comitati di genitori che hanno appoggiato il PD,  il Sindaco si è proprio disinteressato della manutenzione scolastica, tra l’altro bastione di una politica di educazione e di uguaglianza dei diritti. Poi però solidarizza con gli studenti per le chiusure. Faccia il suo mestiere e magari usi il lock down per accelerare i cantieri e sistemare  ad esempio i giardini e i cortili in vista dei campus estivi.

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