Il commento di Luciano: 18a ed ultima giornata del girone di andata serie A

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Buon lunedì, amici calciofili, siamo al classico “giro di boa” del campionato, e da definire c’è la platonica assegnazione del titolo di campione d’inverno. Tutte le lombarde, nelle prime posizioni della classifica, scendono in campo negli anticipi di sabato 23 Gennaio.  A prendersi la scena sono ovviamente Milan e Inter che,  rispettivamente, contro Atalanta e Udinese cercheranno di tenere le distanze e, dalla sponda nerazzurra, possibilmente ridurle o annullarle nel caso di sconfitta rossonera. Impegni da non sottovalutare per entrambe, specie per il Milan che affronta la squadra di Gasperini terza forza del campionato. Fischio d’inizio alle 18 per tutte, e nel frattempo c’è da annotare l’anticipo di venerdì tra Benevento e Torino, terminato 2-2 con pareggio “last time” granata. Dopo che la “strega” di Pippo Inzaghi si era portata in doppio vantaggio al 32′ con rigore di Viola , e al 49′ con il raddoppio di Lapadula, nel secondo tempo e nel finale la rimonta del Torino al 51′ e 93′ la doppietta di Zaza.
Prima delle lombarde, tuttavia, alle 15 di sabato si scontrano all’Olimpico Roma e Spezia in un duello che ha il sapore della rivincita,  dopo l’amara serata di coppa Italia in cui proprio lo Spezia ha eliminato i giallorossi.  Alla fine, vendetta si compie ma con estrema fatica : una sequenza di gol che cambiano in corsa il risultato, e solo a pochi secondi dal triplice fischio, alla Roma i tre punti e una boccata d’aria fondamentale. I giallorossi si riscattano partendo fortissimo, trascinati da un super Borja Mayoral, che sblocca il punteggio dopo 17 minuti. Ma lo Spezia agguanta il pareggio in meno di 10 minuti con Piccoli, costretto però a lasciare il campo poco dopo per un problema muscolare. Nella ripresa la Roma ne ha di più, e si porta nel giro di pochi minuti sul momentaneo 3-1, grazie all’uno-due micidiale siglato Mayoral-Karsdorp. Gli ospiti però sono irriducibili, rispondono riuscendo ad accorciare subito le distanze con Farias. In pieno recupero lo scoppiettante finale: il neo entrato Verde sfrutta un errore di Smalling e sigla al 90′ il gol del nuovo pareggio dello Spezia. La Roma sobbalza indignata, e trascinata dal capitano Pellegrini riesce a spuntarla in pieno recupero, fissando il punteggio sul 4-3Fonseca salva la propria panchina, in casa giallorossa sembra poter tornare il sorriso dopo una settimana agitata.
E veniamo ai risultati più attesi, sulla direttrice Milano-Udine. A S.Siro, altra notevole impresa dell’Atalanta, ma meno sorprendente di quanto si creda. In pratica, il Milan ha replicato la mediocre prestazione esibita contro la Juventus, perdendo ancora più nettamente, un 0-3 che non ammette scuse considerando che oltre alla presenza del faro Ibrahimovic, è sceso in campo nella ripresa anche il nuovo acquisto Mandzukic. Una Dea meravigliosa, che quando gioca così raggiunge livelli da big europea. A segno per i bergamaschi Romero nel primo tempo, poi Ilicic su rigore e Zapata nella ripresa. Il Milan di Pioli, nonostante questa sconfitta, rimane in vetta alla classifica a 2 punti dall’Inter, e si laurea campione d’inverno, mentre l’Atalanta di Gasperini sale a sette punti dal primo posto, in terza posizione.

