Dopo Conte, Bonafede, Azzolina, anch’io voglio la mia task force, ma di volontari arrabbiati

Economia e Politica

Tutti la cercano, tutti la vogliono, anch’io voglio una task force. E deve essere quasi segreta, onnicomprensiva di tutti gli scontenti, furibondi, delusi da questo governo. Occorre fare una strategia accurata per demolire questo governo legato a fil di ferro e senza idee. Conte ogni giorno o quasi ne crea una per incapacità di decidere? La mia task force comprenderà geni nelle varie branche della conoscenza, sarà aperta, in continuo ampliamento e particolarmente astuta per combattere il volpone che si chiama Conte. E sarà una task force all’insegna del volontariato dei più idonei, senza spese aggiuntive pagate dai contribuenti. Il primo ministro nella compagine governativa che ha sentito l’urgenza di farsi una task force (e non si è ancora capito il perché) è il serafico Bonafede targato 5 Stelle. A quanto scrive Domai “. Sembra, infatti, che al ministero di via Arenula nessuno fosse al corrente dell’iniziativa, se non la stretta squadra di collaboratori di Bonafede. La settimana scorsa sono partite le telefonate ai membri del comitato scientifico, composto dai nomi più in vista della galassia giudiziaria trai quali il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura DavidErmini, i presidenti della Corte di cassazione, Pietro Curzio; del Consiglio distato Filippo Patroni Griffin della corte dei Conti, Guido Carlino; ma anche il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho e lo stesso presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Giuseppe Sosia Nella lista, ha trovato posto anche il neo-pensionato Piercamillo Davigo, ancora in lotta Ccnil Csm dopo la sua estromissione per raggiunti limiti di età…velocemente, sono iniziati anche gli attacchi al ministro da parte della sua stessa maggioranza. I più infastiditi sono stati i parlamentati di Italia viva, che hanno letto nella mossa di Bonafede un intento ben preciso: allontanare il ministero della Giustizia dall’Anac l’autorità anticorruzione fiore all’occhiello del governo Renzi coinvolta nell’iniziativa solo come una delle tante rappresentanze.” L’insulsaggine della creazione di questa task force è evidente e appare come un’invasione di campo rispetto all’Anac. Ma Conte docet e non fa un DPCM senza chiamare la task force preposta, per poi decidere da solo secondo convenienza. Anche la ministra Azzolina ha la sua task force per le problematiche dell’educazione. A che servono? A dare sicurezza a personaggi perennemente indecisi? A valorizzare quel poco che li caratterizza? Sogno la mia task force potente come un ariete, geniale nelle decisioni, con il guizzo intuitivo di chi sa fare, come e quando.

Anna Ferrari

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