Nei vari istituti di pena italiano dove “vi sono ormai quasi 900 persone positive al Covid-19, mentre quasi 1000 sono i positivi tra gli operatori del settore penitenziario”. E’ l’allarme lanciato dal Direttivo e dalla Commissione Carcere della Camera Penale di Milano che “aderiscono allo sciopero della fame di Rita Bernardini, unendosi alla richiesta rivolta al Governo e al Parlamento di ridurre drasticamente la popolazione detenuta attraverso qualsiasi intervento di legge aderente alla Costituzione e alla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo”. Il problema, denunciano i penalisti milanesi, è che “il virus questa volta non solo è entrato in carcere, ma si sta pure diffondendo in modo spaventoso”. E “l’elevatissimo livello di contagiosità del Coronavirus, che caratterizza la seconda ondata – puntualizza la Camera Penale in una nota – impone l’adozione di interventi in grado di incidere concretamente sul numero di presenze in carcere nell’immediato, per la tutela del diritto alla salute di detenuti e operatori penitenziari e, sul piano strutturale, attraverso una politica di coerente e costante decarcerizzazione”. La situazione è drammatica soprattutto in Lombardia, cioè “la Regione maggiormente colpita dal virus” dove c’è un problema di “sovraffollamento di per sé grave” che secondo la camera penale di Milano “non consente ovviamente di disporre di spazi adeguati per tutti gli isolamenti necessari”. Tutto ciò, evidenziano ancora i penalisti milanesi, rende “pertanto necessaria l’introduzione di misure urgenti per alleggerire le condizioni di sovraffollamento all’interno degli istituti penitenziari, al fine di garantire l’isolamento sanitario delle persone detenute già risultate positive o ritenute a rischio”.
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