Chi ha scelto di votare NO al Referendum

Politica

Liliana Segre: Su Repubblica dice: “Il Parlamento è l’espressione più alta della democrazia. Quindi sentir parlare di questa istituzione che fa parte della mia religione civile come se tutto si riducesse a costi e poltrone, è qualcosa che proprio non mi appartiene”

Simone Baldelli (F.I): “Diamo una sberla ai professionisti dell’anti-politica che sono il vero spreco di questo Paese”. Simone Baldelli, deputato forzista, è tra i promotori del Comitato trasversale per il No al referendum che da mesi martella contro il ’”progetto eversivo di Grillo e Casaleggio che vuole sfasciare la democrazia rappresentativa”.

Giuliano Cazzola: “Credo che le Costituzioni abbiano un’anima e una ‘’spinta propulsiva’’ che nascono sempre – come diceva Piero Calamandrei – da una polemica, da una rottura con l’ordinamento precedente. La Carta del 1948 è illuminata dalla Resistenza e dalla riconquista della democrazia.”

Andrea Cangini (F.I): “Sarebbe il segno che l’epoca dell’inconcludenza e della demagogia si è conclusa, e si è conclusa con la tragicommedia dei grillini al potere. Ora basta. Basta prendere in giro gli italiani, basta mortificare il Parlamento, basta delegittimare la Politica. Sarebbe il voto più rivoluzionario dell’ultimo quarto di secolo.”

Andrea Vallascas (M5S): “Sono convinto che tagliare unicamente il numero dei Parlamentari, in assenza di un approccio complessivo al riordino istituzionale, porti a un grave indebolimento del Parlamento che è la massima espressione della rappresentanza popolare”. E chiarisce: “Ho votato Sì nella speranza che queste perplessità, in qualche modo, venissero fugate, e che al taglio facesse seguito una serie di correttivi e di leggi costituzionali per riequilibrare e armonizzare l’intera riforma ed evitare che una maggioranza possa eleggere da sola il Presidente della Repubblica e i 5 giudici costituzionali”.

Giorgio Mulè (F.I): “La riforma sul taglio dei parlamentari umilia e sfregia la democrazia, altera gli equilibri costituzionali. È una riforma incompleta che non affronta preventivamente dossier chiave come la legge elettorale e i regolamenti parlamentari, getta negli occhi dei cittadini soltanto sprazzi di demagogia e populismo, ipoteca il futuro. Non si gioca con la Costituzione. I

Alberto Guidetti–Bebo (artista musicale e fondatore de Lo Stato Sociale)
«Il dato di rappresentanza e delega democratica è da salvaguardare e non è pensabile usare strumentalmente un taglio con la scusa di un “risparmio” senza passare attraverso un processo di modifiche della legge elettorale».

Emanuele Macaluso (politico, sindacalista e giornalista)
«Bisogna contrapporsi all’anti-politica, perché i fautori del Sì e i 5 stelle hanno questo carattere. Il No è una rivalutazione della politica contro l’antipolitica».

Simona Marchini: (attrice e conduttrice)
«Resta sacrosanto rispettare i patti fatti in precedenza. Inoltre, votare sì è un modo per cedere ai ricatti di questo governo – che comunque io difendo e ritengo necessario, ma in questo caso vale la pena “forzare la mano”. E, in ogni caso, mantenendo questa legge elettorale bisogna dire no al taglio»

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