Municipio 5: bocciatura bipartisan per nuova ciclabile Schiavoni-Verro

Milano

Sono molteplici le motivazioni che hanno portato il Consiglio di Municipio 5 ad esprimere parere negativo alla realizzazione di una pista ciclabile di quasi 2 chilometri che dal cavalcavia Schiavoni si svilupperebbe sino a via Verro. Non sarebbe sicura per gli utenti nel percorso sulla carreggiata, non favorirebbe il deflusso del traffico privato, bloccherebbe i mezzi Atm e potrebbe dar vita a problematiche analoghe a quelle sorte in corso Buenos Aires. Per questo il consiglio del Municipio 5, guidato dal Presidente di centrodestra (Milano Popolare) Alessandro Bramati e con l’assenso dei consiglieri d’opposizione di centrosinistra, ha bocciato la suddetta ciclabile, che si inserisce nel più ampio progetto presentato da Palazzo Marino per la riqualificazione dell’asse viabilistico che da Via Faenza raggiunge zona Corvetto.

Il progetto proposto dal settore Mobilità del Comune è stato approvato dal Municipio 5 con alcune osservazioni quali la nuova svolta a sinistra di via Antonini all’incrocio con via Valla, l’istituzione di una zona 30 solo nel controviale di via Cermenate, l’istallazione di un semaforo T-Red all’incrocio Montegani/Meda/Cermenate o di altri strumenti tecnologici per limitare il rischio di incidentalità, la necessità di intervenire sulla segnaletica stradale nei pressi della scuola primaria Damiano Chiesa e di quella dell’infanzia in via Solaroli oltre alla verifica della sicurezza per i pedoni in via Virgilio Ferrari nell’area della svolta per via Antonini. Per il Presidente Alessandro Bramati “con queste indicazioni il Municipio 5 ha accolto e sviluppato le proposte dei cittadini che più volte abbiamo avanzato a Palazzo Marino: si garantisce la maggiore sicurezza dei pedoni ma non si generano inutili imbuti in un asse viario fondamentale per la zona e per la città, evitando di aggravare ulteriormente le criticità per il Trasporto Pubblico. Le piste ciclabili vanno bene, i ciclisti devono avere percorsi protetti ma non è con quattro strisce disegnate a terra che si raggiunge questo scopo specie in strade di interconnessione come quelle considerate, o dove realizzate anche in presenza di marciapiedi ampi adatti per poter realizzare percorsi degni di tale nome. Sono lieto che anche i consiglieri del Pd e di opposizione in Municipio ma di maggioranza a Palazzo Marino siano di questa opinione, sconfessando questi tipi di intervento dettati più dalla rincorsa di dieci anni di promesse non mantenute”.

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