E l’Inter che fa? Vorrebbe fare all’Udinese almeno ciò che aveva fatto alla Juventus, ma non fa nulla più che raccattare un punticino, proprio in quel di Udine dove solo il turno precedente aveva visto la stessa Atalanta ottenere lo stesso risultato, ma in rimonta. Uno 0-0 scialbo, che avrebbe comunque potuto schiodarsi in più di una occasione, e non lo ha fatto perché i nerazzurri sono parsi un po’ scarichi, mentre l’Udinese oppone tenace resistenza in trincea difensiva, ma davanti non può vantare presenze del calibro degli attaccanti interisti.
I boys di Conte, attesi ad una conferma dopo la convincente vittoria contro la Juventus, mancano il bersaglio anche complice una certa flessione atletica di cui pare essere vittima Lukaku, il suo bombardiere principe, e del suo gemello Lautaro che persiste nell’andare vicino al gol ma non oltre. Anche per merito dei portieri che sembrano avere una carica particolare nell’opporsi ai suoi tiri, e finisce senza vinti né vincitori alla Dacia Arena. Ritmi bassi nel primo tempo, ma è l’Inter a creare i principali pericoli: Lautaro segna ma è in fuorigioco, Musso compie un miracolo sull’argentino. Gotti sostituisce Arslan poco dopo la mezz’ora: fallo al limite su Lukaku dopo essere già stato ammonito, Gotti non rischia ulteriormente e inserisce Walace.  Conte (espulso nel finale per proteste) prova alcuni cambi, inserendo SanchezSensi e Perisic, ma poco o nulla cambia. Prova sottotono dei nerazzurri, che solo a tratti hanno imposto il loro gioco e schiacciato l’Udinese. Per i friulani altro punto prezioso, dopo il pareggio contro l’Atalanta.
Chiude la serata FiorentinaCrotone.
La Fiorentina termina il girone di andata con una vittoria per 2-1 contro il fanalino Crotone. Apre le danze un capolavoro di Bonaventura al 20′, mentre il raddoppio è firmato da Vlahovic, terminale vincente al 32′ di una splendida azione corale. Poi, però, al 66′ Simy accorcia di testa e la band di Prandelli soffre per garantirsi i 3 punti. Arriva comunque una sospirata vittoria scaccia incubi, dopo la pesantissima batosta (0-6) subita dal Napoli nel turno precedente.
A Torino va in scena domenica alle 12,30 il cosiddetto “launch match”, Juventus vs Bologna. Bianconeri che tornano in corsa scudetto, sfruttando i passi falsi di Milan e Inter: ora la vetta è a -7. La squadra di Pirlo grazie alle reti dei centrocampisti Arthur e McKennie piega i rossoblu, pericolosi ad inizio ripresa. Dopo un avvio equilibrato, la Juventus passa in vantaggio al 15′ alla prima vera occasione gol: Arthur dai venti metri calcia trovando la deviazione di Schouten, che beffa Skorupski. L’1-0 dà fiducia alla Juventus e fa vacillare i rossoblu che sbandano,  rischiando di subire il raddoppio: Bernardeschi al 28′ e Cuadrado al 32′ sono imprecisi. Nel finale di tempo Soriano dal limite impensierisce Szczesny, ma la sfera finisce a lato.

Ripresa, primi venti minuti con un Bologna ferocemente alla ricerca del pareggio: Cuadrado al 48′ rischia l’autogol clamoroso deviando in tuffo di testa verso la propria porta, salvato da una respinta d’istinto del portiere, poi BarrowOrsolini e Sansone costringono di nuovo Szczesny agli straordinari. Ma la vena reattiva del Bologna si spegne gradualmente e la Juve riprende il possesso del match. Dopo un’occasione di Morata, entrato nella ripresa per Bernardeschi, raddoppia al 71′ grazie a McKennie, di testa, sugli sviluppi di un corner. Gli emiliani sembrano ormai in riserva, e si spengono nel finale di partita. La Juve sfiora il tris con Rabiot, che da fuori area costringe Skorupski alla parata in tuffo, e con CR7. Nel complesso, una buona partita con in primo piano sicuramente le super prestazioni dei portieri, che hanno sfoderato grandi parate e riflessi felini.
Tra gli incontri del pomeriggio, spicca il risultato di Verona, dove il Napoli di Gattuso cerca di dare un senso logico alla chiassosa goleada contro la Fiorentina del turno precedente. Le premesse ci sarebbero, visto che dopo 9 secondi esatti di partita si trova in vantaggio con l’ennesimo gol lampo, questo ad opera di Lozano. Errore di presunzione, il gol in apertura illude soltanto un Napoli che alla distanza crolla sotto la miglior vivacità e concretezza dei veneti. Fisico e cuore, ma soprattutto testa, mentalità. E’ questo quello che dimostra anche oggi il Verona,  conferma ancora una volta di essere squadra vera. L’Hellas ribalta infatti un Napoli che dura giusto una mezz’ora, niente di più. Gli uomini di Gattuso cedono il passo ad un Verona che ha corso e giocato meglio, mettendo sotto l’avversario in tutte le fasi del gioco. Risultato importante (3-1) per la squadra di Juric, che chiude così il girone a 30 punti e si ricandida in zona Europa League. Stop pesante invece per Gattuso che in un solo colpo si vede superato da Roma, Juventus e Atalanta, tutte vincitrici, che lo confinano al 6° posto.

