Fabbrica del Vapore: convegno “Milano. Quale futuro del trasporto e della Città”

Milano

“Se l’appeal di una città nel mondo dipende da numerosi fattori – in primis bellezze naturali e culturali, capacità di accoglienza, enogastronomia, qualità di vita e quindi dei servizi; insomma, funzionalità e cultura –  ne discende che il visitatore straniero, soddisfatto, non si limiterà a fornire il proprio apporto economico immediato all’economia della città spendendo in alberghi, ristoranti, negozi: ma, una volta tornato nel suo Paese, ne diventa il più efficace ambasciatore invogliando altri a visitarla. E non si parla di soli turisti: ma anche di imprenditori che vedono in quella città il luogo ideale per investirvi”. Achille Colombo Clerici,  Presidente di Assoedilizia,  ha così riassunto i motivi dello sviluppo di una città –  Milano –  innumerevoli volte citata quale motore d’Italia in Europa e nel mondo ed oggi seriamente ferita dalla pandemia, al webinar  “Il trasporto pubblico di Milano” organizzato da Giampaolo Berni Ferretti, Presidente dell’Associazione Milano Vapore. Le iniziative culturali e sociali dell’Associazione  sono quest’anno incentrate sulla città di Milano e sulle indispensabili innovazioni irrinunciabili per la ripresa. Invitati: Gabriel Meghnagi (Presidente delle reti associative di Confcommercio);  Giorgio Goggi, (già Assessore al Traffico nelle Giunte Albertini); Gianluca Pellegrini (Direttore di Quattroruote); Gianantonio Arnoldi (Vice-Presidente FNM Group); Fabrizio De Pasquale (Presidente del Gruppo di Forza Italia al Comune di Milano). Moderatrice Fausta Chiesa, giornalista del Corriere della Sera. Il traffico urbano è una componente fondamentale della vivibilità della città. Per Berni Ferretti  “Milano è passata da una gestione del traffico urbano teso alla sua fluidificazione e ad una responsabilizzazione delle case automobilistiche sull’emissione del PM10 delle vetture (ecopass), che c’è stata, durante le Giunte Albertini e Moratti, ad una gestione del traffico urbano, con Pisapia e Sala, che soprattutto alla luce degli ultimi interventi con la realizzazione, per esempio, delle piste ciclabili e per i monopattini da corso di Porta Venezia a Sesto San Giovanni, ritarda e paralizza, rendendo gravosissima la circolazione automobilistica.

Senza che, nonostante la riduzione del traffico dovuta al lockdown, città e regione abbiano registrato una apprezzabile riduzione dell’inquinamento”. Si tratta quindi di intervenire anche – ma non solo, va ridotta la circolazione delle auto più inquinanti nonché incentivato per i meno abbienti  l’acquisto di vetture più ecologiche e il trasporto pubblico  -– sulle metodologie di riscaldamento estendendo le reti di teleriscaldamento sulle quali Colombo Clerici e Berni Ferretti si sono dichiarati concordi: così è avvenuto – rara avis – che maggioranza e opposizione del Municipio 1 hanno votato concordi.  Contributi pure molto interessanti sono giunti dagli altri relatori. Per citare: Andreoli: l’alleanza ferroviaria Fnm-Trenitalia trasporta più passeggeri che nel resto d’Italia. Goggi: a Londra e Parigi si stanno realizzando piste ciclopedonali su sedi diverse da quelle percorse dal traffico automobilistico e metropolitane circolari  stanno collegando rapidamente i sobborghi al centro metropolitano. Pellegrini e De Pasquale: riservare alle vie secondarie le piste ciclopedonali parallele alle arterie di grande scorrimento e  prolungare le MM fino alle estreme e popolose periferie .  Chiudendo l’intervento, Colombo Clerici ha richiamato l’attenzione sulla necessità che Milano e la sua regione debbano ragionare con più alte prospettive: al centro, come sono, di uno snodo logistico europeo perno tra due mari, Mediterraneo e Nord, i cui traffici sono destinati ad aumentare in maniera esponenziale, va urgentemente potenziato il sistema ferroviario europeo Corridoio 24 che collega in particolare Genova, Trieste, Venezia da parte italiana con Rotterdam, Anversa, Amburgo. I Paesi centro europei, a cominciare dalla svizzera con AlpTransit, sono in tal senso in piena attività. Si deve sbrigare anche l’Italia.

Benito Sicchiero

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