Previste 310mila assunzioni. Le imprese chiedono riforme

Economia e Diritto

Per questa stagione autunno-inverno “ci attendiamo una ripresa. I dati già in possesso dal ministero del Lavoro sono positivi, sui seicento mila posti di lavoro persi dagli stagionali e da coloro lavoravano soprattutto all’interno del settore del turismo registriamo una ripresa, abbiamo duecentotrentamila assunzioni in più”. Lo ha detto a Sky TG24 il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo. “I dati di Unioncamere ci dicono che nei mesi di settembre e ottobre sono previste trecentodiecimila assunzioni. Registriamo e andiamo verso una ripresa dei settori produttivi e del lavoro”, ha chiosato. La parola alle imprese “Secondo gli analisti per l’Italia è auspicabile la realizzazione di una riforma fiscale finalizzata a raggiungere una maggiore equità e semplificazione; un rilancio del Mezzogiorno; una strategia nazionale di lungo periodo per lo sviluppo di tecnologie verdi e la partecipazione attiva del Paese alla creazione di questa “Circular Europe” che tanti aspettano. Come affermato da Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti, “l’attivazione della capacità trasformativa dell’Italia non è più rimandabile, in quanto con sempre maggiore difficoltà – nei prossimi anni – saremo in grado di vivere delle rendite del passato”. 

Riforme fondamentali, unite agli investimenti in formazione tecnica e alla promozione delle filiere virtuose dei territori, per rilanciare la competitività dell’Italia nel quadro internazionale e attrarre investimenti esteri di qualità. Come afferma Marco Hannappel, Amministratore Delegato di Philip Morris Italia, “la ripartenza si collocherà in un nuovo scenario, in cui le imprese vincoleranno sempre meno i propri successi a un’area geografica specifica o a un Paese in particolare. In tale prospettiva di reshoring, il compito dell’Italia sarà quello di cogliere tale opportunità per attrarre e promuovere investimenti di imprese italiane e straniere”. Non a caso, probabilmente, parte delle risorse del Piano Next Generation EU saranno indirizzate verso un piano di reshoring degli investimenti (anche al fine di rafforzare nel mercato interno le catene del valore fondamentali), ma anche al sostegno ai settori del Made in Italy.

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