I gol, 1’ Lozano (NA), 34’ Dimarco, 62’ Barak, 79’ Zaccagni.

All’Olimpico invece è scontro ad alti ritmi tra la Lazio e il Sassuolo.
La Lazio continua a volare e allunga la striscia di successi consecutivi in campionato: 2-1 e quarta vittoria di fila per i biancocelesti. A decidere il match sono i soliti noti Milinkovic-Savic e Immobile, che ribaltano il vantaggio di Caputo: un punto nelle ultime tre partite per De Zerbi. L’avvio di partita è elettrizzante: il Sassuolo sblocca il match al 6′ con Caputo, altro ormai solito noto,  su assist di Djuricic, la Lazio alza il baricentro e trova il pari su calcio d’angolo con il colpo di testa vincente di Milinkovic-Savic. Nel secondo tempo i ritmi sono più bassi, le squadre si accorciano, coprono con più attenzione. Ci pensa Immobile, sempre in agguato e pronto a catturare l’attimo propizio, a completare la rimonta: palla a rimorchio di Marusic, sinistro vincente del Ciro nazionale. Inzaghi aggancia il Napoli al sesto posto e tiene il passo di Juventus e Atalanta, entrambe davanti di due punti.
Stadio Ferraris di Genova, match entusiasmante e divertente con il Genoa di Ballardini che continua il proprio momento positivo, e sconfigge 1-0 il Cagliari di Di Francesco, vicino all’esonero dopo il sesto k.o. consecutivo. A decidere la gara è un gol di Mattia Destro al decimo minuto, con il Cagliari che ha avuto svariate occasioni di pareggiare l’incontro, ma che si è sempre imbattuto in un Perin in serata di grazia, fenomenale a salvare su Simeone Joao Pedro nel primo tempo. Tre punti d’oro per il Grifone che si allontana dalla zona salvezza, mentre per il Cagliari l’incubo continua.
Giornata che si chiude con Parma Sampdoria al Tardini, gara che si rivela combattuta e sostanzialmente equilibrata, ma è il Parma che ne esce non solo sconfitto ma con un certo credito con la fortuna. La dea bendata non lo ha certamente assistito, se è vero che ha centrato 2 volte i legni della porta ma non la rete. Al contrario, la Sampdoria è riuscita a capitalizzare per 2 volte le non molte occasioni create, e guizza verso l’alto, il Parma scende sempre più in basso. Un 2-0 determinato dalla bravura degli uomini di Ranieri, ma anche dalle disattenzioni individuali di quelli di D’AversaCornelius è poco concentrato nell’azione del vantaggio di Yoshida, mentre Hernani perde un pallone sanguinoso spalancando a Keita la strada del raddoppio. Come già detto, Parma sfortunato: palo di Gervinho (sullo 0-0), traversa di Kucka. Più un salvataggio sulla linea di Colley e un grande intervento di Audero sullo slovacco. La classifica continua a piangere per i ducali, che rimangono solitari al penultimo posto dietro la coppia Torino-Cagliari. La Samp, al suo secondo successo di fila, chiude il girone d’andata a quota 26, al decimo posto, esattamente a metà classifica.
E’ tutto per l’ultima del girone di andata, si riparte venerdì 29 con l’anticipo Torino-Fiorentina alle 20,45.
Arrivederci e buon lunedì a tutti.

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